02:28 20 Novembre 2019
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio

Anastasi (5 stelle): "avanti per realizzare il programma"

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Politica
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Martedì sarà una giornata campale. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle saranno chiamati a dire la loro sul programma di governo raggiunto dopo settimane di trattative fra le parti.

L'esito della votazione sulla piattaforma Rousseau potrebbe annullare settimane di lavori condotti in seno alle istituzioni e spingere verso la soluzione del voto anticipato. Una ipotesi che metterebbe a rischio la manovra economica e le misure che dovrebbe contenere, a partire dalla sterilizzazione dell'IVA.

Dal M5S sono arrivati segnali discordanti. Dai messaggi di Grillo che sembravano prendere di mira Di Maio, alle rivelazioni di Crippa sui presunti senatori pentastellati pronti a passare con la Lega, dichiarazione duramente bollata da Paola Taverna come "fantapolitica".

© Sputnik .
Il senatore Cristiano Anastasi
Per capire cosa accadrà con il voto sulla piattaforma Rousseau, Sputnik Italia ha raggiunto Cristiano Anastasi, senatore del M5S, della decima commissione Industria, Commercio e Turismo, che ha partecipato alla stesura dei venti punti del programma che Di Maio ha presentato sul tavolo delle trattative.

Partiamo dall'ultimo post di Grillo sul suo blog, che sembra essere diretto a Di Maio. Cosa significa?

Grillo manda due messaggi, uno alle forze politiche per dire "adesso basta, smettete di contrastarvi e chiudete l'accordo". L'altro è destinato alle base del nostro elettorato e alla direzione del Partito Democratico, a cui spetta la parola definitiva. Noi domani abbiamo la votazione su Rousseau sull'accordo, una votazione che potrebbe far saltare tutto, una votazione a cui parteciperà la base del movimento. Dal canto suo il PD farà una direzione con più di 200 delegati che voteranno sulla base del programma.

Parliamo della votazione che ci sarà domani,  per cui c'è molta attesa. Dopo 15 giorni di trattative forsennate, con il fiato sospeso, è una votazione che potrebbe rovesciare completamente le carte. Ma cos'è esattamente la piattaforma Rousseau e perché è così importante?

La piattaforma Rousseau è il sistema informatico comune a tutti gli iscritti al M5S, o meglio a tutti gli iscritti Rousseau. Una piattaforma informatica su cui votiamo, proponiamo leggi. Il luogo dentro cui tutti gli iscritti si parlano e prendono le decisioni. E' uno strumento di partecipazione popolare. E' ancora immaturo come sistema di democrazia diretta. La democrazia diretta è qualcosa di più avanzato, ma è l'obiettivo a cui vorremmo arrivare.

Quali sono i punti forti e i punti deboli della votazione?

I punti forti sono la possibilità di organizzare in pochissimo tempo una votazione su temi importanti, come ad esempio questa; la possibilità di presentare leggi attraverso le proposte dei cittadini comuni, che possono raccogliere consensi sulla piattaforma stessa e poi impegnare i portavoce a presentarli in parlamento. Il punto debole è l'imprevedibilità del voto, come quello di domani.

Che previsioni ci sono per domani?

Un 50 e 50, sarà una decisione che correrà sul filo del rasoio. A me non piace tantissimo il voto in questa fase, io lo avrei fatto in una fase antecedente. La volta scorsa, prima si fece il contratto di governo, poi si votò il contratto e poi si diede l'incarico a Conte. Adesso stiamo facendo al contrario, prima è stato dato l'incarico a Conte, poi abbiamo fatto il programma e adesso lo votiamo a incarico fatto. Ma probabilmente non c'erano i tempi per fare diversamente. Però attenzione perché non siamo solo noi, il PD farò lo stesso.

Non sarebbe stato opportuno svolgere la votazione prima, quando Di Maio diceva di andare ad elezioni e Grillo lanciava il dialogo con il PD?

Non ci sarebbe stato il programma. Il punto è sempre questo, cioè noi avremmo potuto anche dire "volete fare l'accordo con il PD?"e detto così la risposta sarebbe stata negativa per tutti. Noi invece vogliamo far viaggiare sempre prima le idee, i programmi.

Come mai il movimento ha puntato i piedi su Conte, rifiutando ad esempio la proposta di Di Maio premier?

