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13:12 24 Agosto 2019
Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo

Governo di scopo contro l'avanzata dei barbari. Verso un asse PD-M5S?

© AFP 2019 / Andreas Solaro
Politica
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Crisi di Governo (27)
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Un fronte contrario al voto subito, da Renzi a un redivivo Beppe Grillo, che torna in campo contro "l'avanzata dei barbari". Ma c'è ancora chi, anche all'interno del PD, vuole ridare la parola agli elettori.

"Siamo coerenti, non kamikaze - scrive Grillo sul suo blog - Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment". Cambio di rotta per il movimento 5 stelle, che dice di lavorare per il cambiamento, non per nuove elezioni che causeranno solo aumento dell'IVA e delle spese delle famiglie. Il movimento è biodegradabile, essere coerenti non vuol dire restare ad arrugginire come una lavatrice buttata lungo un fiume, spiega con una metafora Beppe Grillo, lasciando intendere di essere favorevole ad una soluzione istituzionale della crisi, che allontani le urne.

Dal PD, Renzi sembra rispondere al guru del movimento: "Votare con l’aumento dell’IVA è assurdo. Faccio un appello a tutte le forze politiche perché prevalga il senso delle istituzioni". Un appello alla responsabilità. Non un governo tecnico ma un governo istituzionale e di scopo,  che comprenda tutti, dai pentastellati a Berlusconi sino alla sinistra radicale. La priorità è quella di bloccare l'aumento dell'IVA e poi ridare la parola al popolo con un referendum sul taglio dei parlamentari. 

Le reazioni politiche del centro-destra

Il centro- destra, davanti a questa proposta, dice no ad accordi di Palazzo. Matteo Salvini, in tour nel sud Italia, fa sapere che la Lega non è disponibile a inciuci e conferma la fiducia a Matterella. "Tutto il PD ha insultato per un anno le forze di governo, Lega e M5S. - dice il leader del carroccio da Taormina - Da Renzi me lo aspettavo, da Grillo un po' meno. Mi sembra una posizione coerente quella di chi dice che dopo questo governo c'è solo il voto. 

La Meloni dice no ad un patto del Nazareno allargato ai cinquestelle e chiede una alleanza con la Lega prima di andare alle urne. Dello stesso avviso Forza Italia - o quel che ne resta dopo lo strappo con Toti - che non vede possibile per l'Italia un governo Renzi - Boschi - Fico - Grillo. 

Il no comment di Di Maio e le polemiche nel PD

Per di Maio non c'è nessun inciucio, solo buon senso. Prima va fatto il taglio dei parlamentari, mezzo miliardo di sprechi da investire in opere pubbliche, scuole e taglio delle tasse, poi si va in aula per "capire chi vuole sfiduciare Conte".

Una crisi assurda, scrive di Maio su facebook, e pericolosa perché "porta con sé la preoccupazione che a dicembre possa aumentare l’IVA. Che possa saltare Quota 100 per chi voleva andare in pensione o che possa scomparire la tassazione al 15% per chi ha una partita Iva". Spese per le famiglie che possono aumentare a causa del cinismo della Lega che antepone il consenso elettorale al bene del paese, secondo il movimento.

Meno compatto è il PD, che si divide dinnanzi alla proposta di Renzi. Un errore per il segretario Zingaretti, secondo cui un'esperienza con i cinquestelle "aprirebbe uno spazio immenso alla Lega". "Non serve una mossa pasticciata e debole", ma bisogna accettare la sfida e tornare alle urne. 

Dello stesso avviso Carlo Calenda, che utilizza parole molto dure su twitter per commentare il passaggio di Renzi, rispetto all'apertura con i cinquestelle, "dal #senzadime a #vabenetutto". "Non c'è un modo di rimandare quello che sta arrivando - spiega Calenda in un videomessaggio - quello che sta arrivando è una presa di coscienza del paese su che paese vuole essere", non si può fuggire, non si può rimandare". Secondo il dem rimandare aumenterebbe i consensi di Salvini e poi punta in dito contro Renzi, sostenendo che voglia prender tempo per creare un partito. "Renzi vuol fare un partito e ha bisogno di mesi in più. Lo posso anche capire ma noi non possiamo stare appesi al Partito di Renzi che deve nascere".

​La crisi del governo "gialloverde" presieduto dal premier Conte è scoppiata nella giornata dell' 8 agosto, quando il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, comunicando la sua intenzione di non proseguire nell'azione di governo finquì intrapresa.

Il 9 agosto Lega ha presentato al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Attualmente i lavori sia della Camera dei Deputati, sia del Senato sono sospesi per la pausa estiva. Lunedì 12 agosto è stata convocata la conferenza dei capigruppo del Senato.

Tema:
Crisi di Governo (27)
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PD, M5S, Lega, Italia
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