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11:04 20 Ottobre 2019
Nigel Farage, former leader of UKIP and anti-EU campaigner stands outside the Houses of Parliament, in London, Britain March 29, 2017.

Elezioni europee, i sondaggi: Farage e Salvini possono rovesciare il potere centralizzato

© REUTERS / Stefan Wermuth
Politica
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Le elezioni al Parlamento europeo potrebbero sconvolgere gli equilibri di potere nell'UE e scuotere la posizione dei conservatori britannici per via della rapida avanzata della coalizione di destra. Glenn Diesen, professore della High School of Economics di Mosca, spiega i nuovi trend politici europei.

Le elezioni parlamentari europee che si terranno dal 23 al 26 maggio sono al centro dell’attenzione generale per la dura lotta per stabilire la politica migratoria ed economica dell’Unione tra le forze politiche dell’establishment e la recente coalizione di destra. Secondo i risultati dell’ultimo sondaggio svolto dalla rivista Politico, i due maggiori partiti del Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo (PPE) e l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) rischiano di perdere 98 posti, ottenendo relativamente 170 e 144 seggi in parlamento. Entrambi i partiti sono quotati meno del Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa (ALDE) e del Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF). Dopo le elezioni quest’ultimo potrebbe trasformarsi nell’Alleanza Europea delle Persone e delle Nazioni capitanato dal vice premier italiano Matteo Salvini.

I risultati delle elezioni potrebbero violare l’equilibro stabilitosi tra le forze dell’Unione Europea e spezzare le posizioni dei conservatori britannici per via della rapida avanzata delle forze di destra.

Il prof. Glenn Diesen, autore dei libri “Russia's Geoeconomic Strategy for a Greater Eurasia” (Strategia geo-economica della Russia per una grande Eurasia, 2017) e “The Decay of Western Civilisation and Resurgence of Russia: Between Gemeinschaft and Gesellschaft” (La decadenza della civiltà occidentale e il risorgimento della Russia: tra Gemeinschaft e Gesellschaft, 2018), ha spiegato a Sputnik le nuove tendenze politiche influenti in Europa.

Glenn Diesen: Lo spostamento del movimento populista dalla periferia al centro dell’Unione Europea ha portato Salvini a essere leader della principale coalizione di destra alle elezioni europarlamentari. Salvini sta diventando la peggiore paura dell’UE, un leader terribile che unisce i movimenti della destra conservatrice di tutta Europa allo scopo di portare indietro la centralizzazione del potere politico. I populisti sono estremamente diversi dal punto di vista delle proprie convinzioni e strategie politiche, eppure Salvini ha le qualità necessarie per riunire diversi gruppi politici.

La Lega di Salvini insieme al Movimento 5 Stelle sono contrari al progetto UE. La leadership di Salvini è una condizione di fondamentale importanza in quando l’Italia è un membro fondatore dell’Unione Europea a uno stato membro del G7. Dopo aver incontrato i partecipanti al movimento di protesta francese dei gilets jaunes Salvini ha acquisito lo status di leader delle proteste, affrontando direttamente Macron, il principale difensore del progetto UE. La coalizione populista si è riunita con lo scopo di cambiare le norme dell’Europa rinnegando il federalismo e di tornare a un’“Europa delle nazioni”. Le elezioni avranno conseguenze colossali in quanto più tardi quest’anno verranno eletti i membri della nuova Commissione Europea.

Sputnik: Secondo i risultati dell’ultimo sondaggio sulle elezioni parlamentari in Europa, il partito di Nigel Farage Brexit Party probabilmente riceverà la maggioranza in Gran Bretagna, e questo significa la sconfitta decisiva per il Partito Conservatore di Theresa May. Il partito di Farage si unirà alla coalizione di destra formatasi nel Parlamento europeo? Quali saranno le conseguenze della potenziale vittoria di Farage nella posizione del primo ministro britannico Theresa May?

Glenn Diesen: Farage si trova di fronte al dilemma dei rapporti tra il suo Brexit Party e la coalizione di destra. Da una parte Farage vorrebbe appoggiare questa forte coalizione di conservatori che è in grado di spezzare l’Unione Europea. Dopo il referendum che ha portato alla Brexit Farage ha espresso le sue ambizioni fuori dai confini della Brexit, dichiarando le sue intenzioni di sostenere gli altri movimenti populisti in tutta Europa. D’altra parte, siccome Farage è tornato nella politica britannica con il Brexit Party, deve bilanciare questo con le altre priorità.

