10:55 17 Dicembre 2018
La bandiera della Corea del Nord.

Intervista a un deputato sudcoreano: risolvere il problema del nucleare in Corea del Nord

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Politica
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Le relazioni fra le due Coree stanno vivendo al momento un periodo estremamente importante. Nonostante l’improvviso avvicinamento tra la Corea del Nord e del Sud e i progressi per la risoluzione della questione nucleare, non è ancora stata trovata una soluzione definitiva e la situazione potrebbe tornare a contrapporle.

Il Partito democratico sudcoreano al governo ritiene che questo non vada permesso in alcun caso e vada trovato un modo per rafforzare ciò che già si è raggiunto. Di recente all'interno del Partito democratico è stato creato il Comitato straordinario per la pace e la cooperazione nel Nord-Est asiatico che era guidato da Son Yongil, uno dei principali sostenitori dello sviluppo delle relazioni economiche con la Corea del Nord e l'Estremo oriente russo. In un'intervista rilasciata a Sputnik egli ha raccontato di come prevede di organizzare le attività del comitato, ha spiegato quali saranno gli ostacoli da affrontare per risolvere la questione nucleare nella penisola coreana e come sia possibile ridare vita a progetti trilaterali tra Russia, Corea del Sud e Corea del Nord.

— Signor Son, tempo fa era a capo del Comitato presidenziale sulla cooperazione economica settentrionale che, tuttavia, non è stato in grado di sfruttare a pieno il proprio potenziale a causa delle sanzioni contro la Corea del Nord e la mancata regolamentazione delle relazioni tra USA e Corea del Nord. In che modo le attività di questo comitato potrebbero riprendere vigore?

— Dato che si tratta di un organo presidenziale, vi sono alcune limitazioni: bisogna prestare attenzione alle proprie dichiarazioni, non bisogna andare oltre la politica dettata dal presidente. Ci sono pro e contro. Da un lato, vi è lo status; dall'altro, il comitato da solo non possiede una base giuridica sufficiente, è solamente un organo consultivo. La sua influenza dipende dalla misura in cui il presidente si affida a tale organo. Inoltre, va considerato anche il problema per cui sia la Russia sia la Corea del Nord sono al momento interessate dalle sanzioni. Bisognerebbe instaurare relazioni tra Corea del Nord e USA, ma non è semplice. Se le sanzioni tra USA e Corea del Nord verranno eliminate, anche non del tutto, il comitato sarà in grado di espletare le sue funzioni. Anche se venisse riattivato solamente in progetto Rajin-Hasan (per il trasporto di carbone russo in Corea del Sud attraverso un porto nordcoreano, NdR), credo che sarà già un ottimo inizio.

— Quali sono i primi passi che prevede di effettuare come presidente del nuovo comitato di partito?

— Il Comitato straordinario per la pace e la cooperazione nel Nord-Est asiatico è un'organizzazione di partito e, poiché il Parlamento non è sottoposto all'amministrazione presidenziale, può agire in libertà. Dato che non siamo controllati dal Presidente, possiamo agire senza il controllo degli USA. Stiamo ancora preparando la tabella di marcia, ma abbiamo in programma di creare all'interno del Comitato una delegazione per recarci in visita in Corea del Nord. Al momento ne stiamo valutando le tempistiche e le modalità.

Il Comitato straordinario per la pace e la cooperazione nel Nord-Est asiatico, chiaramente, si occupa delle relazioni fra le due Coree e di quelle tra Cina e Russia. A partecipare alle attività vi sono 19 deputati del parlamento, 12 membri extraparlamentari ed esperti di altri sub-comitati: in tutto circa 800 persone.

— Quando e in quali condizioni, a suo parere, sarà possibile rinnovare progetti di cooperazione trilaterale tra Corea del Sud, del Nord e Russia? E cosa si può fare per raggiungere questo obiettivo?

— Il progetto Rajin-Hasan non è sottoposto alle sanzioni dell'ONU e sarà un banco di prova, una cartina al tornasole sui generis della cooperazione economica fra questi tre Paesi. Kim Jong-un si recherà in visita in Russia per incontrare il presidente Putin. Se si incontreranno, continueranno il lavoro cominciato con l'incontro tra Kim Jong-il e Putin nel 2001 durante il quale si discusse del collegamento dell'Autostrada transcoreana e della Transiberiana. E perché non invitarli ad occuparsene di nuovo? Poiché questi erano affari del padre, è probabile che Kim Jong-un proporrà di parlare della continuità delle relazioni con Mosca e di intraprendere azioni in tal senso. Penso che si dovrà invitare Trump a eliminare le sanzioni.

