00:55 09 Dicembre 2019
Nicola Zingaretti

Zingaretti: Pd cambiato, M5S trasformisti, Salvini e Di Maio non riescono a decidere su nulla

CC BY 2.0 / Committee of the Regions / Wim Daneels / Nicola Zingaretti, President of the Lazio Region, Italy and new PES Group member
Politica
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Il nuovo segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha criticato il Movimento 5 Stelle e i due vicepremier del governo gialloverde nonché ha ipotizzato cosa farebbe il Pd dopo la sua caduta.

Nella sua intervista, rilasciata al Corriere della Sera in vista delle elezioni europee del prossimo fine settimana, il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha parlato del governo attuale, del futuro politico dell'Italia e di cosa farebbe il Pd "se questo governo dovesse cadere e dopo le elezioni toccasse a loro".

Giovanni Tria
© AP Photo / Geert Vanden Wijngaert
"Il governo politicamente non c’è più, e il costo per gli italiani già oggi è immenso e lo diventerà ancora di più nei prossimi mesi. Intanto Salvini e Di Maio non riescono più a decidere su nulla, come ha ammesso lo stesso sottosegretario Giorgetti. Se togliamo le provocazioni e i finti litigi quotidiani, quello che resta è solo un indecente patto di potere per mantenere le loro poltrone e salvaguardare i loro partiti", ritiene Nicola Zingaretti.

Discutendo della situazione economica attuale in Italia il segretario Pd ha ricordato le parole del ministro Tria. Ora dovranno correre ai ripari per colmare i buchi di bilancio che hanno creato: che significa aumentare l’Iva o una stagione di gravissimi tagli sui servizi", ha detto Zingaretti.

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Nicola Zingaretti ha anche accusato il M5S di essere "trasformista", di non essere più "di sinistra", e si è ricordato del viaggio di Luigi Di Maio in Francia per incontrare i gilet gialli "che bruciano le auto ma si definiscono moderati".

Da parte sua, Luigi Di Maio ammetteva in Tv italiana di esser andato dai gilet gialli vedendo che "volevano creare una lista", ma quando i pentastellati avevano scoperto che "c’erano delle idee un po’ violente e eversive" Di Maio aveva "preso le distanze".

Nicola Zingaretti ha anche parlato su una possibile alleanza di sinistra alle Politiche:

"Ho sempre parlato dell’esigenza di rigenerare un campo nuovo, un nuovo centrosinistra senza cadere in schemi precostituiti. La situazione sta già cambiando, lo vedo dal protagonismo di tante energie che proprio in questi mesi si stanno mobilitando nelle piazze, sul web, nelle case con i lenzuoli di rivolta civile, e in un nuovo e improvviso protagonismo giovanile a difesa del loro futuro. Ma osservo anche l’insofferenza delle forze produttive e la straordinaria forza dell’impegno unitario del sindacato a difesa dei diritti. Questa è la base da cui ripartire. Le forme dell’alleanza le definiremo. Ma finalmente c’è un popolo che si è alzato e messo in moto e può trovare nella nostra lista unitaria un interlocutore credibile. La formula per le elezioni politiche la costruiremo su un programma chiaro per ridare al Paese una speranza".

Nel frattempo il 18 maggio a Milano si è tenuto un grande comizio "sovranista" organizzato da Matteo Salvini a cui ha intervenuto anche Marine Le Pen.

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Toccando di nuovo il tema di possibili elezioni anticipate in Italia Zingaretti ha detto che in quel caso candideranno la persona migliore tra loro, scegliendola in base a un programma di governo nuovo che scriveranno "con le forze migliori del Paese".

Zingaretti finisce la sua intervista affermando che il Pd di oggi non è più "il partito dei coltelli e dei litigi". "Un anno fa il Pd era isolato e marginale. Prima era un Vietnam, ora quelli che litigano sono gli altri".

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