09:08 21 Novembre 2019

Finita la tregua di Trump con Huawei?

© Sputnik . Kirill Kallinikov
Politica
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Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli USA non intenteranno alcuna azione legale contro la società cinese Huawei.

Stando a Trump, la società costituirebbe una minaccia alla sicurezza nazionale, per questo è stato deciso di rinunciare definitivamente alla collaborazione. Trump non ha, tuttavia, escluso la possibilità di qualche progresso nel caso in cui USA e Cina raggiungano un accordo commerciale.

Trump ha rilasciato la sua dichiarazione poco prima dell’entrata in vigore della Legge sulla sicurezza di Stato USA (NDAA 2019) approvata nel 2018. Secondo Trump, gli enti federali e i loro sottoposti non sono autorizzati a utilizzare apparecchiature prodotte da Huawei e da altre società cinesi per ragioni di sicurezza nazionale. Inoltre, il 16 maggio il Ministero USA del Commercio ha incluso Huawei nella Lista nera. Alle società statunitensi è stato vietato di vendere componenti hardware e software a partner facenti parte di questa Lista nera senza previo ottenimento di autorizzazione da parte del suddetto Ministero. Quest’ultimo ha dato alle società americane 3 mesi di tempo per armonizzare la propria attività ai nuovi emendamenti legislativi. Dunque, il 16 agosto per legge le forniture di componentistica a favore di Huawei verranno interrotte. 

Durante l’incontro dei leader statunitense e cinese a Osaka le parti hanno convenuto che la Cina comprerà grandi quantità di prodotti agricoli americani, mentre gli USA rilasceranno alle proprie aziende le autorizzazioni per la fornitura a Huawei di quella componentistica che non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale statunitense. Tuttavia, dopo l’ennesimo round di negoziati commerciali a Shanghai Trump ha inaspettatamente annunciato l’introduzione dal primo settembre di ulteriori dazi del 10 % sulle merci cinesi per un totale di 300 miliardi di dollari. In seguito a questo la Cina si è rifiutata di comprare i prodotti agricoli americani e Trump, stando alla sua dichiarazione, non si affretterà ad allentare la presa su Huawei.

Per la società cinese il divieto sulla fornitura di componentistica statunitense è chiaramente spiacevole. L’anno scorso Huawei ha acquistato da Qualcomm, Intel e Micron Technology chip e altra componentistica per 11 miliardi di dollari. Ad ogni modo, Huawei aveva previsto uno scenario simile. Per questo, l’azienda ha fatto grandi scorte. Al momento, stando a quanto afferma Huawei, la società dispone di componentistica straniera sufficiente per l’anno a venire.

Tuttavia, le forniture di software sono un’altra faccenda. Gli smartphone Huawei operano nel sistema operativo Android. Dopo l’inclusione dell’azienda nella Lista nera Google ha dichiarato che per i nuovi dispositivi Huawei non saranno accessibili i prodotti Google come Google play, YouTube e Gmail. Android, in quanto sistema operativo open source, continuerà chiaramente a funzionare. Tuttavia, gli aggiornamenti del sistema per questi dispositivi non saranno disponibili.

Huawei in risposta ha dichiarato che già da qualche anno è al lavoro per mettere a punto un sistema operativo proprio. E la settimana scorsa l’azienda lo ha presentato. Il sistema operativo Harmony può essere utilizzato su diversi dispositivi: dagli smartphone alle casse intelligenti ai sensori. Inizialmente sarà utilizzato soprattutto per vari dispositivi intelligenti in IoT. Il primo prodotto con il nuovo sistema operativo sarà il televisore Honor con schermo intelligente.

Tuttavia, il nuovo sistema di Huawei non sarà in grado di diventare subito un degno sostituto di Android e iOS per smartphone. Questo è, infatti, un lungo processo di perfezionamento dell’intero ecosistema. La creazione stessa di un sistema operativo proprio, però, è di fondamentale importanza per la società, afferma convinto Li Kai, esperto cinese dell’Università finanziaria dello Shanxi.

“Ritengo che lo sviluppo di un sistema operativo debba essere graduale. Android è entrata sul mercato relativamente poco tempo fa, ma l’ecosistema di applicazioni che usano Android è già sviluppato a sufficienza. E chiaramente il sistema di Huawei non costituisce una minaccia per Android. Se anche gli USA impiegassero Android per punire Huawei, quest’ultima continuerà a sviluppare il proprio sistema operativo. Dunque, la creazione di Harmony è un passaggio fondamentale. Poiché Harmony è un sistema open source, permetterà a programmatori di altre parti di creare applicazioni in un nuovo ecosistema che gradualmente si verrà a creare. Il mercato cinese è grande, per questo l’adattamento di applicazioni proprie ad Harmony potrà essere effettuato da molte società straniere. Dunque, quando sarà necessario passare da Android ad Harmony, gli utenti potranno farlo molto facilmente. Ma solo nel caso in cui si venga a formare un ecosistema. E per questo serve tempo. Quindi, penso che la creazione di un sistema operativo proprio abbia un’importanza strategica”.

Il successo di Harmony come sistema operativo per smartphone dipenderà dall’abilità di Huawei di costruire un ecosistema di applicazioni, servizi e prodotti compatibili con il sistema operativo stesso. L’esperienza di altre aziende dimostra che non sarà facile distruggere il duopolio di Android e iOS. Nemmeno Microsoft con il suo Windows Mobile o Samsung con Tizen sono riuscite a prendere una fetta importante di mercato.

Ad ogni modo a diventare leader sono riusciti coloro che nel mercato sono entrati molto dopo. Infatti, Windows Mobile e Symbian di Nokia sono comparsi prima di Android. Quest’ultimo, però, grazie al codice sorgente in libera fruizione è stato utilizzato da produttori di smartphone a basso prezzo e da startup che sviluppavano le loro app. Dunque, si è venuto a creare un ecosistema che ha garantito agli utenti la comodità di operare solo in Android.

In tal senso anche Huawei ha un grande vantaggio. L’azienda occupa una posizione di rilievo nello sviluppo del 5G e dispone del maggior numero di brevetti nel settore. Il 5G sarà il volano di sviluppo dell’IoT. Per questo, il fatto che Harmony sia legato strettamente ai dispositivi intelligenti e al 5G permetterà alle società di integrare il proprio software in un numero sempre maggiore di dispositivi creando così l’ecosistema necessario. Inoltre, il codice sorgente in libera fruizione di Harmony semplificherà anche la vita ai programmatori di terze parti.

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Tags:
Economia, Tecnologia, Donald Trump, Huawei, Cina, USA
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