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16:23 24 Agosto 2019

Di Maio: perizia del Ponte Morandi da brividi, togliere concessione ad Atlantia

© AP Photo / Luca Bruno
Politica
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Dopo aver letto la relazione dei periti sul crollo del Ponte Morandi, Luigi di Maio torna a minacciare la revoca della concessione ad Atlantia, la società controllata dai Benetton, che gestisce le autostrade.

Quello che colpisce di più, secondo il ministro, è la mancanza di interventi significativi in 25 anni. Il passaggio dalla concessione pubblica a quella privata, non ha determinato una ottimizzazione della gestione e dei costi: all' aumento dei pedaggi per gli automobilisti, alla diminuzione delle entrate per le casse dello stato, non sarebbe corrisposto a un miglioramento della manutenzione viaria.

"Ci sono tante cose all’ interno della perizia che mettono i brividi, - scrive di Maio in un post sui social - ma una in particolare: la mancanza per 25 anni di interventi significativi di manutenzione, praticamente da quando la competenza ha smesso di essere dello Stato".

La logica del profitto ha prevalso sull'interesse pubblico, secondo di Maio. Questa la causa della trascuratezza della rete viaria, questa la causa dei 43 morti di Genova, quel maledetto 14 agosto di un anno fa. La concessione ad Atlantia va revocata, scrive sempre Di Maio. Il controllo dello stato deve prevalere sulle logiche del privato: imparare questa lezione dalla tragedia di Genova è il miglior modo per onorare le vittime e le loro famiglie, che aspettano che si faccia giustizia.

"È inaccettabile e bisogna avviare al più presto il procedimento di revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia - scrive di Maio - Il nostro compito è anche quello di fare capire, a questi signori, che il governo adesso li controlla, per impedire che il profitto prevalga sul bene collettivo. Questo è il miglior modo per onorare le vittime della tragedia di Genova. E il governo unito su questo è la migliore risposta che possiamo dare alle loro famiglie".

La risposta di ASPI

Rispedisce al mittente le accuse la società Autostrade per l'Italia. "Si rigetta in toto ogni accusa generalizzata di mancanza di manutenzione", dice in una nota la società, che ieri, davanti ai risultati alla perizia, aveva dichiarato che lo stato di corrosione dei trefoli non poteva in alcun modo minare la struttura. Anzi aveva azzardato che sarebbe proprio la relazione tecnica a dimostrare la mancanza di causalità fra manutenzione e crollo.

"Ci si augura - aggiunge la società' - che nella fase successiva si possa appurare cosa ha realmente determinato il crollo del Ponte e come mai nessuno dei sistemi e dei consulenti dedicati al monitoraggio abbiano mai evidenziato alcun rischio".

Aspi dovrebbe chiedere scusa

Non esiste nessun complotto contro Aspi, sono i dati della relazione che parlano e Aspi farebbe meglio a chiedere scusa. Così replica il vicepremier pentastellato ad Autostrade per l'Italia. 

"Vedo che Aspi mi attacca nuovamente senza alcun motivo, visto che le mie dichiarazioni odierne fanno riferimento alla relazione dei tre periti del giudice per le indagini preliminari sul ponte Morandi. Non è mia la relazione, questo non è un dibattito politico, ma ci sono delle indagini e dei tecnici che stanno evidenziando delle gravi mancanze. È dunque inutile che Aspi tiri in ballo me o il M5S. Perché qui non c'è nessun complotto. Qui il punto è che o siamo tutti matti oppure Aspi, forse, ha torto. Farebbe meglio a chiedere scusa". 

 

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Luigi Di Maio, Genova, Italia
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