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11:55 22 Agosto 2019
Militare indiano in Kashmir

India arresta tre politici del Kashmir, “sono minaccia alla pace”

© AP Photo / Dar Yasin
Politica
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Le autorità indiane, dopo aver revocato lo statuto speciale del Kashmir, hanno arrestato tre leader politici della regione, perché ritenuti una minaccia per la pace.

Le autorità indiane affermano di aver arrestato tre leader politici nel Kashmir perché rappresentano una minaccia per la pace, con la regione a maggioranza musulmana bloccata a seguito della mossa del governo Modi di revocare la sua autonomia speciale.

I tre sono stati trasferiti in custodia ufficiale lunedì, secondo un ordine del tribunale, lo stesso giorno dell'annuncio a Nuova Delhi della revoca dello statuto speciale del Kashmir.

"È probabile che le vostre attività possano rappresentare una minaccia per la pace tenendo conto delle vostre recenti attività che potrebbero portare a una grave situazione di ordine pubblico", ha affermato l'ordine che ha consentito il trasferimento.

Il presidente dello stato di Jammu e Kashmir, Mehbooba Mufti, e l'ex capo dei ministri, Omar Abdullah, insieme al leader del partito regionale Sajad Lone, erano stati messi agli arresti domiciliari nel fine settimana, quando con il controverso decreto dell'India è stato introdotto il blocco della sicurezza.

Secondo l'ordine, le autorità temevano che il trio avesse cercato di organizzare una manifestazione pubblica, una cosa attualmente vietata in Kashmir come parte del blocco di emergenza.

L'ordine del magistrato non indica accuse penali specifiche.

Prima di essere trasferita, Mufti aveva scritto su Twitter che la fine dello statuto speciale del Kashmir aveva ridotto "l'India a una forza di occupazione nel Jammu e Kashmir".

​La mossa dell’India

Il premier Narendra Modi ha revocato lo status speciale del Kashmir e ha presentato un progetto di legge per separare il territorio in due regioni sotto il controllo dell’India. 

Inoltre il governo indiano ha imposto un blocco di sicurezza e ha tagliato tutte le telecomunicazioni nella parte del Kashmir amministrata dall'India nelle prime ore di lunedì, dopo aver dispiegato decine di migliaia di truppe la scorsa settimana, giustificando l’azione come una risposta a una minaccia terroristica.

La reazione del Pakistan

Il Pakistan, il vicino musulmano dell’India, dotato di armi nucleari con il quale ha combattuto due guerre sul Kashmir, ha immediatamente condannato la mossa dell’India.

"Nessuna azione unilaterale da parte del governo indiano può cambiare questo stato conteso... Come parte di questa disputa internazionale, il Pakistan eserciterà tutte le opzioni possibili per contrastare le azioni illegali", ha affermato il ministero degli Esteri in una nota sul sito ufficiale del Ministero.

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