Widgets Magazine
04:12 24 Agosto 2019
Profughi siriani

Assad spiega perchè alcuni Paesi ostacolano il ritorno dei profughi in Siria

© REUTERS / Marko Djurica
Politica
URL abbreviato
2180

Il presidente siriano Bashar Assad ha sostenuto che diversi Stati impediscono il ritorno dei profughi siriani in patria temendo di perdere fonti di finanziamento.

"Gli Stati interessati alla questione dei rifugiati rendono difficile il loro ritorno in Siria… Un numero significativo di rifugiati negli ultimi anni è una delle fonti di corruzione a beneficio dei funzionari dei Paesi che sostengono il terrorismo e dei funzionari delle organizzazioni che avrebbero dovuto inviare gli aiuti umanitari che sono finiti nelle mani dei terroristi", — ha detto Assad intervenendo davanti agli amministratori locali.

"Il declassamento del tema dei rifugiati in secondo piano priverà questi Paesi di una leva politica e benefici materiali", ha sottolineato il presidente siriano.

Secondo Assad, la questione dei profughi è stata creata artificialmente un anno prima dell'inizio della crisi siriana nel 2010.

"Circa un anno prima che iniziasse la crisi, nei paesi limitrofi sono comparsi campi profughi per gonfiare la sofferenza umanitaria e il numero di rifugiati, accusando lo Stato siriano di questo… per mettere l'opinione pubblica del mondo contro la Siria", ha affermato Assad.

Inoltre ha legato i profughi con il rafforzamento delle sanzioni contro la Siria.

Assad ha nuovamente invitato tutti i siriani che hanno lasciato il Paese a fare ritorno in patria, dato che la Siria deve affrontare "grandi sfide". Secondo il presidente siriano, la risoluzione della crisi migratoria farà naufragare il piano di distruzione contro la Siria. Assad ha sottolineato che le autorità si stanno sforzando per riportare tutti i rifugiati in patria.

Correlati:

Assad attacca Erdogan: “piccolo servo dell'America”
Tags:
Occidente, profughi, Immigrazione, Politica Internazionale, Crisi dei migranti, crisi in Siria, Bashar al-Assad, Siria
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik