01:16 10 Dicembre 2019
Giuseppe Conte interviene al vertice a Bruxelles

Conte si reca al Colle, ma non lascia

© Sputnik . Alexey Vitvitsky
Politica
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Crisi di Governo (77)
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Si è recato questa mattina al Quirinale, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per un colloquio con Mattarella, in un momento di altissima tensione al governo.

L'incontro è durato per circa un'ora. Nessuna ipotesi di dimissioni, secondo quanto riportano le fonti, ma Conte non ha voluto rispondere alle domande dei cronisti. Oggetto del colloquio sarebbe un'informativa al presidente Mattarella sulla situazione politica dopo lo strappo di ieri sulla TAV. 

La crisi di governo è (per il momento) scongiurata né il presidente del Consiglio ha intenzione di rassegnare le dimissioni, richieste dalle forze di opposizione. Dopo la presentazione della mozione dei pentastellati contro la TAV, il segretario del PD, Nicola Zingaretti, aveva chiesto a Conte di presentarsi al Quirinale per rimettere il mandato. Berlusconi, dal canto suo, aveva dichiarato che "interrmpere l'esperienza fallimentare del governo sarebbe un segnale di responsabilità". 

Le forze dell'opposizione hanno inteso come una sfiducia nei confronti di Conte e dell'operato del governo - 110 schiaffi dei grillini a Salvini e Conte, aveva ironizzato Graziano del Rio. Dall'altro lato il movimento ha denunciato l'inciucio di PD e Lega sulla TAV, per far cadere il governo. 

È un compleanno da dimenticare per Conte, 55 anni oggi, che ha dovuto annullare tutti gli appuntamenti, compresa un conferenza stampa a Brindisi, a causa della bufera che si è abbattuta sul governo. Ma l'intenzione è quella di ricucire e andare avanti. 

Dello stesso avviso il vicepremier Di Maio, che ha intenzione di andare avanti per raggiungere l'obiettivo del dimezzamento dei parlamentari. È quello che fa sapere con un post di Facebook. "I giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti - scrive il vicepremier - e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega. C'è una riforma del MoVimento 5 Stelle che aspetta l'ultimo voto il 9 settembre. Il 9 settembre taglieremo definitivamente 345 parlamentari". 

Salvini a Sabaudia

Ma a voler rimettere tutto alla volontà del popolo, sembra essere proprio il vicepremier Salvini, che da Sabaudia fa sapere che "qualcosa si è rotto", come nei migliori matrimoni e il divorzio sembra ineluttabile.

"O si lavora o si va a votare - dice il leader leghista - scaldare le poltrone non fa per me". E aggiunge: "la nostra sorte è nelle mani del popolo. Le sette poltrone della Lega sono a disposizione degli italiani, perché fare i ministri tanto per fare i ministri non ci interessa". Insomma, né rimpasti né compromessi. 

E dà le condizioni per continuare l'esperienza di governo: riforma di giustizia che prevede separazione delle carriere, codice appalti, no a salario minimo e a reddito di cittadinanza. "Quello che farò non sarà nell'interesse del partito ma del paese", dice Salvini, che ormai sembra in piena campagna elettorale. 

 

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