19:15 10 Dicembre 2019

Il PD alla prova del web - ma sarà facile?

© Foto : Sam Azgor
Politica
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Aveva parlato di una sorta di PD 2.0 Nicola Zingaretti ai suoi elettori ed ora sembrano arrivare sul serio le novità ma, tra avere l’idea e realizzarla, come si dice, spesso c’è di mezzo il mare.

Francesco Boccia, responsabile per l’economia e la società digitale del PD, lancia la svolta web del partito come promesso dal nuovo leader – app per cellulare, nuovo sito web e persino un social tutto ‘DEM’. Il primo click è previsto per novembre. Ma sarà facile?

Su Repubblica l’On. Boccia parla di una ideale comunità di militanti ed iscritti tutta collegata attraverso app, web e addirittura un social integrato. E subito mette le mani avanti nei confronti dei 5Stelle:

"Sarà una casa di vetro, open source, trasparente a differenza di Rousseau. Si potrà vedere da fuori tutto quello che accade. Sarà un luogo di consultazione, di partecipazione, utilissimo anche per i segretari di circolo. Si potranno porre domande ai dirigenti, segnalare problemi sul territorio, e soprattutto faremo consultazioni di continuo per consentire ai nostri simpatizzanti di esprimere un'opinione”.

Poi però precisa anche che solo gli iscritti potranno accedere a tutte le attività e che il semplice simpatizzante non potrà decidere la linea politica. Ci sarà anche una sorta di competizione civica, che egli stesso definisce ‘gamification’, termine che però neppure Yandex e Google translate riescono a spiegarci. Molto di più per ora non è dato sapere perchè il programma completo verrà presentato dallo stesso Zingaretti non prima di settembre dopo la festa dell’Unità di Ravenna dice lo stesso On. Boccia.

Fino a settembre, anzi fino a novembre, quando secondo lo stesso promotore è previsto il primo click, non conosceremo quindi i particolari tecnici dell’iniziativa – ci sarà un formato blog, dove agli iscritti sarà permesso solamente commentare (tipo il blog 5S?), oppure per ‘casa di vetro’ si intende un formato tipo forum? E il social dem a che servirà e in cosa si distinguerà rispetto ai social che già esistono? A proposito di social come saranno gestibili gli scivoloni come quello dello stesso Boccia su Instagram compiuto il giorno di Pasqua dell’anno scorso nel quale l’onorevole si scattava e postava un selfie seminudo dal bagno e subito Dagospia lo rilanciava scatenando ironie anche sugli altri social?

Come verranno integrati i siti che il PD gestisce già – ‘Democratica’ e ‘La Costituente delle idee’? Come garantirsi che alcuna di queste attività non faccia la fine magari di Europa, quotidiano fondato nel 2003 da ‘La Margherita’ e che, dopo anni di finanziamenti alla media di 3 milioni di euro l’anno, nel 2014 ha chiuso per poi rimandare il suo link direttamente al sito attuale Democratica? (se cliccate www.europaquotidiano.it appare www.democratica.com).

Ma sopratutto – cosa si intende per discussione, confronto, nuove idee se né sul sito di informazione, né sulle pagine social che esistono già, né nei circoli PD si parla concretamente di politica internazionale e si da il posizionamento NATO – Bruxelles – Washington come assioma prestabilito e non argomento di discussione? Di cosa si parlerà in concreto? Come faranno i moderatori a tenere alla larga tutti quelli che vorranno iscriversi anche solo per contestare, criticare o proporre idee assolutamente in antitesi con certi canoni inossidabili? Non c’è magari il rischio che al primo assalto di partecipanti indesiderati si dia già la colpa ai famigerati troll russi in stile Riotta? Oppure ci sarà un sistema di moderatori qualificati capaci di interloquire con tutti, anche i più critici che, spesso, sono anche i più veramente costruttivi?

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