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11:10 21 Agosto 2019
Mohammad Javad Zarif

Ministro esteri Iran: alleati pronti a trasformare il Golfo Persico in "scatola di fiammiferi"

© AP Photo / Petr David Josek
Politica
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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha commentato il piano degli Stati Uniti di creare una coalizione marittima internazionale per pattugliare il Golfo Persico contro la presunta minaccia “iraniana”.

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha accusato gli Stati Uniti e i suoi alleati di voler trasformare la regione del Golfo Persico in una "scatola di fiammiferi pronta a essere accesa", riporta Reuters, citando l'intervista del diplomatico con il canale Al Jazeera.

Il canale navigabile del Golfo "è stretto, e diventerà meno sicuro man mano che le navi straniere (militari) aumenteranno la loro presenza al suo interno", ha affermato il canale televisivo con sede in Qatar.

"La regione è diventata una scatola di fiammiferi pronta ad accendersi perché l'America e i suoi alleati la stanno inondando di armi", ha detto Zarif.

Il massimo diplomatico iraniano, che è stato recentemente sanzionato dagli Stati Uniti, ha affermato in precedenza che Washington non è riuscita a creare una coalizione navale alleata perché "i paesi alleati si vergognerebbero troppo di stare in una coalizione con loro".

La sua intervista è stata seguita da un'osservazione simile da parte del comandante della Marina rivoluzionaria islamica iraniana Alireza Tangsiri, che ha insistito sul fatto che la sicurezza del Golfo Persico e dello stretto di Hormuz  è responsabilità dei pasdaran e che non avevano bisogno della presenza di stranieri nella regione.

Allo stesso modo Tangsiri ha parlato dell'intenzione d'Israele di aderire a un'iniziativa navale proposta dagli Stati Uniti nel Golfo per garantire la sicurezza delle rotte di navigazione, affermando che avrebbe provocato guerre e scontri nella regione.

Nel frattempo, il comandante in capo dei Pasdaran, il maggiore generale Hossein Salami, ha definito la potenziale missione anti-iraniana guidata dagli Stati Uniti come "coalizione di demoni", avvertendo che il potenziale coinvolgimento d'Israele metterebbe a repentaglio l'esistenza stessa dello stato ebraico.

Gli Stati Uniti hanno proposto d'istituire una coalizione marittima internazionale, soprannominata Operazione Sentinel, per sorvegliare il Golfo Persico e gli stretti vicini all'indomani di numerosi "attacchi di sabotaggio" contro le petroliere in transito, incolpando immediatamente Teheran nonostante le continue smentite.

Il deterioramento delle relazioni tra Teheran e Washington

Le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran sono cresciute dall'8 maggio 2018, quando il presidente Donald Trump ha ritirato unilateralmente il suo paese dal PACG e ha imposto diverse serie di sanzioni economiche all'Iran.

Esattamente un anno dopo, Teheran ha annunciato la propria decisione di sospendere parzialmente alcuni obblighi previsti dall'accordo e ha concesso agli altri firmatari dell’accordo - Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Cina e UE - 60 giorni per salvare l'accordo agevolando le esportazioni di petrolio e il commercio con l'Iran.

Gli Stati Uniti, a loro volta, hanno inviato navi e una portaerei nel Golfo Persico a maggio in un "messaggio diretto" all'Iran, una mossa che è stata seguita dall’abbattimento di un drone spia americano da parte dei Pasdaran nel mese di giugno. Questi ultimi hanno insistito sul fatto che il velivolo aereo non pilotato (UAV) è stato abbattuto nello spazio aereo iraniano, mentre il comando centrale degli Stati Uniti ha affermato che l'UAV è stato distrutto mentre sorvolava acque internazionali.

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