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19:35 22 Agosto 2019
Russia Giappone

Lavrov: negoziati per pace con il Giappone non sono a un punto morto

© Sputnik . Vitaly Ankov
Politica
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La firma del trattato di pace col Giappone ritarda per via della riluttanza di Tokyo a riconoscere la sovranità russa sulle isole Curili, ma non siamo a un punto morto, dice il ministro degli Esteri russo.

"Per ora tutto dipende dalla riluttanza dei nostri colleghi giapponesi a riconoscere i risultati della seconda guerra mondiale, impedendo così la firma di un trattato di pace. Non credo che la situazione sia ad un punto morto, siamo guidati dalle istruzioni che il presidente ci dà a seguito dei suoi colloqui con il primo ministro giapponese per continuare a sviluppare relazioni con il Giappone in tutti i settori ", ha affermato Sergey Lavrov.

Il ministro degli Esteri russo ha anche osservato che Mosca deve capire quanto sia indipendente il Giappone nella politica estera, data la forte influenza esercitata su di esso dagli Stati Uniti.

"Vogliamo buoni rapporti con il nostro vicino giapponese, per questo dobbiamo capire se il Giappone è pronto a riconoscere l'esito della seconda guerra mondiale... In secondo luogo, dobbiamo capire quanto sarà indipendente il Giappone nella politica estera e nelle questioni di sicurezza data la forte dipendenza di Tokyo da Washington in relazione all'accordo di alleanza politico-militare del 1960, che è già incarnato nella presenza materiale e molto ramificata degli Stati Uniti sulle isole giapponesi", ha spiegato.

Inoltre, la Federazione Russa non può non tener conto della politica di Tokyo quando vota su questioni di discussione alle Nazioni Unite e nell'attuazione delle sanzioni contro Mosca, ha osservato il ministro.

"Non possiamo chiudere un occhio sul fatto che su tutte le questioni che sono di natura fondamentale e causano polemiche alle Nazioni Unite, il Giappone vota con gli Stati Uniti contro la Federazione Russa e, naturalmente, non possiamo chiudere un occhio sul fatto che il Giappone ha aderito, anche se in una versione ridotta, alle sanzioni unilaterali illegali e illegittime che l'Occidente ha imposto alla Federazione Russa, principalmente perché abbiamo difeso i nostri connazionali in Crimea", ha aggiunto Lavrov.

La disputa sulle isole

Il Giappone reclama la propria sovranità su Kunashir, Shikotan, Iturup e Habomai, citando il Trattato bilaterale sul commercio e le frontiere del 1855. Nel 1956, l'Unione Sovietica e il Giappone firmarono la Dichiarazione congiunta, in cui Mosca accettò di prendere in considerazione la possibilità di concedere al Giappone Habomai e Shikotan dopo la conclusione di un trattato di pace.

L'URSS riteneva che la Dichiarazione congiunta avrebbe posto fine alla disputa, mentre il Giappone considerava il documento come solo una parte della soluzione del problema, senza rinunciare a rivendicazioni per tutte le isole.

I negoziati successivi non portarono a nulla, il trattato di pace alla fine della seconda guerra mondiale non fu mai firmato. La posizione di Mosca è che le Isole Curili del Sud entrarono a far parte dell'URSS dopo la seconda guerra mondiale e che la sovranità russa su di esse, con il giusto disegno giuridico internazionale, è fuori dubbio.

A Singapore, il 14 novembre 2018, si è tenuto un incontro dei leader di Russia e Giappone, Vladimir Putin e Shinzo Abe. Di conseguenza, il primo ministro giapponese ha affermato che le parti hanno concordato di accelerare il processo negoziale per un trattato di pace sulla base della Dichiarazione congiunta del 1956.

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Isole Curili, Tokyo, Giappone
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