11:59 21 Novembre 2019

Regno Unito, Camera respinge mozione di Johnson per elezioni anticipate

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Politica
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Ieri la mozione presentata da Boris Johnson non è riuscita a ottenere l'approvazione di un numero sufficiente di parlamentari per portare avanti le elezioni anticipate.

In tutto 298 parlamentari hanno votato a favore delle elezioni anticipate, mentre 56 hanno votato contro e 288 si sono astenuti. Almeno 434 parlamentari del Regno Unito dovevano votare a favore delle elezioni anticipate affinché si potesse procedere.

Dopo il voto, il Premier britannico Boris Johnson ha dichiarato che il capo del partito laburista Jeremy Corbyn è il primo leader dell'opposizione nella storia del Regno Unito a rifiutarsi di andare alle elezioni e ha esortato i colleghi di Corbyn a pensare alla "insostenibilità" della loro posizione.

Johnson ha accusato l’opposizione laburista di voler “impedire al popolo di votare”.

Johnson ha anche suggerito a Jeremy Corbyn di prendere nuovamente in considerazione l'idea delle elezioni.

La legge per ritardare la Brexit

In precedenza, la Camera dei Comuni britannica ha approvato un atto legislativo per ritardare la Brexit oltre il 31 ottobre in assenza di un accordo con l'UE, che ora dovrà essere approvato alla Camera dei Lord.

A seguito della decisione, il primo ministro britannico Boris Johnson aveva dichiarato che si sarebbero dovute tenere elezioni anticipate il 15 ottobre.

Da quando ha assunto l'incarico, Johnson ha fatto pressioni per il ritiro dall'UE entro la scadenza del 31 ottobre, anche senza un accordo. Da quando ha perso la maggioranza parlamentare, il primo ministro non può più garantire che i legislatori britannici ratificheranno qualsiasi potenziale accordo, qualora Bruxelles accetti di rinegoziare.

Il “No Deal” e il “backstop”

A luglio 2016 la maggior parte dei cittadini del Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea. Il governo da quel momento ha tenuto vari incontri con Bruxelles per negoziare un accordo di uscita dall’UE.

Il governo di Theresa May aveva ottenuto un accordo di uscita a novembre 2018 che è stato respinto tre volte dal Parlamento principalmente a causa della clausola del “backstop” irlandese.

Il "backstop" per la frontiera irlandese è un meccanismo per garantire che non ci saranno confini rigidi tra la Repubblica irlandese e l'Irlanda del Nord se le parti non dovessero riuscire ad accordarsi su tutti i termini del loro accordo entro la fine del periodo di transizione della Brexit.

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Jeremy Corbyn, Boris Johnson
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