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13:57 13 Novembre 2019
Alexander Gauland

Germania: la possibile "tempesta politica" in Sassonia e Brandeburgo

© REUTERS / Kai Pfaffenbach
Politica
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Potrebbe essere il "primo successo dell'estrema destra in Germania" il risultato dell'AfD oggi in Sassonia e Brandeburgo.

La stampa tedesca la definisce, forse un po' enfatizzando, “una tempesta politica”. Ma al netto delle esagerazioni le elezioni di oggi nell'est della Germania, negli Stati di Sassonia e Brandeburgo, rappresentano certamente un banco di prova importante se non un rischio vero e proprio per il governo centrale della Grosse Coalition. Le previsioni di successo del partito di estrema destra, Alternative fur Deutschland, valutato intorno al 25% in Sassonia (e al 21% in Brandeburgo), portano ad affermare sulla stampa tedesca che “sarebbe la prima vittoria dell'estrema destra in Germania dai tempi dell'ultimo conflitto mondiale”.

Pur non essendo ormai una novità assoluta (l'AfD siede già nel Bundestag), un'affermazione come quella mostrata nei sondaggi pre-elettorali sarebbe veramente un fatto epocale. Anche perché, come spesso accade, l'avanzata di partiti di estrazione radicale coincide con il calo dei cosiddetti “partiti dell'establishment”, la CDU della Merkel o l'Spd, in crisi cronica da troppo tempo.

Immigrazione, recessione ma anche nazionalismo e identitarismo

Attribuire l'ascesa del partito di Alice Weidel e Alexander Gauland, leader dell'AfD, alla questione tanto dibattuta dell'immigrazione (individuando il punto di rottura con l'apertura della cancelliera Merkel a un milione di profughi siriani lo scorso anno, un gesto, seppur nobile che in seguito però parve molto difficile da mettere in pratica) ormai pare quasi un luogo comune.

E forse nemmeno la recessione ormai ad un passo, col più basso livello di produzione industriale degli ultimi anni (che la parte orientale della Germania soffre ancor di più di quella occidentale), può essere considerato come causa principale del malessere che sta dietro agli elettori tedeschi che sceglieranno l'estrema destra. Proprio per il vento nazionalista e identitario che sta soffiando in Europa si possono considerare quei motivi al massimo come appiglio, ma immigrazione e crisi economica da sole non possono giustificare il favore di un quarto dell'elettorato tedesco.

L'AfD: "Non siamo neo-nazisti"

In ogni caso, l'AfD, nato appena sei anni fa (supportato in qualche modo dal movimento anti-immigrazione Pegida) rifiuta lo stigma di “partito neo-nazista”. La frammentazione però, che rischia di verificarsi in questi due importanti test elettorali, potrebbe portare a un rimescolamento delle carte nei governi regionali.

Il possibile buon risultato dei Grunen potrebbe almeno momentaneamente arginare lo sconquasso politico e, anche se non appare certamente scontato che i Verdi tedeschi possano fungere da stampella per la coalizione di governo, potrà sicuramente permettere di prendere tempo. Un'incognita è rappresentata anche dal risultato della sinistra di Die Linke, il cui elettorato potrebbe paradossalmente migrare verso la destra (i toni populisti spesso sono trasversali). Le urne sono aperte dalle 8 di questa mattina e si chiuderanno alle 18.

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