Questo potrebbe ferire l'orgoglio russo, ma, quando si parla delle sanzioni americane, la posizione russa è sempre la stessa: "sì, ma non è importante".

Per la Russia potrà non essere importante, ma per noi è un ostacolo non indifferente e, per garantire la partecipazione di Corea del Sud e Giappone, a mio parere, è necessario chiedere una riduzione delle sanzioni.

Tuttavia, la Corea del Sud deve riflettere su quello che dicono sempre i russi: "i giapponesi vengono qui per investire". Io dico sempre ai nostri funzionari: la ExxonMobil partecipa all'estrazione di gas a Sakhalin e GE investe in motori per veicoli ferroviari. In Russia sono attive 600 società americane. Anche il Giappone investe attivamente in Russia. Shinzo Abe non si perde neanche un Forum economico orientale in cui dichiara di cooperare con la Russia. La Corea del Sud invece è eccessivamente passiva. E, ribadisco, è necessario agire con più vigore.

— Perché, a suo avviso, il Giappone, nonostante la sua stretta alleanza con gli USA, potrebbe comportarsi in modo più indipendente in ambito economico e cooperare con l'Estremo oriente russo?

 

— Da noi continua ad essere predominante un modo di pensare prettamente americano. Se uscissimo un po' dai limiti posti dagli americani, ci sentiremmo in soggezione come se fosse successo qualcosa di terribile. Durante i governi di Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun vi furono pochi cambiamenti, ma durante il governo di Lee Myung-bak questa tendenza riprese vigore e fino alla fine del mandato presidenziale di Park Geun-hye, durato 9 anni, la nostra diplomazia è stata assoggettata agli USA.

Il Giappone, invece, sebbene sostenga la sua causa dei giapponesi rapiti in Corea del Nord, afferma che, se questo problema sarà risolto, potrà intraprendere anche ulteriori azioni. E nelle relazioni con la Russia il Giappone insiste sulla restituzione delle 4 isole settentrionali dell'Arcipelago delle Curili, ma con l'aiuto della Russia il Giappone sta convincendo gli USA del fatto che "a causa di questo problema deve cooperare con la Russia". Anche noi dovremmo adottare una posizione simile.

— Quale situazione si dovrebbe creare, a suo parere, perché le sanzioni del 24 maggio venissero eliminate (sanzioni che impediscono alle società sudcoreane di instaurare una cooperazione economica con la Corea del Nord)?

— Tutto dipende da quanto riusciamo a convincere gli USA. È necessario convincere in modo più convincente gli americani. Chiaramente, non possiamo eliminare quella parte che si scontra con le sanzioni dell'ONU, ma in altri ambiti come gli aiuti umanitari vi è una decisione del Consiglio dei ministri per la concessione di 8 milioni di dollari. A una decisione simile, però, non può essere dato seguito anche se non è in alcun modo legata né alla visita di imprenditori della Regione industriale di Kaesong né a ricerche congiunte sulle ferrovie né alle sanzioni del Consiglio di sicurezza. Il fatto che non possiamo nemmeno avviare i lavori preliminari per l'eliminazione delle sanzioni, è per i nordcoreani molto deludente. Dicono arrabbiati alla Corea del Sud: "È davvero necessario obbedire agli USA dopo che abbiamo già adottato la Dichiarazione di Panmunjom e tenuto tre vertici?". E le affermazioni della Corea del Nord hanno un loro senso. È necessario agire più attivamente.

In particolare, preoccupa il fatto che Trump e i conservatori pensino che, "poiché abbiamo imposto alla Corea del Nord importanti sanzioni, questa si arrenderà, comincerà a dialogare con noi e avvierà il processo di denuclearizzazione". Ma non è solo questo. La Corea del Nord porta avanti una logica consequenziale: le armi nucleari vengono prodotte a causa della politica ostile degli USA contro la Corea del Nord. Il Nord non potrebbe contrastare la potenza militare di Corea del Sud e USA insieme. L'importazione di carburante per l'aviazione è limitata e il carburante per i carri armati non è mai sufficiente.

