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01:58 16 Luglio 2019
Angra

Il Brasile di Bolsonaro potrebbe fare una svolta “nucleare”?

Divulgação/Eletronuclear
Politica
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La questione dell'energia nucleare è di nuovo all'ordine del giorno in Sud America. Gli ultimi accordi argentini in questo settore e i segnali forniti dal team del presidente eletto del Brasile, Jair Bolsonaro, mostrano che questo settore energetico sarà una priorità per il continente.

Sputnik Brasil ha parlato con Pedro Paulo Rezende, specialista militare, per capire quali misure potrebbe prendere la nuova amministrazione e su quale potrebbe essere la reazione dei paesi vicini.

Fin dalla campagna elettorale, i militari del team di Bolsonaro parlavano della necessità d'investire suell'energia nucleare. In particolare, stiamo parlando del generale Oswaldo de Jesus Ferreira, uno dei principali consiglieri del futuro governo sulle infrastrutture.

Queste intenzioni aveano già trovato espressione nella nomina dell'ammiraglio Bento Costa Lima Leite a capo del ministero delle Miniere e dell'Energia. Infatti è noto che Leite era coinvolto nello sviluppo di tecnologie atomiche per la Marina ed è un importante sostenitore di questo tipo di energia.

Dopo questa nomina Bolsonaro ha dichiarato che avrebbe dato priorità alla fine dei lavori di realizzazione della centrale nucleare Angra 3.

Marina del Brasile
© Foto : Tenente Rodrigo Andrade / Marinha do Brasil
Il Brasile ha ora due centrali nucleari operative: Angra-1 e Angra-2, nella cui costruzione hanno partecipato Stati Uniti e Germania. Angra-3 è attualmente in fase di costruzione, ma il lavoro è stato congelato dopo le accuse di corruzione a Eletronuclear, l'azienda statale che gestisce le centrali nucleari brasiliane, come parte dell'operazione "Autolavaggio".

Il progetto nucleare brasiliano è un sogno che dura da decenni ed è collegato all'esercito. Il progetto è stato lanciato sotto la dittatura militare. Nel 1970, una gara internazionale per la costruzione di Angra-1 fu vinta dalla società americana Westinghouse Electric Corporation. È stata inaugurata solo nel 1984.

Angra-2, a sua volta, è il prodotto di un trasferimento di tecnologia da parte del governo tedesco. All'inizio, era stato pianificato di costruire 8 centrali nucleari di questo tipo, ma questo non è avvenuto a causa di problemi finanziari. Dopo gli alti e bassi dell'economia, Angra-2 è stata inaugurata nel 2000.

Il lavoro su Angra-3, che fa anche parte del trattato con la Germania, è stato sospeso nel 1991, ripreso nel 2009 e nuovamente sospeso nel 2015.

Questo spinoso processo è causato da problemi politici e dalla riorganizzazione del progetto nucleare brasiliano, ma il motivo principale è l'alto costo di realizzazione.

Secondo il quotidiano Folha de São Paulo riprendere la costruzione di Angra-3 sarebbe più costoso di un nuovo progetto iniziato da zero e costerebbe al paese circa 17 miliardi di reais (circa 4,4 miliardi di dollari).

"Il grosso problema sta nel prezzo", spiega Rezende in un'intervista con Sputnik Brasil.

"Abbiamo abbastanza attrezzature per la costruzione di quattro stazioni di tipo Angra-2 e 3. Il problema principale è la mancanza di denaro. E questo è stato ulteriormente complicato dal progetto di riforma costituzionale sulla spesa nazionale", dice.

PEC 241 [progetto di emendamento costituzionale 241], cui fa riferimento Rezende, ha portato all'adozione dell'emendamento costituzionale n. 95 (EC 95). Adottata dal Congresso nazionale e firmata dal presidente Michel Temer nel 2016, la EC 95 fissa un limite per il bilancio dello Stato, corretto [solo] per inflazione annuale. Con questo, l'aumento degli investimenti pubblici è vietato dalla costituzione per un periodo di 20 anni, con la revisione di questa misura 10 anni dopo l'entrata in vigore.

"Per farvi capire, anche se Bolsonaro riuscisse a superare la crisi economica, anche se riuscisse a ottenere abbastanza investimenti dall'estero per nuove centrali nucleari, semplicemente non potrebbe investire i fondi. Perché il progetto di riforma costituzionale attraverso la spesa determina il massimale, che equivale al budget dell'anno scorso con una correzione dell'inflazione. Cioè, supponiamo che raddoppi il budget, ma non può attuarlo", ritiene l'esperto.

"Il problema principale che il [ministro] Bento Costa dovrà affrontare è la mancanza di denaro per gli investimenti in questo paese nel contesto di un tetto massimo di spesa. E quasi a peggiorare la situazione, il [futuro] ministro [dell'economia], Paulo Gedes, ha già affermato che la priorità sarà preservare la riforma costituzionale della spesa e ridurre la spesa pubblica. Quindi il problema principale che i militari dovranno affrontare nello sviluppo di qualsiasi progetto nucleare sarà finanziario ", ha spiegato Rezende.