Farage teme di macchiare il nome Brexit Party e i suoi ideali da conservatore stringendo un’alleanza troppo stretta con gli ambigui gruppi politici della coalizione europea di destra. In precedenza Farage ha espresso le sue preoccupazioni rispetto alla posizione di Le Pen e delle altre forze politiche in Europa.

Nel campo della politica interna si è espresso contro il suo vecchio Partito per l'Indipendenza del Regno Unito in quanto questi avevano accettato nel proprio contingente rappresentanti xenofobi. L’incapacità delle élite politiche di svolgere un referendum sulla Brexit ha portato Farage ad ampliare la sua agenda politica. Accusando le élite politiche britanniche, e non l’UE, di aver tentato di indebolire o annullare i risultati del referendum, Farage ha preso di mira il sistema dei partiti britannici, tra i quali continuano (ancora oggi) a dominare i Tory e il Partito Laburista.

Di conseguenza la pressione esercitata su Theresa May è cresciuta. L’incapacità di ottenere un’uscita definitiva dall’Unione doganale e dal Mercato unico potrebbe far intrufolare la questione Brexit nella politica interna in quanto il Brexit Party mina anche al processo di svolgimento delle elezioni generali. Theresa May è già accusata di tradimento nei confronti dei risultati del referendum e ora potrebbe trovarsi responsabile anche per la distruzione del suo stesso partito politico. Le elezioni al Parlamento europeo possono essere interpretate come un secondo referendum Brexit e la vittoria decisiva di Farage potrebbe rafforzare la pressione sul primo ministro May allo scopo di costringerla a dare ragione ai sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

La leadership di Farage nei sondaggi è importante anche perché lui non si pente di essersi espresso a favore dell’uscita dall’UE senza permesso. L’appoggio della sua decisione da parte del popolo britannico dimostra una forte scissione tra i cittadini e le élite politiche.

Subito dopo il referendum il parlamento, la cui schiacciante maggioranza aveva votato per rimanere nell’UE, ha cominciato a ripristinare il proprio controllo sulla questione Brexit, differenziandone due versioni, quella “dura” e quella “morbida”. L’uscita dall’UE nel rispetto delle regole della WTO, meglio nota come “Brexit dura” o “uscita senza permesso” è stata definita radicale e inammissibile malgrado prima del referendum entrambi i partiti principali avevano definito la Brexit come l’uscita sia dall’Unione doganale che dal Mercato unico. Se il Brexit Party otterrà i voti che promettono i sondaggi, questo fatto contraddirà fortemente le dichiarazioni secondo le quali la popolazione non voleva una Brexit dura.

Sputnik: Secondo le ultime analisi del sondaggio sull’opinione pubblica svolto da Politico, il Partito Popolare Europeo (PPE) del centro destra e l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) del centro sinistra, probabilmente, perderanno posti per via della formazione di nuovi partiti di destra, ma rimarranno comunque il gruppo più grosso in Parlamento. Cosa pensa di questa ultima tendenza? Come si rifletterà sulla politica del Parlamento europeo dopo le elezioni?

Glenn Diesen: Se i populisti occuperanno un terzo dei posti nel Parlamento europeo, questo verrà visto come una giustificazione per persone come Viktor Orban che è stato oggetto di forti pressioni da parte di Bruxelles e Berlino. Quindi il successo alle elezioni incoraggerà i leader populisti e costringerà l’Unione Europea a elaborare una concezione del futuro appetibile. Questo potrebbe anche portare al fatto che i leader politici saranno pronti a sfidare le vecchie linee rosse per ottenere il sostegno dell’elettorato. Un buon esempio è il fatto che recentemente Macron ha messo in dubbio l’accordo di Schengen sulla limitazione della libertà di spostamento delle persone. Questo dimostra che se le élite politiche vogliono restare al potere devono arrendersi alla pressione del populismo.

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Tags:
Lega, Populismo, Unione Europea, Nigel Farage, Matteo Salvini, Theresa May, Elezioni europee 2019, Brexit
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