Secondo le sanzioni anti-nordcoreane le importazioni di prodotti petroliferi sono limitate a 500.000 tonnellate l'anno. Quando effettuiamo gli addestramenti Team Spirit (l'ex denominazione delle manovre congiunte di Corea del Sud e USA che al momento sono suddivise in Key Resolve e Foal Eagle), la Corea del Nord non sa come rispondere. Per questo, come strategia asimmetrica stanno sviluppando missili, sottomarini e armi nucleari. Ma i nordcoreani hanno già dichiarato che rinunceranno alle armi nucleari e non effettueranno test atomici o lanci di missili, mentre gli USA affermano che "se non presenterete una lista di tutti i siti atomici nel Paese, non permetterete l'accesso agli ispettori e non avvierete la denuclearizzazione, non ridurremo le sanzioni". La Corea del Nord riuscirà a fidarsi degli USA e a dichiarare tutti i propri siti atomici?

Da noi una discussione simile è avvenuta durante l'incontro con gli americani: perché gli USA hanno già considerato di passare alle armi contro i nordcoreani diverse volte. Davvero non sapete dove tengono le armi nucleari? E posto che la Corea del Nord possegga piattaforme di lancio mobili, anche usando testate anti-bunker se mancaste anche una sola delle piattaforme, questa potrebbe essere usata per rispondere agli attacchi, il che causerebbe importanti danni. Per questa ragione, gli USA hanno rinunciato alle vie militari.

Ma se richiedete di scoprire tutti i siti atomici e improvvisamente le relazioni nordcoreano-statunitensi peggiorano, diventerete ostili e come pensate che sarete considerati in Corea del Nord? Se il Nord non si fida di voi, non penseranno forse allo scenario peggiore possibile? Per questo, le dichiarazioni nordcoreane riguardo al fatto che "la denuclearizzazione è la conseguenza di relazioni sempre più di fiducia tra la Corea del Nord e gli USA" hanno un senso.

— La Corea del Nord ritiene che riguardo alle armi nucleari già in suo possesso sarà difficile trovare un accordo, ma, poiché ha dimostrato di essere pronta a rinunciare a produrne in futuro, bisogna eliminare le sanzioni e firmare un accordo sulla conclusione della guerra. Gli USA non possono più sopportare questa posizione?

— Sì. Tutto dipende dalle scelte di Trump. Dal punto di vista di Trump, tutti i Paesi del mondo sono contro di lui. Ha annullato l'accordo sul nucleare con l'Iran, ha riconosciuto Gerusalemme come capitale e si trova ora in cattivi rapporti con la Palestina, con l'Arabia Saudita per l'omicidio di Khashoggi, con la Turchia, è uscito dal Trattato INF, ha peggiorato ancor di più le relazioni con la Russia, porta avanti una guerra commerciale con la Cina. Quanto alla politica interna statunitense, ha definito il Partito democratico all'opposizione come il "diavolo". È continuamente al centro di scandali legati al razzismo contro i neri. E alla vigilia delle elezioni di metà mandato ad amarlo è forse solamente la Corea del Nord. Se Trump distruggerà anche questo, il fardello politico di una tale decisione sarà molto pesante.

Ma Trump parla della denuclearizzazione nordcoreana come di una guerra a lungo termine: i test atomici e i lanci di missili non vengono più effettuati e questo è riuscito a conseguirlo non eliminando alcuna sanzione. Adesso ha il tempo dalla sua parte. Mentre l'unica cosa che i nordcoreani hanno ottenuto è che non venissero più effettuati gli addestramenti congiunti sudcoreano-statunitensi. Tuttavia, per la Corea del Nord il problema più urgente è quello economico.

Kim Jong-un prevede di incontrare Putin, mentre Xi Jinping di visitare Pyongyang. La Russia e la Cina potrebbero presentare ufficialmente al Consiglio di sicurezza una risoluzione per la riduzione delle sanzioni contro la Corea del Nord. E questa potrebbe mettere in disparte gli USA e collaborare direttamente con l'ONU o ancora avviare una campagna in cui si dichiara pronta alla denuclearizzazione in occasione di una visita del Papa in Corea del nord. Il commercio di contrabbando alla frontiera cinese sta cominciando a riacquistare vigore. Se la Cina e la Russia non osserveranno le sanzioni dell'ONU, l'effetto sperato delle sanzioni stesse svanirà. E gli USA potrebbero trovarsi in una situazione scomoda.

