08:46 22 Aprile 2019
L'Attivista dell'estrema sinistra ed ex terrorista italiano Cesare Battisti

Polemica presso la Corte suprema brasiliana per l’estradizione di Cesare Battisti

© AFP 2018 / Miguel Schincariol
Politica
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Il presidente brasiliano Michel Temer ha firmato il 14 dicembre il decreto di estradizione del cittadino italiano Cesare Battisti condannato per 4 omicidi commessi negli anni ’70. Battisti dal 2010 vive libero in Brasile dopo che il precedente presidente Lula da Silva gli aveva concesso asilo. Gli esperti hanno pareri discordanti sulla situazione.

Michel Temer ha firmato il decreto dopo che il presidente della Corte suprema federale del Brasile Luiz Fux ha revocato il divieto che impediva di procedere con l'estrazione di Battisti e ha disposto che questi venisse fermato dalla polizia federale.

La sentenza di Fux è legata alle richieste del governo italiano e al presunto tentativo di fuga dell'imputato. Nel 2017 Battisti ha cercato di lasciare il Brasile tramite la frontiera con la Bolivia con una somma non dichiarata pari a 38.000 real in contanti di varie valute (dollari, euro, real). Battisti ha dichiarato che intendeva usarli per fare degli acquisti.

Cesare Battisti escortato dai poliziotti brasiliani
© East News / Sergio Dutti / Agencia Estado / Polaris

L'ex presidente del Palazzo di giustizia brasiliano e deputato del Partito dei lavoratori a Rio de Janeiro Wadih Damous ha criticato la sentenza di Fux.

Damous ha riconosciuto di non conoscere nel dettaglio il sistema giudiziario italiano, ma ritiene che Fux debba deferire il caso alla Plenaria della Corte suprema federale e non emettere una sentenza unilaterale.

"Il tema dell'estradizione è complesso. In primo luogo, la possibilità di un presidente di revocare il decreto emesso da un altro. Secondo la giurisprudenza, credo che non sia possibile. Il decreto è stato approvato dal presidente Lula e questo va considerato. Inoltre, Cesare Battisti ha un figlio avuto con una donna brasiliana: proprio per questo, la legge sulla condizione giuridica dei cittadini stranieri gli dà diritto di restare in territorio brasiliano. Vi è anche una sentenza della Corte suprema federale su un caso analogo", ha dichiarato Damous riferendosi alla sentenza della Corte suprema dello scorso novembre in cui con 7 voti a favore e 4 contro la Corte ha stabilito che un cittadino straniero non può essere cacciato dal Paese se ha un figlio di nazionalità brasiliana anche se concepito prima o dopo aver commesso un crimine per il quale venga avviata la procedura di estradizione.

Il punto di vista di questo deputato è condiviso da Angela Tsatlogiannis, docente di diritto internazionale e diritti umani presso l'Istituto Rio-Branco. Secondo lei, la sentenza del giudice Fux è stata presa e "questo doveva accadere quando la Corte suprema ha emesso il mandato di estradizione e il presidente Lula l'ultimo giorno del suo mandato ha deciso di conferire a Battisti lo status di rifugiato politico. Battisti è un terrorista e non un rifugiato ricercato per ragioni politiche". Tuttavia, la docente ha aggiunto che lo status dell'italiano è mutato dopo la nascita del bambino.

"Il suo status è già cambiato e questo può essere un ostacolo all'estradizione. Infatti, se interpretiamo la legge alla lettera, nonostante alcune discrepanze, il bambino costituisce un ostacolo all'estradizione. Battisti non è più un rifugiato, ma va considerato un immigrato con un visto a tempo indeterminato", ha precisato la docente.

"Il figlio non costituisce un ostacolo", ha dichiarato a sua volta il deputato che sostiene l'estradizione di Battisti.

Il presidente del gruppo parlamentare Brasile-Italia, deputato del Partito popolare socialista brasiliano Rubens Bueno ha inviato il 14 dicembre una lettera ufficiale al presidente Michel Temer chiedendo di procedere con l'estradizione di Battisti. Bueno ha spiegato che, secondo lui, il decreto di Lula ha danneggiato la consueta prassi delle relazioni italo-brasiliane per la concessione dello status di rifugiato politico.

"La sentenza di ieri, sebbene tardiva, rimane importante poiché il Brasile ha firmato insieme all'Italia un accordo secondo il quale si rimpatriava il corrotto Henrique Pizzolato. In questo caso, invece, si tratta di un terrorista che ha ucciso 4 persone in Italia e che è imputato in un Paese democratico dove tutti i partiti politici e la società intera sono d'accordo sul modo in cui procedere. Stiamo coprendo questo straniero e il Brasile si fa la fama di "posto per banditi", ha commentato.

Poiché Battisti non è stato rintracciato dalla polizia federale dopo il mandato di fermo emanato da Fux, Bueno ritiene che la notizia della sentenza del giudice sia trapelata e che questo "abbia permesso al criminale di fuggire un'altra volta".

Bueno ha criticato la tesi riguardante il diritto di soggiorno di Battisti in Brasile in virtù della presenza di un figlio di cittadinanza brasiliana. "Questo elemento non costituisce un ostacolo e non va contro alla sentenza del giudice", ha concluso.

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Michel Temer, Cesare Battisti, Brasile, Italia
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