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10:54 22 Agosto 2019
Verteidigungsministerin Von der Leyen im Bundestag

La “ministra più debole” della Germania: le sconfitte di Ursula von der Leyen

© AP Photo / Michael Sohn
Politica
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Il 2 luglio la ministra tedesca della Difesa Ursula von der Leyen è stata nominata presidente della Commissione europea. “Sono molto soddisfatta. In fin dei conti, l’Europa è donna. Penso che sia valsa la pena di aspettare visto questo risultato”, ha osservato il presidente uscente Donald Tusk.

A primo acchito la biografia di madame von der Leyen si addice perfettamente a questa carica. Suo padre Ernst Albrecht assunse posizioni dirigenziali alla Commissione europea. La stessa von der Leyen visse a Bruxelles fino ai 13 anni, studiò a Londra per poi trasferirsi a Stanford dove rimase per 4 anni. La sua carriera politica prese avvio nel Landtag della Bassa Sassonia, nel 2005 fu a capo del Ministero della Famiglia, delle Donne, dei Giovani e degli Anziani durante il primo mandato di Angela Merkel. Durante il secondo mandato alla von der Leyen fu affidata la carica di ministro del Lavoro e nel 2014 divenne la prima donna ministra della Difesa.

Tuttavia, in Germania la candidatura della ministra della Difesa a presidente della Commissione europea ha suscitato reazioni contrastanti. “Von der Leyen è il nostro ministro più debole. A quanto pare questo è sufficiente per diventare presidente della Commissione europea”, ha osservato l’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schultz.

Il volto femminile della Bundeswehr

“La situazione in cui versa la Bundeswehr è catastrofica”, ha dichiarato la settimana scorsa Rupert Scholz, ministro tedesco della Difesa durante il mandato di Helmut Kohl, prima della candidatura di von der Leyen. “È a repentaglio la sicurezza della Germania e questa è una totale mancanza di responsabilità”.

Von der Leyen ha rivolto tutti i suoi sforzi a lottare contro il neonazismo, a fare educazione sessuale (tramite un ciclo di seminari in cui ai soldati venivano spiegati i vari orientamenti sessuali) e a scattare diverse fotografie dei soldati con i mezzi militari sullo sfondo. Quanto ai risultati del suo ministero, le critiche principali sono rivolte all’iniziativa del Ministero della Difesa relativa alle uniformi per le donne incinte. La primavera dello scorso anno il Ministero si è occupato di cucire 500 uniformi che avevano provato su di sé soldati incinte.

Intanto, secondo i dati del rapporto reso pubblico dal segretario agli affari militari del Bundeswehr l’equipaggiamento dell’esercito in termini di armi e personale nel 2017 è stato definito catastrofico. È emerso, ad esempio, che ai militari tedeschi talvolta non bastano nemmeno i beni di prima necessità: giubbotti antiproiettile, elmetti e maglioni pesanti. “Mancano i soldati, mancano i mezzi e spesso una mancanza tira l’altra”, ha osservato Hans-Peter Bartels, deputato socialdemocratico del Bundestag e responsabile al Parlamento del controllo delle Forze armate. “Le truppe sono ben lungi dall’essere preparate”.

Cronologia di cocenti sconfitte
Problemi di mezzi militari

Nel 2018 dei 53 elicotteri da combattimento Tiger in media solamente 12 sono stati riparati, dei 71 elicotteri da trasporto NH90 solamente 18. Si rilevano importanti problemi anche ai sommergibili classe 212A, agli elicotteri da trasporto CH-53, ai velivoli Tornado e ai carri armati Puma.

Gran parte dei 128 caccia Eurofighter presenti negli armamenti dell’Aeronautica militare tedesca non è pronta a partecipare a operazioni militari. La settimana scorsa 2 di questi caccia si sono schiantati in aria nel territorio federale di Meclemburgo-Pomerania Anteriore. I piloti di entrambi i caccia sono riusciti a catapultarsi fuori, ma solo uno dei due è sopravvissuto.

Crisi dell’esercito

Nel 2017 19 dei 129 piloti della Bundeswehr (in pratica 1 su 10) hanno perso la licenza per pilotare gli elicotteri per insufficiente tempo passato in volo. La Bundeswehr registra un sensibile deficit di personale qualificato visto anche che i soldati tedeschi prendono parte alla maggior parte delle operazioni internazionali della NATO, il che costituisce per loro un onere eccessivo.

Von der Leyen non è nemmeno riuscita ad accaparrarsi le simpatie del corpo ufficiali e del personale militare. Nel 2017 dopo che furono individuati estremisti di destra nell’esercito von der Leyen ha dichiarato che la Bundeswehr “risente della debole gestione attuata a vari livelli”. Simili accuse sono apparse strane a molti considerato il fatto che la gestione parte di fatto dalla von der Leyen stessa. “Ogni soldato si sente offeso da queste accuse”, ha dichiarato l’allora presidente del Partito socialdemocratico tedesco per le questioni della difesa Rainer Arnold.

Deficit del budget

Nel luglio 2016 il governo tedesco ha approvato la versione aggiornata del “Libro bianco”, ovvero il documento che contiene le direzioni principali che prenderà la strategia politico-militare di un Paese. Il raggiungimento degli obiettivi in esso dichiarati, però, è risultato insufficiente visti i fondi a disposizione: nel documento si parlava di una somma superiore ai 30 miliardi di euro. E questo nonostante il fatto che la Germania sia fra i primi 10 Paesi al mondo per spese militari. 

