07:42 14 Novembre 2019

Trump: Europa si riprenda i foreign fighters (ma gli USA no)

© AP Photo / Carolyn Kaster
Politica
URL abbreviato
1013
Seguici su

Donald Trump minaccia di "rilasciare in Europa” migliaia di militanti del Daesh se i paesi europei non li rimpatrieranno dalla Siria. Come reagiranno i paesi dell'UE?

Non è la prima volta che il presidente USA fa dichiarazioni di questo genere e in precedenza diversi paesi dell’Unione Europea si erano rifiutati di rimpatriare i propri cittadini ex combattenti dell’Isis. Come reagiranno questa volta

Il dott. Stig Jarle Hansen, professore associato, direttore del dipartimento di relazioni internazionali presso la Norwegian University of Life Science e uno dei maggiori esperti mondiali sui jihadisti, autore del libro uscito di recente "Horn, Sahel and Rift. Fault-lines of the African Jihad" (Horn, Sahel e Rift. Linee di faglia della jihad africana), ha spiegato a Sputnik come reagiranno i paesi dell'UE alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti.

- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump chiede che i paesi europei accettino volontariamente 2.500 militanti foreign fighters imprigionati, altrimenti, dice, gli Stati Uniti potrebbero doverli "rilasciare in Europa". Si aspetta che qualcuno dei paesi risponderà a questa richiesta?

- Non mi aspetto che alcun paese risponda a questa richiesta. Tale dichiarazione sarà considerata come ledente alla sovranità e per molti paesi sta diventando importante dimostrare che loro tutelano la propria sovranità. Se Trump voleva ottenere qualcosa in questo modo, la diplomazia del silenzio avrebbe funzionato meglio.

- Quali potrebbero essere i pretesti legali per tale azione da parte degli Stati Uniti? È possibile “rilasciare” un ex militante?

- Questa è una minaccia vuota, la maggior parte dei prigionieri sarà sotto la custodia dell'Iraq e varie frazioni in Iraq, le forze alleate occidentali in Siria e il regime di Assad, nonché in vari campi profughi.

- Non è la prima volta che Trump chiede all’Europa di riprendersi i propri cittadini ex combattenti. A febbraio aveva postato un tweet in cui invitava l'Europa a riprenderseli, altrimenti gli USA sarebbero stati "costretti a rilasciarli". Gli stati europei hanno dimostrato le reazioni diverse alla richiesta. Tuttavia al momento nessun paese europeo si è detto pronto a rimpatriare ex militanti del Daesh detenuti dagli USA. Se uno stato membro dell’UE cedesse alle pressioni di Trump, come la rimpatriazione dei combattenti del Daesh potrebbe influenzare la sicurezza in Europa?

- Effettivamente io comprendo Trump su tale questione, potrebbe essere che i militanti dello Stato islamico sono un problema più globale in Siria e Iraq che in Europa. In primo luogo ci sono molti combattenti, che si trovano nei campi profughi oppure sotto la custodia delle fazioni che combattono l'Isis (...), che saranno rilasciati a causa della mancanza di spazio e controllo, il che era già successo. In secondo luogo, le fazioni che combattono l'Isis, incluso il regime di Assad, sono deboli. Una volta liberati i foreign fighters, questi potrebbero costituire un gruppo, dal quale lo Stato Islamico potrebbe essere in grado di risollevarsi. Dobbiamo ricordare che si diceva che il predecessore dell’Isis fosse stato sconfitto nel 2008, ma poi è risorto comunque.

Le statistiche che stabiliscono il rischio che il ritorno dei combattenti provochi il terrore sono risultate piuttosto basse (l’1%) e i paesi occidentali hanno strutture migliori in termini di prigioni e intelligence rispetto a quelli che si trovano nel Levante.

- Gli USA invitano l’Europa a rimpatriare i propri cittadini, ma loro lo stanno facendo?

- No, non lo stanno facendo, e questi sono doppi standard.

Correlati:

Foreign Fighters: Commissione Ue chiede agli Stati membri di decidere
I terroristi (foreign fighters) arrestati in Siria, un enigma per l'Europa
In Kosovo tornati i familiari dei foreign fighters in Siria
Tags:
ISIS, foreign fighters, UE, USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik