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10:27 15 Ottobre 2019
Salvataggio di migranti clandestini diretti alle coste europee

Storico danese: in Europa serve un muro per fermare l’immigrazione

© AFP 2019 / Taha Jawashi
Politica
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Il prof. Uffe Østergaard sostiene che il tentativo di integrazione in Europa sia fallito e che serva un muro per fermare l’immigrazione in Europa.

“Dopo la Seconda Guerra Mondiale c’era una forte credenza che il modello nordico dello stato sociale fosse così robusto e attraente che avrebbe potuto integrare tutti gli “stranieri”, ha scritto il prof. Østergaard in un articolo di opinione sul quotidiano Politiken. Lui stesso, ha ammesso, condivideva questo parere, ma in seguito ci ha pensato meglio e ha abbandonato l’idea del multiculturalismo.

Secondo lo storico per l’Europa è arrivato il momento di costruire un muro di confine con “recinti di filo spinato, fari e torrette di sorveglianza” come mezzo necessario a proteggere le frontiere dell’Europa. In caso contrario, crede il prof. Østergaard, ci sarà immediatamente una divisione tra est, ovest e sud Europa per via delle loro visioni contraddittorie sulla gestione dell’immigrazione, e in particolare quella dello stato sociale.

“Proteggere i confini è necessario, altrimenti la popolazione si ribellerà contro il governo”, ha scritto l’esperto.

Il prof. Østergaard sostiene che per i politici è arrivato il momento di ammettere che l’integrazione è fallita. “I ghetti sono un buon esempio di società parallele che crescono. L’integrazione non è fallita per tutti, ma per relativamente molte persone”, ha scritto su Politiken.

Lo storico vuole vedere assimilazione degli immigrati, e non integrazione, e crede che tutti i residenti debbano accettare le “virtù luterane” prevalenti nella società danese.

Il 74enne prof. Østergaard è uno storico danese specializzato in storia dell’identità europea. È professore Jean Monnet di Civiltà e Integrazione Europea all’Università di Aarhus e professore di Storia Europea e Danese alla Copenhagen Business School. Nei primi anni 2000 è stato capo del Dipartimento degli Studi sull’Olocausto e i Genocidi al Danish Institute for International Studies.

Il campo di maggior interesse del professore è l’identità europea a partire dal XVI secolo e in particolare la situazione degli stati multietnici e multiculturali come l’Impero Astro-ungarico e l’Impero Ottomano e i paesi che sono seguiti. Tra le opere, “The Faces of Europe” (“Le face dell’Europa”, 1992) e “Europe: Identity and Identity Politics” (“Europa: identità e politica dell’identità”, 1998).

L’aumento dell’immigrazione verso l’Europa da parte di altri continenti è cominciato a metà del XX secolo e culminato con la crisi migratoria del 2015. Tra il 2008 e il 2007 i 28 paesi membri dell’Unione Europea hanno ricevuto oltre 5 milioni di richieste d’asilo, la maggior parte delle quali provenienti da paesi prevalentemente musulmani del Medio Oriente e dell’Africa.

La Danimarca, rispetto alla vicina Svezia, ha adottato una politica dell’immigrazione più severa, ma circa 800 mila abitanti del paese (più del 13% della popolazione, pari a 5,8 milioni di persone) sono immigrati o loro discendenti. Di questi, 500 mila sono immigrati di origine non occidentale, secondo le statistiche ufficiali danesi.

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Tags:
Europa, Immigrazione clandestina, emergenza immigrazione, immigrazione
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