16:51 19 Dicembre 2018
Il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping

Dagli USA un sistema di controllo totale sulla Cina

© AP Photo / Andrew Harnik
Politica
URL abbreviato
3210

Pochi giorni fa sulla stampa americana si è aperto un dibattito sulla veridicità o meno della creazione in Cina di un sistema di attribuzione ad ogni cittadino di una “classifica sociale” che influirebbe su ogni aspetto della vita dei cittadini, dall’assunzione al lavoro al matrimonio.

Se un cittadino non attraversa sulle strisce, viene filmato da una telecamera, il suo punteggio viene scalato e questo può essere aumentato solo con buone azioni e un comportamento corretto. Come conferma la rivista Foreign Policy, si è scatenato il caos.

Negli USA tutto è cominciato, lo ricordiamo, con l'intervento del 4 ottobre del vicepresidente Mike Pence il quale ha affermato: in Cina è stato creato "un sistema volto di fatto al controllo di ogni aspetto della vita umana".

L'autore dell'articolo ha risposto in modo pacato al vicepresidente: "C'è un piccolo problema. Un sistema del genere in realtà non esiste, perlomeno così come lo dipingono solitamente".

L'autore descrive nel dettaglio il sistema creato tempo fa anche negli USA dove i dati personali raccolti dal social media nonché le informazioni raccolte dall'Agenzia per la sicurezza nazionale (grazie alle sue telecamere e ad altre tecnologie di sorveglianza) da tempo vengono già utilizzati per capire almeno se ci si può fidare di una persona. E ribadiamo: almeno!

Com'è noto, anche i cinesi sono persone. Per questo, nel Paese esistono alcune banche dati sulla fedina penale dei richiedenti un prestito ed entro il 2020 si prevede di unirle. In pieno stile cinese si parla molto dell'immoralità e dell'irresponsabilità sociale delle persone che vengono meno alla parola data.

La conclusione dell'autore di Foreign Policy: "Se una persona non possiede o rappresenta una società, non ha chiesto un prestito, non ha infranto la legge o non ha dichiarato fallimento, difficilmente comparirà nelle banche dati del prestito sociale".

Un altro fatto è che c'è una bella differenza tra i punteggi per i prestiti e quello che ha descritto Pence. Ma questo non è un problema cinese: infatti questo sistema, in linea teorica, potrebbe entrare anche altrove.

Da dove è nata questa diceria riguardo ai "punteggi sociali" totalitari invece di quelli per i prestiti? Forse, qualche "fonte" cinese che passa informazioni agli USA ha spacciato per vero il fatto che questo potesse accadere in via teorica. Poi il tempo dell'"altamente probabile" è passato e la Cina ha cominciato ad essere definita con certezza una "società del controllo totale".

Le "fonti" dissidenti vivono in un mondo parallelo. Ad esempio, come i creatori del mito per cui tutte le élite russe intimidite dalle sanzioni americani ("tengono i loro soldi in Occidente e lì fanno anche studiare i figli") sarebbero improvvisamente diventate la Quinta colonna. Poi, in realtà, è successo l'opposto.

A mo' di postfazione: durante Brezhnev visse Yury Zhukov, osservatore politico, vero e proprio dio del giornalismo internazionale. Era una persona ben a conoscenza dei fatti ed estremamente professionale. Amava il modo di parlare che si usava prima degli anni '30 e noi, colleghi più giovani, ne facevamo la parodia fra di noi. Diceva sempre: "Bisogna mentire di meno, e comportarsi meglio".

Per concludere, nel caso dei "punteggi" cinesi mi piacerebbe tanto ripetere quella stessa frase (a proposito del comportarsi meglio) agli americani. Perché sembra cada davvero a fagiolo.    

Correlati:

Esperto: la Russia può compensare alla Cina le perdite della guerra commerciale con USA
La Cina riduce gli investimenti nei buoni del Tesoro USA di 14 miliardi $
Cina interessata a costruire nuovo ordine mondiale insieme alla Russia
Pence minaccia guerra fredda contro la Cina
Tags:
conflitto d'interessi, USA, Cina, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik