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04:12 24 Agosto 2019
Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Pace fatta tra Salvini e Di Maio, ma il PD presenta mozione di sfiducia

© AP Photo / Gregorio Borgia
Politica
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Sembra scongiurata la crisi di governo, dopo l'incontro tra Salvini e Di Maio. Il premier Conte assicura: "fantasie che io stia cercando una maggioranza alternativa. E Salvini dice: "Si va avanti".

Sullo strappo della coalizione di governo era intervenuto anche Mattarella, con un appello a tutte le forze politiche: "Basta conflitti, la collaborazione favorisce le decisioni". Ma anche se ancora non c'è stato un faccia a faccia, le tensioni fra Palazzo Chigi e il Viminale sembrano essersi appianate, dopo il pranzo chiarificatore tra i due vicepremier, in cui i temi trattati sono stati le opere pubbliche, i cantieri e la TAV.

La manovra economica

Ma anche se il leader del Carroccio assicura che "se il governo fa, il governo va avanti", l'inizio di un nuovo scontro fra le forze di governo è dietro l'angolo. "La questione aperta è la manovra economica - ammonisce Salvini - Io penso... La Lega pensa ad un forte taglio delle tasse". 

Il pomo della discordia è la Flat Tax. La Lega la vuole e la mette come condizione come andare avanti. Ma per i pentastellati e per Tria, la tassa piatta non è la ricetta fiscale di cui il paese ha bisogno. Una manovra da 4 miliardi per i Cinque Stelle, mentre per la Lega troppo poco, servono 15 miliardi per il taglio delle tasse. 

La formula della manovra che il movimento e il ministro dell'Economia hanno in mente è centrata su tre pilastri: 

  1. riduzione cuneo fiscale
  2. reddito minimo di cittadinanza
  3. scongiurare l'aumento dell'IVA

Per Tria la flat tax non è in agenda, neanche su due scaglioni. Al massimo si possono ritoccare gli scaglioni delle aliquote Irpef. Il ministro dell'Economia assicura che neanche gli 80 euro in busta paga saranno toccati. Potranno cambiare denominazione, ma non serviranno a finanziare il taglio delle tasse o le altre misure che verranno adottate nella legge di stabilità. 

Salvini, invece chiede il confronto con l'Europa per la manovra fiscale, perché non è possibile attuare una riduzione significativa delle tasse "se devi sottostare alle imposizioni dell'Europa"

La mozione di sfiducia del PD

Intanto i democratici hanno presentato una mozione individuale di sfiducia contro il ministro degli Interni Salvini. Sono 53 i parlamentari firmatari e tra questi anche l'ex M5S Gregorio de Falco e Riccardo Nencini del PSI. 

Nel documento si contesta a Salvini di aver rilasciato "dichiarazioni mendaci in almeno due importanti occasioni, come confermato proprio dalle dichiarazioni rese dal presidente del Consiglio in Senato". Il riferimento è alla visita del vicepremier leghista a Mosca del luglio 2018, a cui ha partecipato anche Savoini. Il ministro sarebbe stato a conoscenza della presenza dell'imprenditore, sostiene il PD.

La mozione è stata presentata ieri, in base all'articolo 94 della Costituzione e all'articolo 161 del Regolamento della Senato. Nel documento i dem chiedono anche di chiarire se il ministro dell'Interno "sia a conoscenza o meno di possibili ingerenze di potenze straniere nella gestione dei dati e delle informazioni sulla rete e della manipolazione del consenso sul web ad opera di potenze straniere, con particolare riferimento allo svolgimento delle elezioni politiche del nostro Paese e delle elezioni europee".

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