Lo scontro tra l'idea di Stato sviluppista dei militari con il neoliberista Paulo Gedes.   

"Questo è il problema che vedo. Nel governo di Bolsonaro vedo controversie tra sviluppisti e neoliberali", osserva Rezende.

Secondo lui, l'agenda dei sostenitori dello sviluppo industriale accelerato tra i militari difficilmente sarà imposta dal governo di Bolsonaro a causa delle promesse del programma neoliberista fatte durante la campagna elettorale.

"L'intero problema è dovuto a chi ha le mani sulla cassaforte, chi ha le chiavi [cioè il bilancio dello Stato]. Chi ha accesso alla cassaforte è neoliberista [si tratta di Gedes] che è contro la spesa di bilancio, che si oppone all'aumento della spesa di bilancio, chi è a favore di un progetto di riforma costituzionale nel regno della spesa, capisci? Questa è in realtà una persona in grado di rallentare questa crescita", afferma Rezende.

Nonostante ciò, l'interlocutore ha espresso la convinzione che la centrale Angry-3 sarà completata, perché da un punto di vista economico è impossibile lasciare questo progetto congelato.

"Mi sembra che i militari lavoreranno con restrizioni significative. Non sono così ottimista riguardo al peso dei militari nell'economia del governo di Bolsonaro", ha concluso l'esperto.

"I militari ovviamente vogliono finire il sottomarino nucleare"

Pedro Paulo Rezende spiega che uno degli interessi perseguiti dai militari nel settore nucleare è il completamento del progetto del sottomarino nucleare brasiliano. L'idea è iniziata sotto Lula nel 2008 per poi evolversi nei piani per la Strategia nazionale di difesa e il Programma di sviluppo sottomarino nucleare (Prosub), ma sono stati fermati a causa della crisi economica e delle indagini sulle attività di corruzione in corso dal 2016.

"I militari ovviamente vogliono finire il sottomarino nucleare, questo è un vecchio progetto, ha origine nei primi anni '80 e non è stato completato fino ad oggi", ha sottolineato Rezende.

Argentina e Brasile e uno sguardo alla situazione dell'energia nucleare nella regione

Il presidente argentino Mauricio Macri, durante il vertice del G20 a Buenos Aires, ha firmato accordi di cooperazione con la Russia per espandere il programma nucleare argentino.

In Argentina, ci sono tre centrali nucleari, nel loro numero il paese supera il Messico e il Brasile, ma nonostante questo, il Brasile è il più grande produttore di energia atomica nella regione.

Negli anni '80, lo sviluppo dell'energia atomica in Brasile e in Argentina ha portato a voci sull'esistenza di una corsa nucleare locale. I due paesi furono persino menzionati nel 1980 nei documenti del Dipartimento di Stato americano, preoccupati per il programma nucleare brasiliano e argentino e per la possibile "corsa agli armamenti" tra i due paesi latinoamericani.

Nel 1988, il presidente brasiliano José Sarney e il suo omologo argentino Raul Alfonsin concordarono sugli ultimi dettagli dell'accordo sulla cooperazione e l'uso pacifico della tecnologia atomica. L'incontro presso la residenza del presidente brasiliano (Palácio do Planalto) si è svolto alla presenza del presidente dell'Uruguay, Julio Sanguinetti. Il documento firmato divenne noto come Ata do Alvorada. Sarnay ha sottolineato poi che questo accordo avrebbe messo fine alla storia dell'esistenza di una corsa al nucleare in America Latina.

Pedro Paulo Rezende ritiene che questa storia non si possa ripetere.

"Non abbiamo problemi con l'Argentina. L'Argentina è uno dei pochi paesi che hanno pieno accesso ai nostri impianti nucleari. Quindi non avremo problemi con l'Argentina ", assicura la fonte, sottolineando che oggi non ci sono disaccordi nel campo dell'energia nucleare.

Il 18 dicembre 2018, il Brasile e l'Argentina hanno allargato la loro collaborazione in quest'area durante il Vertice del Mercosur, firmando un accordo sulla cooperazione commerciale nucleare.

Rezende non è nemmeno incline a credere che le potenze nucleari possano rivolgere lo sguardo al Brasile in relazione allo sviluppo del programma, perché questo programma non persegue obiettivi militari.

"Questo programma è puramente civile, per uso civile. Dobbiamo distinguere tra un sottomarino a propulsione nucleare e un sottomarino armato con missili per un attacco nucleare ", ha spiegato l'esperto.

Ha ricordato che il Brasile è un firmatario di accordi internazionali sulla non proliferazione di armi nucleari, come il trattato di Tlatelolco, che proibisce lo sviluppo di armi nucleari in America Latina e nei Caraibi.

L'interlocutore ha menzionato che il governo di Dilma Roussef intendeva costruire dozzine di centrali nucleari in Brasile, il che, a suo avviso, indica che, nonostante le difficoltà politiche ed economiche, il programma nucleare brasiliano è un progetto a livello statale e non di questo o quel governo.

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Nucleare, energia nucleare, nucleare, classe politica, Jair Bolsonaro, Brasile
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