05:30 10 Dicembre 2019

Autonomia, consigliere di Zaia: Conte si dimentica le richieste del Veneto

© REUTERS / Yara Nardi
Politica
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Luciano Sandonà, consigliere regionale veneto del gruppo Zaia, reagise alla richiesta dello Statuto speciale per il Sud fatta dal premier Giuseppe Conte prima del vertice di Bruxelles.

Il consigliere regionale del gruppo Zaia Luciano Sandonà ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal premier Giuseppe Conte sui social ricordando che dopo il referendum del 2017 con 2.328.947 di voti favorevoli il Veneto aveva chiesto l’autonomia.

“Un’esigenza motivata dalla volontà di migliorare i servizi per i cittadini, per le sue imprese, le sue scuole, i suoi ospedali. La Regione del Veneto e il presidente Luca Zaia avevano presentato una loro proposta in tema di autonomia, con l’intervento collaborativo dell’ex ministro Erika Stefani”, inizia così il comunicato pubblicato sul sito del Consiglio regionale Veneto.

“E ora? Altro che soddisfare le più che legittime richieste dei veneti: al primo appuntamento a Bruxelles dopo la riconferma al governo, il premier Conte ha chiesto per il Mezzogiorno  “il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo”, come ha scritto lui stesso su Facebook. Ecco come ascolta le richieste del popolo veneto”, replica Sandonà.

“Ogni anno il Veneto rimpingua le casse statali con il proprio residuo fiscale le Regioni hanno bisogno di efficienza, di dinamicità, di un’amministrazione più oculata dei propri fondi, per rimanere al passo con i territori produttivi del Nord Europa, e non di essere trascinate a fondo da una nuova stagione di aiuti economici piovuti dall’alto a dispetto di ogni merito. E invece Conte, a Bruxelles, vuole chiedere “un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno”, ha aggiunto il consigliere di Zaia.

“Ancora una volta questo governo sta dimostrando di disattendere le richieste dei cittadini, preferendo evidentemente portare avanti le politiche assistenzialiste tanto care al Movimento 5 Stelle e ai politici-baroni del Sud Italia. Conte vorrà forse varare una nuova Cassa del Mezzogiorno, magari rischiando di pesare ancora di più sulle spalle dei veneti? Oltre al danno la beffa. Pensa a come aiutare ulteriormente il Sud mentre le richieste del Veneto sono state del tutto dimenticate”, conclude il comunicato.

Nella giornata di oggi il premier Conte in vista della visita a Bruxelles aveva spiegato che uno degli obiettivi strategici per l’Italia è “un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno”. “Quanto al nostro Mezzogiorno dobbiamo provare a ottenere dall’Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo”, aveva scritto Conte.

Nel mese di giugno le trattative sulle “autonomie indiferrenziate” non hanno soddisfatto tutte le parti interessate. Nel corso dei colloqui è stato saltato l'articolo 12 del testo redatto da Erika Stefani, ministro leghista agli Affari Regionali. L’articolo prevedeva l'assunzione diretta degli insegnanti su base regionale.

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Giuseppe Conte, Autonomia, Italia
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