15:10 18 Novembre 2018
Il ministero degli Esteri a Mosca

Sanzioni Iran, ministero esteri russo: la politica USA va rivista

© Sputnik . Maksim Blinov
Politica
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Il secondo pacchetto si sanzioni statunitensi contro l’Iran, che entreranno in vigore il 5 novembre, mira ad interrompere l’accordo sul nucleare iraniano. Lo ha dichiarato oggi il ministero degli esteri russo.

"La nuova ondata di sanzioni contro l'Iran annunciata da Washington punta a vanificare gli sforzi globali nell'ambito del Piano d'azione congiunto globale", afferma una nota ufficiale del ministero.

Lo scorso 8 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il ritiro di Washington dall'accordo sul nucleare iraniano, che prevedeva la cancellazione delle sanzioni contro Teheran in cambio dell'abbandono del suo programma nucleare.Tuttavia, l'amministrazione Trump sostiene che l'Iran ha portato avanti il suo programma, malgrado i dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) provino il contrario. Il primo pacchetto di sanzioni è entrato in vigore il 7 agosto.

Le nuove sanzioni americane colpiranno il settore energetico, le operazioni con gli idrocarburi e la Banca centrale dell'Iran. Inoltre le misure restrittive saranno applicate anche al sistema di pagamento SWIFT, al fine di "continuare un'intensa pressione economica sul regime iraniano", ha spiegato il segretario al tesoro degli Stati Uniti, Stephen Mnuchin.

Alla ricerca di modi per aggirare il primo pacchetto di sanzioni statunitensi, l'UE ha intensificato "gli sforzi per preservare canali finanziari efficaci con l'Iran".

"In particolare, sono state adottate misure per creare un meccanismo speciale che consenta agli importatori e agli esportatori europei di condurre affari legali con questo paese", ha fatto sapere l'ufficio stampa dell'UE.

Nel perseguire tale politica, l'UE difende i suoi interessi economici in Iran, ha affermato Nikolai Topornin dell'università moscovita MGIMO.

"Questo è uno stato solvente e avendo petrolio può attirare a sé varie tecnologie dell'Unione Europea. Dopo l'introduzione del secondo pacchetto di sanzioni statunitensi, molte operazioni saranno a rischio perché sarà impossibile pagarle", ha detto l'esperto in un'intervista a RT.

Il ministero degli esteri russo ha ricordato che la politica di pressione sull'Iran non ha portato i risultati sperati e ha invitato Washington ad abbandonare i tentativi di influenzare la situazione politica iraniana.

"Se Washington è veramente interessata ai negoziati con Teheran, allora la politica di pressione delle sanzioni per ridurre il potenziale economico e difensivo dell'Iran dovrebbe essere immediatamente rivista. Dai molti anni di esperienza si evince che sarà impossibile ottenere concessioni dall'Iran usando metodi di pressione", continua la nota.

Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif venerdì 2 novembre ha incontrato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i ministri degli esteri di Germania, Danimarca e Svezia, i quali hanno confermato il loro impegno sul Piano d'azione congiunto globale.

Allo stesso tempo, sabato 3 novembre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha presentato una proposta per concludere un accordo "più globale" con l'Iran per interrompere definitivamente le aspirazioni nucleari di Teheran. Il ministero degli esteri russo ha definito questa proposta "ipocrita", dal momento che le azioni degli Stati Uniti hanno distrutto gli accordi già esistenti.

"Lo stato delle cose nel campo della sicurezza globale si sta deteriorando. Gli Stati Uniti stanno ora sferrando un altro duro colpo al Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, che con la scusa della necessità di rafforzarlo stanno di fatto portando la questione al suo collasso", ha sottolineato il ministero.    

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accordo sul nucleare iraniano, nucleare, accordo, Sanzioni, Iran, USA, Russia
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