15:30 15 Dicembre 2018
Vladimir Putin (foto d'archivio)

Putin sull'incidente nel Mar Nero: una provocazione del presidente ucraino Poroshenko

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Politica
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Incidente nello stretto di Kerch (39)
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La sconfinamento delle navi militari ucraine nelle acque territoriali della Russia è una provocazione organizzata dal presidente Petro Poroshenko alla vigilia delle elezioni, ha affermato Vladimir Putin parlando al forum VTB Capital "Russia Calling!".

"Ci sono chiari segnali di una provocazione preparata in anticipo, pianificata per sfruttarla come pretesto per imporre la legge marziale nel Paese. Non ha nulla a che fare con il tentativo di normalizzare le relazioni tra Russia e Ucraina: si tratta di un gioco di esasperazione", ha dichiarato il presidente russo.

Ha ricordato che le navi ucraine sono entrate nelle acque territoriali russe, anche prima della riunificazione della Crimea.

"Senza rispondere alle richieste delle nostre guardie di frontiera, hanno iniziato a muoversi direttamente verso il ponte, non hanno reagito alla richiesta di fermarsi, sono rimasti in silenzio, non hanno risposto alle proposte anche dopo aver violato il confine," — ha aggiunto il capo di Stato russo.

Putin ha sottolineato che in questa situazione le guardie di frontiera russe hanno fatto il loro dovere.

"E come dovrebbero agire le guardie di frontiera? Navi militari straniere hanno invaso le acque territoriali della Federazione Russa e non rispondono, non è chiaro cosa faranno, come avrebbero dovuto comportarsi? Se le guardie di frontiera avessero agito diversamente, sarebbero dovute tutte essere portate in tribunale", ha affermato Putin.

La provocazione nello stretto di Kerch

Il 25 novembre le cannoniere ucraine Berdyansk e Nikopol e il rimorchiatore Yany Kapu hanno attraversato il confine marittimo russo. Secondo il servizio di sicurezza federale della Russia (FSB), le navi salparono verso lo stretto di Kerch, un accesso al Mar d'Azov, dove le navi furono sequestrate dalla Russia a causa della mancanza di risposta a una richiesta legittima di fermarsi.

Il 26 novembre a seguito dell'incidente il Parlamento ucraino ha approvato il decreto del presidente Petro Poroshenko di imporre la legge marziale in alcune regioni per 30 giorni.

La Russia ha aperto un procedimento penale per violazione del confine di Stato e ha proposto di discutere la situazione nel Mar D'Azov al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma la maggioranza dei votanti ha bloccato la richiesta.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha definito la situazione nello Stretto di Kerch una chiara provocazione: Kiev avrebbe violato le principali disposizioni del diritto internazionale secondo Lavrov. Ha notato che le azioni della Marina ucraina erano molto pericolose e minacciavano il movimento delle navi.

Commentando l'introduzione della legge marziale in Ucraina, Lavrov ha sostenuto che Kiev sta cercando di capovolgere una situazione che viene percepita dalla popolazione sempre più negativamente.

Durante l'incidente nello Stretto di Kerch la Russia ha agito secondo il diritto internazionale e le leggi nazionali, dal momento che ha reagito ad un'invasione di navi da guerra straniere nelle acque territoriali della Russia, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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