Perché era l'unica possibilità di creare un governo con una personalità super partes, anche se il PD ha detto che Conte sta con noi.

Cosa non ha funzionato, invece, con la Lega?

Dal punto di vista parlamentare nulla. Dal punto di vista parlamentare i lavori andavano anche bene, non c'erano grosse tensioni nelle commissioni.

E' stata una decisione presa dai vertici, infatti anche i senatori leghisti erano sconcertati.

Li conosco i miei colleghi di commissione della Lega, erano molto sconcertati da questa decisione. Era nell'aria. Credo che questa sia l'ebrezza del 40%. Successe lo stesso anche con Renzi.

Però questa ebrezza ha portato Salvini ad una mossa definita da più parti "suicida"...

Si dice che prima di fare questa mossa lui abbia cercato una sponda in Zingaretti, temendo un eventuale accordo. Gli avrebbe chiesto: "se io stacco la spina, c'è il rischio che vi accordiate o si andrà a nuove elezioni?". E' una ricostruzione abbastanza fedele che sarebbe stata confermata. Però Zingaretti non ha fatto i conti con Renzi.

A proposito, Grillo è intervenuto due volte per imporre la linea al movimento in una direzione che sembrava opposta a quella voluta da Di Maio. La prima volta, con la riunione dello stato maggiore del movimento, per accantonare l'ipotesi elezioni, la seconda per sciogliere il nodo del vicepremier. Cosa sta succedendo, ci sono dei conflitti all'interno del movimento?

E' chiaro che il nostro, essendo un movimento post ideologico, che non si riconosce nelle ideologie – cosa che non significa che non ci siano le ideologie – può avere delle anime pià spostate sia verso la sinistra che verso la destra. Grillo probabilmente è intervenuto per garantire questo risultato, ma non credo volesse interferire contro Di Maio o contro qualcuno, ma credo che il suo intervento servisse solo a tranquillizzare più il PD che noi.

Noi alla fine siamo abbastanza compatti, quando prendiamo una decisione l'accettiamo. Ad esempio nella precedente riunione abbiamo dato mandato a Luigi Di Maio per fare le trattative con il PD. Però è chiaro che l'intervento di Grillo, garante del movimento, serve a tranquillizzare il PD, per far capire che si tratta di una trattativa serie, che il movimento si impegnerà a fare la sua parte.

Grillo è motivato perché vuole vedere realizzato il suo sogno, che è il suo programma e il programma del M5S. Il reddito di cittadinanza, la pubblicizzazione dei beni e servizi essenziali per vivere, la rivoluzione delle energie rinnovabili, la democrazia diretta, che ancora è a uno stadio embrionale.

Il Movimento 5 Stelle riportando il PD al governo, non rischia di bruciarsi?

© Foto : Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
E' uno scenario possibile. Sicuramente da questi accordi, sia con la Lega che con il PD, quelli che abbiamo più da perdere siamo noi. E' un rischio di cui siamo consapevoli, ma abbiamo deciso di andare avanti solo perché vogliamo realizzare il programma e riteniamo che questo sia il momento storico migliore. Stiamo facendo come i giocatori di pocker, rilanciamo tanto per cercare di ottenere tanto a livello di programma.

Per questa ragione Di Maio si era impuntato sulla questione del vicepremier, che sembrava essere una conditio sine qua non?

Probabilmente questo – faccio illazioni perché non ero lì – nelle dinamiche delle contrattazioni sarà servito ad alzare l'asticella. Non credo che Luigi Di Maio si sia impuntato perché vuole il essere vice premier, probabilmente si è impuntato perché vuole garantire politicamente il governo.

Torniamo alle dichiarazioni di Crippa sui nove senatori che passerebbero alla Lega. Potrebbe essere verosimile?

Conosco quasi tutti i miei colleghi e ritengo che sia un'enorme sciocchezza. Fa parte del gioco mediatico che si fa in questi casi, si tenta di sabotare in tutti i modi le trattative, anche con questi siluri. Tanto alla fine questi siluri non costano nulla, sono gratis. Noi abbiamo le nostre idee, siamo molto motivati nella realizzazione del nostro programma. Io ho conosciuto quasi tutti i senatori e mi sembrano tutti molto forgiati nell'ideologia grillina, perché anche la nostra è un'ideologia, perché è vero che siamo post ideologici ma non si può essere privi di ideologia.

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