Corruzione

L’anno scorso la Corte dei conti tedesca ha preso in esame incoerenze e sovrastime presenti nelle dichiarazioni finanziarie del Ministero della Difesa. È emerso che negli ultimi 4 anni centinaia di milioni di euro sono stati impiegati per “moderare conferenze” e per consulenze esterne. Secondo il rapporto, singoli esperti hanno ricevuto più di 200.000 euro per soli 7 mesi di lavori, quando invece la retribuzione oraria si attestava tra i 223 e i 252 euro. Secondo documenti interni del Ministero della Difesa, le Forze armate dal 2014 avevano attirato in tutto più di 2200 consulenti esterni per una somma superiore a 660 milioni di euro. Al momento sono in corso le udienze di questo caso.

Tra l’altro, i problemi di contabilità non sono nuovi per il Ministero della Difesa. Infatti, il riequipaggiamento della nave scuola Gorch Fock è costato all’esercito 135 milioni invece dei 10 previsti.

La Bundeswehr potrebbe tornare a respirare

Ma perché ora i capi di governo “catapultano” la ministra della Difesa a Bruxelles?

Von der Leyen sa bene come presentarsi a livello internazionale, è una convinta sostenitrice dell’integrazione europea e dispone di un’ampia rete di contatti. Infatti, la sua candidatura è stata sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron. Ma cosa più importante, dietro di lei vi è Angela Merkel che von der Leyen sostiene in maniera incondizionata. La Merkel ricambia non sollevandola dalla carica di ministro nonostante le numerose richieste dell’opposizione (e anche di alcuni rappresentanti della maggioranza) riguardo alle sue dimissioni.

Per ottenere la maggioranza al Parlamento europeo, a von der Leyen servono non solo i voti dei democristiani, dei liberali, ma anche dei conservatori e dei populisti di destra. Per adesso solamente i socialdemocratici e la sinistra si sono rifiutati di sostenerla in maniera manifesta.

Poiché inizialmente alla carica di presidente della Commissione europea aspirava Manfred Weber, candidato del Partito popolare europeo sostenuto dai democristiani, la situazione politica a Berlino si sta facendo tesa e si teme sempre più che questi eventi possano fare breccia nella già fragile questione dell’unità della coalizione di partito tedesca.

La candidatura di von der Leyen è già stata sfruttata dal partito di destra Alternativa per la Germania per fare dell’ironia: “Lei ha distrutto la Bundeswehr. Ora può distruggere anche l’UE. Non è poi così male”, ha scritto su Twitter il profilo di AfD di Heidelberg.

Molti esperti ritengono che, se von der Leyen diventasse la nuova presidente della Commissione europea, a beneficiarne maggiormente non sarebbero né la Germania né l’Europa, ma la Bundeswehr.

Gli esperti

Hans-Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca (BdI) e ex membro del Parlamento europeo, non riesce a crederci.

Henkel, che è più esperto di economia che di difesa, descrive così von der Leyen:

“La signora von der Leyen come ministra della Difesa ha fallito completamente. La Bundeswehr si trova in una situazione terribile. Gli aerei non volano, i carri armati non procedono per mancanza di pezzi di ricambio e di personale. Questa donna si è mossa per gli asili e per le donne soldato, ma non per la potenza militare della Bundeswehr”.

L’ex membro del Parlamento europeo non capisce “come una persona che ha fallito così miseramente nel suo lavoro possa arrivare a ricoprire una tale carica”.

Henkel identifica due possibili ragioni.

“O volevano disfarsi di lei perché una figura invece competente potesse ricostituire la Bundeswehr. Oppure la carica di presidente della Commissione europea non ha molto valore dato che hanno deciso di mettervi un’incapace”.

Inoltre, l’esperto settantanovenne può bene immaginarsi come “tutti gli ufficiali e i soldati della Bundeswehr abbiano tirato un respiro di sollievo perché finalmente si possono liberare di quella donna”.

Tuttavia, al momento la sua elezione a presidente non è certa al 100% in quanto von der Leyen ha alcuni concorrenti.

“Penso, però, che le forze che desiderano degli Stati Uniti d’Europa siano al Parlamento la maggioranza”.

Ad esempio, il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto von der Leyen per questo posto “perché sostiene l’idea del cosiddetto Esercito europeo. Dal canto mio, è follia”.

Invece di un Esercito europeo, Henkel propone di rafforzare la NATO.

L’esperto di affari europei, Andreas Wer, ha dichiarato che in caso di nomina di von der Leyen a presidente della Commissione europea finirebbe di essere applicato il “principio del migliore”. Von der Leyen non è il candidato migliore, ma solamente un’alternativa di compromesso tra più partiti.

“Da parte dei critici di una maggiore militarizzazione dell’UE vi sono chiaramente importanti preoccupazioni circa l’attuale ministra tedesca della Difesa. Ha, infatti, creato lo slogan di “unione militare” e ha fatto tutto ciò che poteva per rafforzare la cooperazione militare e nell’ambito della sicurezza del cosiddetto Esercito europeo. È a favore della militarizzazione dell’UE e rappresenta il settore del genio militare. In quanto ministra della Difesa, ha da sempre propagandato in Germania l’aumento delle spese militari al 2% del PIL. Con von der Leyen come presidente della Commissione europea, l’UE andrà verso una maggiore militarizzazione.

Jörg Meuthen, co-segretario del partito Alternativa per la Germania (AdF) e vice del gruppo Identità e Democrazia in seno al Parlamento europeo, ritiene che la nomina di von der Leyen sia “una scelta pessima”.

È “una ministra che dapprima ha fatto un pessimo lavoro come ministra del Lavoro e delle Politiche sociale e poi come ministra della Difesa. Ha ridotto la Bundeswehr nello stato in cui versa oggi: peggio di così non si può. Mandare una ministra del genere a Bruxelles è chiaramente una scelta importante”.

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Tags:
NATO, Bundeswehr, UE, Germania, Commissione Europea, Ursula von der Leyen
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