Tuttavia, in fin dei conti, se gli USA non risolveranno la questione nordcoreana, la crescita dell'economia di quest'ultimo Paese sarà limitata.

Non vi sarà nemmeno alcuna forma di cooperazione economica fra le due Coree. La Corea del Sud potrebbe diventare il motore principale dello sviluppo della sua sorella settentrionale. Ma la questione non riguarda tanto la possibilità che Cina e Russia forniscano quell'aiuto che vorrebbe fornire la Corea del sud, quanto il fatto che ad aver bisogno di quest'aiuto sono gli USA. E se Trump deciderà di giocare a lungo termine, la Corea del Nord potrebbe fare lo stesso gioco avvicinandosi a Cina e Russia. Il mandato di Trump è limitato, mentre Kim Jong-un è ancora giovane ed è difficile dire chi ha il tempo dalla sua parte. Dipende tutto da chi durerà più a lungo.

— Cosa ne pensa delle elezioni di metà mandato negli USA? Questi risultati potrebbero influire sulla questione della nuclearizzazione in Corea del Nord?

 — Al senato vinceranno i repubblicani e alla Camera i democratici. A mio parere, si potrebbe anche arrivare all'impeachment di Trump. Non so se avvierà una lunga guerra o se in breve tempo troverà un compromesso e, come diceva il presidente Moon, le sanzioni verranno eliminate se verrà smantellato il complesso nucleare di Yongbyon.

I conservatori dicono che, poiché vengono conservati (altri) siti per l'arricchimento dell'uranio, la distruzione del solo reattore nucleare di Yongbyon non ha alcuna importanza. Ma il sito per l'arricchimento dell'uranio visitato da Siegfried Hecker (professore all'Università di Stanford ed ex direttore del laboratorio nucleare di Los Alamos negli USA) nel 2010 era per l'uranio impoverito utilizzato nelle centrali nucleari. Affinché l'uranio venga impiegato come arma, la concentrazione di urano-235 dev'essere pari al 90%. Mentre a Yongbyon è impoverito perché la concentrazione è inferiore al 20%. E, in verità, per la produzione di armi nucleari è di gran lunga più semplice impiegare del plutonio ottenuto come prodotto della centrale nucleare. Per questo, lo smantellamento delle centrali di Yongbyon è così importante.

Com'è possibile smaltire completamente le armi nucleari? Se verranno aperti altri complessi e verrà annunciata la denuclearizzazione, poi non sarà più possibile dire di avere un programma nucleare. Questo equivarrebbe al ritorno immediato delle sanzioni internazionali. Inoltre, i complessi nucleari non sono nulla senza vettori poiché solo in presenza di sistemi missilistici potrebbero essere impiegati come armi nucleari. La Corea del Nord non è in possesso di bombardieri speciali, ma solamente di missili balistici per sottomarini in fase di elaborazione. I sottomarini diesel dopo l'immersione devono immediatamente risalire in superficie, dunque possono essere rintracciati dai satelliti e venire colpiti. Per questo, finché non avranno sottomarini nucleari in grado di rimanere sott'acqua più di un mese, i missili balistici per sottomarini non possono funzionare come arma strategica. Se non è possibile costruire dei missili, i complessi atomici non rappresentano un problema. Per questo, lo smantellamento dell'infrastruttura nucleare e missilistica a Yongbyon è importante.

I nordcoreani hanno dichiarato di averne concluso la costruzione e di aver creato armi nucleari, ma per farlo avrebbero avuto bisogno di missili balistici intercontinentali che non possiedono. Le tecniche che permettono di sostenere elevate temperature di alcune migliaia di gradi sono complesse. E la situazione economica del Paese non permette loro di avere tali infrastrutture e un tale livello industriale da poter costruire mezzi simili in modo continuativo.

