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09:02 15 Ottobre 2019
Il caporedattore di Sputnik Lituania Marat Kasem

Redattore capo di Sputnik Lituania racconta i dettagli del suo fermo a Vilnius

© Foto: Facebook / Марат Касем
Politica
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Il redattore capo di Sputnik Lituania Marat Kasem ha raccontato i dettagli del suo fermo all'aeroporto di Vilnius con l’accusa "minaccia alla sicurezza nazionale".

Secondo il giornalista, vicino al posto di blocco al confine, dove sono stati scansionati il suo passaporto e il viso, lo scanner si è fermato, le guardie di frontiera si sono avvicinate e gli hanno chiesto di mostrare i suoi beni.

"Hanno rivoltato completamente tutte le mie cose, spostandole tutte, mi hanno chiesto di mostrare tutto nel mio portafoglio e mi hanno fatto rimuovere il cappotto: è stato un controllo completo e minuzioso".

Poi un'altra persona si è avvicinata al giornalista, che, a suo parere, è un dipendente del Dipartimento di sicurezza dello stato e ha iniziato a fare domande sulle attività del giornalista, e se l'agenzia intendesse aprire un ufficio di rappresentanza in Lituania, come cerca i contatti dei speaker e chi tra i cittadini lituani lavorassero a Vilnius.

"Naturalmente, gli ho detto che il contratto non ci consente di aprire queste cose. <...> Hanno anche parlato delle elezioni presidenziali, di quanto siamo interessate a esse, dei contatti con persone che hanno rilasciato interviste". Dopodiché è stata pronunciata la frase: "Ricordate, qui Sputnik non ci sarà", ha osservato Kasem.

Il giornalista è stato trattenuto all'aeroporto dalle 10:00 alle 16:00.

"C'è stata una lunga conversazione, il mio telefono è stato portato via e quando l'ho ricevuto, ho visto che c'erano molte finestre aperte in particolare, una galleria con le mie foto personali, tutti i documenti di Word, sono stati aperti e il contenuto è stato tutto inoltrato. Dopodiché mi hanno dato un foglio che dice perché non mi hanno lasciato entrare".

Kasem ha detto che nella stanza in cui gli venivano poste le domande, c'era una videocamera, e che era vietato usare il telefono. Durante tutto il tempo, il giornalista non ha mangiato e gli è stata data l'acqua solo dal rubinetto.

Kasem è stato espulso dal paese con un divieto d'ingresso per cinque anni.

I rappresentanti delle autorità hanno detto al giornalista che se si fosse dimesso dal suo incarico, la scadenza del divieto di entrare in Lituania potrebbe essere rivista.

Nella missione permanente russa presso l'OSCE, il fermo di Kasem è stato indicato come un altro esempio di grave violazione dei diritti dei media.

Margarita Simonyan, caporedattrice di Sputnik e RT, ha detto sul canale televisivo Russia 24 che Kasem era impegnato esclusivamente in attività giornalistiche.

Timur Shafir, segretario e capo del Dipartimento internazionale dell'Unione dei giornalisti russi, ha dichiarato a Sputnik che in Europa, in particolare nei paesi baltici, c’è una tendenza a limitare il lavoro dei media russi, che trasmettono un punto di vista alternativo.

È anche noto che Kasem è stato inserito nel database del famigerato sito ucraino Peacekeeper con la nota "deportato dalla Lituania come minaccia alla sicurezza nazionale".

Le autorità dei paesi baltici hanno ripetutamente cercato d'interferire con il lavoro dei media russi. Il ministero degli Esteri ha annunciato chiari segni di una coordinazione tra questi stati.

I casi di persecuzione contro i media nei paesi baltici, notati nel ministero russo, "dimostrano chiaramente quali sono in pratica le dichiarazioni demagogiche sull'adesione di Vilnius, Riga e Tallinn ai principi della democrazia e della libertà di parola".

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