10:54 15 Novembre 2019
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Salvini: lavoriamo per un governo che duri 10 anni

© AFP 2019 / Filippo Monteforte
Politica
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Salvini già in piena campagna elettorale, in Puglia e Basilicata per strappare i consensi al M5S. Vuole andare al voto al più presto possibile e accusa chi temporeggia di essere attaccato alla poltrona. Ma Di Maio frena: prima il taglio dei parlamentari.

L'Italia ha bisogno di fare, ha bisogno dei sì, ha bisogno di lavoro e di chi tuteli le imprese. Per questo Salvini ha chiesto agli italiani di dargli "pieni poteri", garantendo che la Lega sta lavorando per un governo che duri anche 10 anni. "Lavoriamo per il futuro, per dare all'Italia un governo stabile, che vada avanti per dieci anni". 

No a manovre, giochi di palazzo e rimpasti. E punta l'indice contro possibili inciuci tra cinquestelle e PD, che di Maio rimanda al mittente, ricordando che sono stati proprio Lega e PD a votare assieme contro la mozione sulla TAV dei pentastellati. Si alle elezioni, dice il leader dei cinquestelle, ma prima il taglio ai parlamentari.

"Noi siamo stati chiari. Il M5S non ha paura delle elezioni, andiamo a votare subito- dichiara di Maio, di rientro dal vertice degli stati generali del movimento a Roma - Qualcuno dirà: "Te l'avevamo detto. Io rispondo che avevamo formato questo governo per fare cose per gli italiani. E infatti quando stavamo per abolire la prescrizione, riformare la giustizia e far saltare le concessioni ai Benetton, guarda caso cade tutto. Questi palazzi sono un mondo in cui ti dicono che se non sei malvagio non vai da nessuna parte. Potranno ripetercelo all'infinito, ma non riusciranno a convincerci mai. Mai. Siamo brave persone e lo resteremo per sempre". 

Il ritorno di Renzi

Tra moglie e marito non mettere il dito, motto che non vale per il PD, che invece rincara la dose e mette in campo il suo bomber. "Salvini, Capitan Fracassa, non digerisce il fatto che in questo paese ci sia anche chi ragiona. - dichiara Renzi -Capitan Fracassa ha paura: paura di me, ma soprattutto paura di noi. E fa bene a essere impaurito perché l’Italia civile è più forte del suo odio e della sua macchina da propaganda rimasta senza soldi. Il ragazzo è su di giri per le notti in spiaggia".

Il PD fa sapere che non esiste altra alternativa alle urne. "Non esistono le condizioni politiche per un altro governo - dice la vicepresidente del PD Paola de Michelis - La manovra che ci aspetta da tre miliardi, ritengo debba essere fatta dopo un chiaro mandato popolare.


I tempi della crisi

Su una cosa gli attori in scena sembrano essere d'accordo: ridare la voce al popolo. Chi vuole che si vada a votare la mozione di sfiducia a Conte immediatamente, lunedì stesso, chi vuole che si voti prima la mozione di sfiducia a Salvini - il PD che evidentemente vuole mettere alla prova i cinquestelle -, e poi Di Maio che vuole il taglio delle poltrone, così come da contratto di governo. Ciascuno, alle sue condizioni, si rimette alla volontà popolare. Ma spetta a Conte decidere le modalità della crisi. 

E il presidente del Consiglio ha già lasciato intendere che la strada sarà quella della parlamentarizzazione della crisi. Se sarà così, toccherà al Presidente della Repubblica fare le consultazioni con i presidenti delle due camere, valutare la possibilità di maggioranze alternative e poi eventualmente sciogliere le camere. Conte ha già posto la sua garanzia: sarà la crisi più trasparente della storia repubblicana.

 

Le scadenze economiche e finanziarie incombono sulla crisi e il rischio instabilità potrebbe compromettere i conti. In ballo è la sterilizzazione dell'IVA, che rischia di aumentare di tre punti in due anni se non si trovano i fondi di copertura per le clausole di salvaguardia. E poi la valutazione delle agenzie di rating, la spada di damocle dello spread e le borse che ieri non hanno reagito bene alla sfiducia a Conte. 

E' plausibile che se questo sarà lo scenario si andrà a votare a ottobre. Le date possibili sono il 14, il 21 o il 28, data che sembra più realistica. In questo caso si potrebbe spostare la manovra a novembre, evitando la possibilità dell'esercizio provvisorio. 

 

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