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01:00 23 Luglio 2019
Il leader dell'opposizione macedone Zoran Zaev.

Macedonia del Nord, esperto sulle possibili macchinazioni prima delle presidenziali

© REUTERS / Ognen Teofilovski
Politica
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Alla fine di aprile si terranno in Macedonia del Nord le elezioni presidenziali e il premier Zoran Zaev ha un piano per ottenere la firma del presidente sul trattato di Prespa, indipendentemente da chi vincerà. Sputnik ne ha parlato con Aleksandar Dashtevski, docente di diritto internazionale presso l’università di Skopje.

"Molti politici dicono che il vuoto sarà usato per firmare i documenti che Ivanov ha rifiutato di siglare. Si tratta dell'accordo con la Grecia sul cambiamento del nome della repubblica, un accordo con la Bulgaria sulla storia comune e la legge sul riconoscimento dell'albanese come seconda lingua ufficiale. E secondo questo accordo, tutto, dalle banconote alle strisce sulle uniformi militari, dovrebbero essere tradotte anche in albanese", ha detto Dashtevski.

Egli non esclude che l'intervallo tra la fine del mandato di Ivanov e le elezioni sia stato intenzionalmente preparato.

"Ivanov ha rifiutato di firmare tutto questo, e la discrepanza nelle date è stata organizzata appositamente in modo tale che Xhaferi, che ha già firmato tutti questi documenti come presidente dell'Assemblea, potrebbe legalizzarli come sostituto del presidente. Pertanto, dal punto di vista giuridico formale, questi accordi riceverebbero lo status di documenti ufficiali", ha spiegato l'esperto.

Dashtevski specifica che se Xhaferi dovesse firma tutti e tre i documenti, in seguito non potranno essere annullati.

L'esperto ricorda che Zaev e la sua Unione socialdemocratica non sono ancora d'accordo con i partner della coalizione di governo — il Partito per l'integrazione democratica (DUI) — riguardo al candidato comune, in quanto il più grande partito albanese del nord, il DUI, insiste sul fatto che questo candidato si albanese. Zaev conduce intensi negoziati con tutte le parti che rappresentano gli albanesi, nella speranza di trovare una soluzione.

"Due sono i potenziali candidati: gli albanesi propongono Teuta Arifi, vice segretario del DUI e sindaco di Tetovo; mentr Zaev suggerisce Stevo Pendarovski, ex consigliere di due presidenti macedoni ed ex capo della CEC. Il più grande partito di opposizione, VMRO-DPMNE, ha già deciso il suo candidato: Gordana Siganovska-Davkov, professore dell'Università di Skopje, che non ha mai avuto una carriera politica di rilievo", spiega Dashtevski.

Egli è convinto che alla fine il singolo candidato della coalizione sarà ancora un macedone, dal momento che il primo ministro Zaev è consapevole che se accetterà un candidato di nazionalità albanese, darà a VMRO-DPMNE ottime possibilità di vincere. Questo è esattamente il motivo per cui Zaev ha pianificato le date di voto in questo modo, al fine di garantire la possibilità di ottenere la firma del presidente su tutti i trattati che Ivanov ha rifiutato di firmare, indipendentemente da chi vincerà le elezioni.    

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Tags:
elezioni, Presidenza, Zoran Zaev, Macedonia
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