11:43 17 Dicembre 2018
La bandiera britannica

Brexit, pronta la dichiarazione su future relazioni Gb-Ue

© AP Photo / Alexander Zemlianichenko
Politica
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Il Consiglio Ue ha pubblicato, questo pomeriggio a Bruxelles, la bozza della dichiarazione politica sulle future relazioni fra il Regno Unito e l’Ue dopo la Brexit che i capi di Stato e di governo dei Ventisette e la premier britannica Theresa May dovranno approvare nel vertice straordinario convocato appositamente domenica mattina a Bruxelles.

Rispetto alle due questioni della pesca e dello statuto futuro di Gibilterra, che avevano sollevato negli ultimi giorni obiezioni da due Paesi membri, rispettivamente la Spagna e la Francia, non ci sono novità sostanziali. La bozza menziona esplicitamente la necessità di stabilire un nuovo accordo che dovrebbe regolare, fra l'altro, l'accesso alle acque e le nuove quote di pesca, e indica il primo luglio 2020 come data entro cui le parti "faranno del loro meglio" per concludere l'accordo.

La questione di Gibilterra, invece, non appare in nessuno dei 147 paragrafi della bozza. La Spagna vorrebbe che nella dichiarazione fosse inserito un impegno, legalmente vincolante, a sottoporre all'approvazione di Madrid qualsiasi accordo fra Londra e l'Ue che coinvolga, direttamente o indirettamente, la questione della frontiera con Gibilterra (territorio britannico). Evidentemente, si spera di poter risolvere il problema con un impegno bilaterale, a margine del vertice Ue, fra la May e il premier spagnolo Pedro Sanchez, senza inserirlo nel già molto complicato quadro della dichiarazione politica sulle relazioni future, o aggiungendolo come allegato.

La bozza parte con una serie di dichiarazioni di intenti e riaffermazioni di principi e valori comuni alle due parti, ma il punto più significativo è il paragrafo 4, dove si sostiene che nelle relazioni future dovrà essere garantita, nell'Ue (e quindi, in particolare, nella Repubblica d'Irlanda) "l'integrità del Mercato unico e dell'Unione doganale e l'indivisibilità delle quattro libertà", di circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali. Mentre, d'altra parte, dovrà anche "essere assicurata la sovranità del Regno Unito e la protezione del suo mercato interno, rispettando il risultato del referendum del 2016, anche riguardo allo sviluppo della sua politica commerciale indipendente e alla fine della libera circolazione delle persone fra l'Unione e il Regno Unito".

Il recupero della piena sovranità sul commercio e sull'accesso degli stranieri al territorio nazionale sono le due motivazioni principali della Brexit, e sottolineare qui che questo sarà l'obiettivo delle relazioni future dovrebbe servire a compensare la concessione che il Regno Unito dovrà fare — se verrà approvato l'accordo di divorzio — restando parte dell'Unione doganale con l'Ue, senza una politica commerciale autonoma. La permanenza di Londra nell'Unione doganale è prevista dal "backstop" ("rete di sicurezza") la soluzione di ripiego che sarà attuata se e fino a quando non sarà stata trovata una soluzione migliore e definitiva per il problema irlandese.

Proprio sulla questione irlandese, al punto 19 le parti "ribadiscono la loro determinazione a sostituire la soluzione del ‘backstop' con un accordo successivo che stabilisca intese alternative per assicurare l'assenza permanente di una frontiera ‘dura' sull'isola d'Irlanda".

Per il resto, la bozza contiene molte dichiarazioni d'intenti riguardo agli accordi e alla cooperazione futura, da ricostruire settore per settore fra l'Ue e il Regno Unito sul terreno economico e commerciale, della politica estera e di sicurezza e difesa, la cooperazione giudiziaria, i trasporti, lo scambio dei dati, la circolazione dei capitali e degli investimenti, gli appalti e i servizi, in particolare quelli finanzari.

Fonte: Askanews

Tags:
Brexit, Theresa May, Regno Unito, UE
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