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09:48 15 Settembre 2019
Le proteste di massa dei gilet gialli contro l'aumento dei prezzi dei carburanti a Parigi

Misure di Macron per questione gilet gialli “inadeguate rispetto alla gravità della crisi”

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Politica
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Jean-Michel Naulot, ex membro de l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), ha commentato per Sputnik le misure economiche annunciate da Emmanuel Macron il 10 dicembre.

"L'aumento del salario minimo (minimo interprofessionale SMIC) di 100 euro da gennaio 2019, l'esenzione dalle tasse per gli straordinari o l'annullamento dell'incremento del tasso di detrazione al fondo sociale obbligatorio (CSG) per i pensionati che ricevono meno di 2000 euro al mese".

Emmanuel Macron ha annunciato lunedì 10 dicembre la serie di misure per ridurre calmare gli animi dei gilet gialli da diverse settimane. Il Segretario di Stato del Ministero del Bilancio dello Stato stima queste misure a "8-10 miliardi". Inoltre, la stampa e un certo numero di economisti ricordano la necessità di ricostituire altri 4 miliardi di fondi persi a seguito dell'abolizione dell'aumento della tassa ambientale sul carburante.

Jean-Michel Naulot, ex membro del consiglio dell'Autorità dei mercati finanziari, ha analizzato attentamente le misure annunciate dal presidente Macron lunedì, in particolare sull'innalzamento dello SMIC.

"Macron lo ha formulato in modo molto intelligente: in realtà, l'indennità aumenta, e non il salario minimo interprofessionale. Queste sono cose diverse, poiché con l'aumento di quest'ultimo, la dimensione della futura pensione aumenta e con l'aumento del beneficio questo non si verifica…"

Il nostro interlocutore non è sicuro dei benefici dell'esenzione fiscale per il lavoro straordinario.

"Questa è una buona decisione, ma gli straordinari dovrebbero essere pagati, e questo non avviene sempre".

 Jean-Michel Naulot parla di alcune misure prese dal governo che non sono state menzionate.

"Non è stato detto nulla sulla misura sgradevole adottata di recente: nel 2019-2020 non ci sarà l'indicizzazione delle pensioni per quanto riguarda l'inflazione. L'inflazione si mantiene al livello dell'1,5% e, di conseguenza, il potere d'acquisto diminuisce, questo è un punto molto importante".

"A mio parere, le misure sopracitate sono inadeguate rispetto alla gravità della crisi. Questa non è una protesta sociale di una sola volta, come accade nel caso di uno sciopero importante".

Oltre agli "errori molto gravi" commessi da Emmanuel Macron all'inizio della sua presidenza, in particolare nella politica di informazione, Naulot nomina altre due cause della crisi in Francia.

"Stiamo ancora sentendo la crisi finanziaria del 2008. Per 10 anni, il potere d'acquisto non è aumentato, e tra i rappresentanti di alcuni segmenti della popolazione è addirittura diminuito. "

L'esperto rileva anche la deindustrializzazione, che sta "creando problemi per tutte le regioni del paese". Riferendosi alle statistiche dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), sostiene che l'euro ha influenzato negativamente l'industria in molti paesi.

"In Germania, la produzione industriale è aumentata del 35%, in Francia è diminuita del 10% e in Italia del 17%."

Allo stesso tempo, l'esperto riconosce che anche solo la metà (a suo avviso) di tali misure potrà causare problemi con la Commissione europea:

"Se non verranno annunciate nuove misure fiscali o tagli alla spesa pubblica, il deficit di bilancio passerà dal 3 al 3,5%", afferma Jean-Michel Naulot. Un disavanzo di bilancio inferiore al 3% potrebbe non essere adatto alla Commissione europea. Secondo lui, è imperativo "cambiare l'approccio" a livello europeo e "permettere agli Stati di respirare".

"Nelle ultime settimane, l'Italia è stata bacchettata per aver dichiarato un deficit di bilancio del 2,4% per l'anno prossimo, noi invece ne abbiamo uno molto più alto qui, per non parlare del fatto che il deficit del bilancio francese è reale, mentre l'italiano è collegato al pagamento degli interessi sui prestiti". Dall'introduzione dell'euro, l'Italia ha sempre avuto un proficit di bilancio primario, prima dei pagamenti di interessi".

Secondo Jean-Michel Naulot, Emmanuel Macron dovrebbe "rispondere seriamente alla crisi" e cambiare il suo atteggiamento personale nei confronti del concetto di Europa. "È a favore del concetto europeo della generazione precedente, che ha portato ad alcuni errori. Credo che i francesi, come gli italiani e gli altri popoli europei, si sentano europei, ma che riconoscono la necessità di uno sviluppo dell'UE". "Tre francesi su quattro non vogliono sentire parlare del federalismo [europeo], ma questo non significa che si sentono meno europei", sottolinea l'esperto.

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Riforme, Economia, gilet gialli, riforma, Danni all'economia, riforme, Emmanuel Macron, Francia
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