Gli USA devono sfruttare il fatto che la Corea del Nord si sia dichiarata pronta a rinunciare allo sviluppo parallelo dell'economia e delle testate nucleari. È necessario tranquillizzare i nordcoreani e dialogare con loro. La posizione di Kim Jong-un è ulteriormente complicata dalla pressione esercitata dai sostenitori di un approccio più rigido. Questi invitano a "non permettere che il proprio Paese venga considerato come perdente". Poiché si tratta di un Paese che va fiero della propria ideologia dell'autosufficienza (Juche), è necessario mettere in sicurezza la virata strategica di Kim Jong-un. Trump dice di avere un piccolo regalo, ma non ha ancora rivelato di che si tratti. Penso che sia il progetto Rajin-Hasan. Bisogna spingere i nordcoreani alla denuclearizzazione.

— Il presidente Moon Jae-in di recente ha dichiarato che in un prossimo futuro si terrà la visita di Kim Jong-un a Seul. Cosa pensa riguardo all'importanza di questa visita e ai possibili suoi risultati?

 

Donald Trump e Kim Jong-un
© AP Photo / Evan Vucci, Wong Maye-E, File
— Sebbene la Corea del Nord sia delusa dalla sorella del Sud, abbia persino annullato i concerti dei propri artisti a Seul e potrebbe essere sottoposta a difficoltà per via della mancanza della nostra forza amministrativa ed economica, ritengo che la visita di Kim Jong-un a Seul deve tenersi e sarà, infatti, organizzata. Tuttavia, a mio parere, tenuto conto della visita a Mosca di novembre e della preparazione in Corea del Nord per accogliere Xi Jinping, sarà difficile per Kim Jong-un recarsi a Seul quest'anno. Il 17 dicembre dovrà tenere una cerimonia in memoria di Kim Jong-il (deceduto il 17/12/2011). E il numero di esperti che lavorano alla questione sudcoreana è limitato. Per questo, organizzare così tanti grandi eventi in una volta non sarà facile. Ma se sarà raggiunto un accordo sul vertice nordcoreano-statunitense, allora organizzare un vertice a Seul sarà di gran lunga più semplice. E in tal caso la visita potrebbe tenersi senza problemi anche entro la fine dell'anno.

— Se Kim Jong-un si recasse a Seul, di cosa si discuterebbe al vertice?

— Sarà una cooperazione a livello economico alla quale è stato posto il tabù della denuclearizzazione. Ma dipenderà dai sudcoreani. Già ci sono state la Dichiarazione di Panmunjom e la Dichiarazione di Pyongyang del 19 settembre ma nessuna delle due entrava nei dettagli. Chiaramente, non c'è nulla di certo, ma secondo me la situazione è maturata e alcune questioni potrebbero essere risolte.

— Come vede le relazioni economiche tra Corea del Sud e Cina ad oggi? Quali sono gli ostacoli che impediscono una cooperazione migliore?

— A poco a poco le relazioni tra Corea del Sud e Cina si stanno sistemando. Dopo la visita del presidente Moon in Cina alla fine dell'anno scorso i turisti cinesi hanno cominciato gradualmente ad aumentare ed è cresciuto anche il numero dei tour senza visto organizzati dalle compagnie di viaggio. Non so se dopo i controlli ambientali saranno disposti in modo permanente i sistemi THAAD (Difesa d'aria terminale ad alta quota). Tuttavia, purché non ne mettano altri, tutto rimarrà nella norma.

— Ma dal punto di vista della Cina si tratta di calpestare i suoi interessi strategici.

 — In seguito alla visita dell'ambasciatore Lee Hae-chan in Cina (nel maggio del 2017, subito dopo l'inizio del mandato di Moon Jae-in) si è trovato un accordo in tre punti sui THAAD. Primo punto: non saranno dispiegati nuovi sistemi. Secondo punto: i THAAD non saranno inclusi nei sistemi di difesa antiaereo americani. Terzo punto: non verrà conclusa un'alleanza militare tra Corea del Sud, USA e Giappone. La Cina considera quest'alleanza militare una "piccola NATO". Secondo la Cina, come in Europa la NATO si trova confrontata alla Russia, in Asia orientale questa alleanza militare potrebbe contrapporsi alla Cina. Il nostro Partito democratico è contro a tale alleanza. E finché al potere vi sarà il Partito democratico, questi tre punti saranno osservati.

— Secondo lei qual è il futuro del progetto "Una cintura, una strada"? Se i sudcoreani vi partecipassero, quali sarebbero i vantaggi?

 — Molti Paesi vicini si oppongono a questo progetto. Penso che la Cina debba adottare l'approccio del vantaggio reciproco e non quello della monopolizzazione. Infatti, non è possibile portar via tutte le risorse e non far altro che aumentare i debiti.

