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20:45 22 Settembre 2019
Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio

Pace con la Lega: Di Maio premier, Conte in Europa. Ma il M5S dice no

© AFP 2019 / Filippo Monteforte
Politica
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Crisi di Governo (76)
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Una nuova ipotesi di governo circolerebbe da ieri, la Lega ci avrebbe ripensato e tenta la riappacificazione proponendo Luigi di Maio a Palazzo Chigi.

Si potrebbe aprire un nuovo scenario di governo, il congelamento della crisi. La Lega ci avrebbe ripensato e adesso propone di risolvere la crisi, non ancora ufficialmente aperta, con un rimpasto che metterebbe d'accordo tutti: Di Maio alla presidenza del Consiglio in cambio di Salvini agli Interni, Giorgetti al MEF per fare la flat tax, e più peso del carroccio in ministeri chiave, come Difesa e Infrastrutture. E' una ipotesi che viene ventilata da ieri nei palazzi, e che proverrebbe da fonti vicine alla lega.

Una mossa da maestro, che permetterebbe a Salvini di disfarsi in un sol colpo di due avversari scomodi, il presidente del Consiglio Conte e il ministro dell'Economia Tria, in cambio di una alleanza stabile che possa consentire di attuare i programmi presenti del contratto di Governo. In primis la riforma costituzionale, che prevede la riduzione di 350 parlamentari e il taglio dei privilegi. Poi la flat tax e la sterilizzazione dell'Iva. 

Tra 10 giorni l'Italia dovrà indicare un commissario europeo da mandare a Bruxelles e c'è chi vedrebbe bene in questo ruolo l'attuale presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, un nome a cui nessuno direbbe di no.

Proprio sulla flat tax erano sorti i dissapori con Tria e sulla flat tax il ministro dell'Interno Salvini ha detto di non voler mollare. Nella manovra, la Lega vuole uno shock fiscale del valore di 10 miliardi di euro, per rilanciare l'economia e aiutare famiglie e aziende. Tria e Di Maio hanno messo in dubbio la fattibilità della riforma, sottolineando la mancanza di coperture e mettono al centro della prossima legge di stabilità il salario minimo e la riduzione del cuneo fiscale. 

La risposta di Di Maio

Gli umori che si respirano negli ambienti dei cinquestelle sembrano andare in tutt'altra direzione. Non si ha ancora chiaro quale sia, ma quel che sembra certo è che l'esperienza con la Lega è finita. 

Per i pentastellati Salvini è un "traditore" che ha aperto la crisi, venendo meno al contratto di governo e ai programmi che gli alleati si erano dati, per poi tornare da Berlusconi. «Salvini ha tradito il Paese. Nemmeno 24 ore, ed è già tornato tra le braccia di Berlusconi», aveva detto di Maio qualche giorno fa, quando si era aperta la possibilità di ricostituire il Polo delle Libertà 2.0, con FdI e FI, a cui però proprio il cavaliere ha detto no. 

I fedelissimi vedrebbero proprio Di Maio al Viminale: «Luigi sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, sicuramente migliore di Salvini». Parole che mostrano come improbabile una ricomposizione con la Lega. 

Del resto Di Maio non ha alcuna intenzione di sfiduciare Conte, né Salvini ha ritirato i suoi ministri, quindi il 20 potrebbero esserci sorprese. Intanto Di Maio, con un post su facebook, definisce fake news qualsiasi voce su intese e accordi, e ribadisce la centralità della riforma costituzionale messa a rischio da una eventuale sfiducia a Conte. 

“Non ho ricevuto alcuna offerta e non ci sono stati neanche contatti di recente. Ora noi vogliamo andare il 20 in Aula in Senato per vedere come si comporta la Lega e il 22 alla Camera votare per il taglio del numero dei parlamentari”, ha scritto ieri il ministro, in maniera alquanto sibillina, dato che non specifica da chi avrebbe ricevuto offerte o contatti. 

Perché se da un lato circolano voci di un riavvicinamento con la Lega, dall'altro pesa la proposta del PD di una maggioranza alternativa, un governo istituzionale o il cosiddetto lodo Bettini. A spingere verso questa soluzione l'ex premier Matteo Renzi che si è scontrato con settori del PD non proprio convinti a fare un "accordo pasticciato", come lo ha definito Zingaretti. 

Dall'altro lato il movimento sembra essere categorico. Nessun accordo con Renzi. Palla al centro, la partita è aperta e tutto può succedere.

 

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Tags:
PD, Lega, M5S, Italia
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