Chiaramente gli altri Paesi faranno resistenza se ad occuparsi della costruzione saranno solamente cittadini cinesi. Nel caso in cui la Corea del Sud parteciperà al progetto e insieme penetreranno in mercati terzi, ci potrebbe essere un determinato profitto. In particolare, dovremmo creare una sinergia nel Territorio del Litorale attraverso l'interazione della nuova politica orientale della Russia, la nuova politica settentrionale della Corea del Nord e il progetto cinese "Una cintura, una via".

— Uno dei risultati della visita di Shinzo Abe in Cina è stata la decisione congiunta riguardo alle attività sui mercati dei Paesi terzi. La Corea del Sud potrà prendere in considerazione scenari simili?

 — Il Presidente Moon ha fatto la stessa proposta durante la sua visita in Cina.

— La Cina e la Corea del Sud potranno partecipare insieme all'ammodernamento della rete ferroviaria che percorre la costa occidentale della Corea del Nord?

 — Tale questione va affrontata con prudenza. Al momento non sono stati approvati i progetti per l'ampliamento della rete ferroviaria ad alta velocità cinese da Dandong (in Cina) a Sinuzhu (in Corea del Nord) e la successiva posa del tratto in territorio nordcoreano. È una questione di sovranità ferroviaria. Vogliamo che fino a Sinuzhu arrivi il nostro treno ad alta velocità.

— Alcuni ritengono che la Corea del Nord voglia allearsi con la Cina e la Russia per creare competizione con la Corea del Sud nel processo di ammodernamento delle proprie ferrovie.

 — Potrebbe anche essere, ma i nordcoreani sanno che è la Corea del Sud a fornire la maggior parte degli aiuti in tal senso. La Corea del Nord dovrebbe essere più prudente a relazionarsi con la Cina.

— Le autorità giapponesi prevedono entro la fine dell'anno di avviare i lavori per il dispiegamento della base militare sull'isola di Ishigaki. In che misura questa decisione si rifletterà sulle relazioni economiche tra Cina e Giappone?

 

i sistemi d’arma antiaereo S-400 Triumf
© Sputnik . Ministry of Defence of the Russian Federation
— È una questione complicata che riguarda la sicurezza dei vari Paesi. Se per rafforzare la sicurezza rafforzo gli armamenti, peggiorerà la sicurezza dell'avversario. Quindi anche loro correranno ai ripari, poi voi produrrete missili, e loro sistemi di difesa. Poi ancora sistemi ultrasonici in grado di colpire i sistemi di difesa e così via. Per questo, è necessario creare al più presto un sistema di sicurezza collettiva. E questo è il compito del Comitato straordinario per la pace e la cooperazione nel Nord-Est asiatico. Sarà il nostro partito a svolgere questo ruolo perché siamo fermamente contro l'alleanza militare con il Giappone. Siamo preoccupati, in particolare, per la possibilità di una nuova Guerra fredda che preveda la divisione in due blocchi: Corea del Nord-Cina-Russia e Corea del Sud-USA-Giappone. Il Giappone seguendo gli insegnamenti de L'arte della guerra (孫子兵法) applica il principio "alleati con chi è lontano e combatti chi è vicino (遠交近攻): infatti, intrattiene buone relazioni con gli USA e attacca la Cina. Ma la Corea del Sud non può mettersi sullo stesso piano della Cina, per questo dobbiamo adottare il principio "alleati con chi è lontano e sii in buoni rapporti con chi è vicino" (遠交近親): infatti, intrattiene relazioni diplomatiche con gli USA ed è in buoni rapporti con i Paesi confinanti. La "politica del raggio di sole" di Kim Dae-jung nei confronti della Corea del Nord seguiva proprio questo principio.

— Quali sono i vostri progetti di cooperazione con la Russia?

 — La nostra banca per le PIM, la Industrial Bank of Korea, ha aperto una filiale a Vladivostok e mi hanno chiesto di recarmici. Per questo, il 20 e 21 novembre mi recherò a Vladivostok per un viaggio di lavoro. Inoltre, presto sarà inaugurato il forum russo-sudcoreano di cooperazione regionale a cui parteciperanno il ministro russo per lo sviluppo dell'Estremo oriente russo, nonché il Presidente sudcoreano. 

 

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