15:25 15 Novembre 2018
Residents of Pristina holding a new flag of the self-proclaimed republic of Kosovo

Presidente Serbia: “forze armate del Kosovo possono destabilizzare l'intera regione

© Sputnik . Iliya Pitalev
Politica
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Non solo la creazione dell'esercito del Kosovo non rispetta il diritto internazionale, ma la decisione di crearlo è stata fatta in violazione della legislazione interna della repubblica autoproclamata. Delle forze armate a pieno titolo destabilizzerebbero l'intera regione e potrebbero essere utilizzate per una pulizia etnica.

Nella sua intervista con Sputnik il presidente della Serbia Aleksandr Vucic sostiene che Pristina annuncerà la creazione dell'esercito il 28 novembre, il giorno della bandiera albanese, e che presenteranno questa notizia come il miglior regalo per la nazione albanese. Nonostante il comandante delle Forze di sicurezza del Kosovo, (questa è una specie di "pre-esercito", unità armate con una gamma limitata di compiti, armi e numeri: 2.500 persone attive e 800 riservisti) Rahman Rama, abbia negato questa informazione, la questione della formazione di forze armate a pieno titolo nella repubblica autoproclamata e le implicazioni di questa decisione per la sicurezza regionale continua a essere attivamente discussa nei media balcanici.

Ricordiamo che il 18 ottobre il parlamento del Kosovo ha aggirato la richiesta costituzionale per la necessità di ottenere l'appoggio di due terzi dei deputati delle minoranze nazionali e ha adottato un pacchetto di leggi sulla trasformazione KSS in un esercito, nonostante il fatto che i parlamentari della Repubblica Srpska lista abbiano boicottato il voto, lasciando l'aula. I rappresentanti dei serbi del Kosovo hanno 9 mandati nel parlamento del Kosovo, e i rappresentanti di altre minoranze nazionali ne hanno 11, quindi è impossibile ottenere due terzi dei voti dei deputati delle minoranze nazionali senza la "lista serba".

Una delle questioni che preoccupano la Serbia a questo riguardo è il destino della missione internazionale di assicurare la stabilità in Kosovo sotto la guida della NATO-KFOR, istituita nel 1999 in conformità con la risoluzione n. 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In base al diritto internazionale vigente (questa risoluzione rimane in vigore, nonostante le gravi violazioni dei suoi regolamenti nel 2008, quando il Kosovo ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia e una parte della comunità internazionale ha riconosciuto la sua sovranità), la KFOR è l'unica formazione armata che agisce legittimamente su questo territorio.

Il tenente colonnello in pensione del controspionaggio serbo, Ljuban Karan, in una intervista con Sputnik ha osservato che la presenza di una missione militare internazionale nella repubblica autoproclamata perderebbe ogni significato se venisse formato un esercito kosovaro. Allo stesso tempo, l'esperto nega la possibilità che il nuovo esercito del Kosovo erediti i compiti del KFOR.

"È semplicemente impossibile perché il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non potrà mai prendere una decisione del genere a causa della Russia o della Cina".

"Il fatto stesso che si consideri la possibilità di creare questo esercito, già si minimizza il loro ruolo. Questo può essere interpretato come una preparazione per ridurre la presenza della missione e il suo ritiro dal Kosovo, perché il compito della KFOR è quello di stabilizzare questo territorio, e l'esercito del Kosovo viene creato per destabilizzarlo".

Karan crede che Belgrado dovrebbe preoccuparsi, prima di tutto, della formazione di una vera forza militare in Kosovo, che potrebbe occupare il nord della regione dove si trovano i civili serbi:

"Sappiamo tutti perché questo esercito viene creato. È stato creato per occupare il nord del Kosovo e catturare le strutture strategiche che si trovano lì (la centrale idroelettrica, il bacino di Gazivoda e la Miniera di Trepca). Inoltre, nel caso in cui l'accordo con la Serbia non venga raggiunto, le operazioni potranno essere condotte con l'obiettivo di una totale pulizia etnica di questa parte del Kosovo".

Tuttavia, l'ex ufficiale del controspionaggio serbo non crede che la NATO stia cercando di ritirarsi da questa regione, soprattutto tenendo conto degli sforzi dell'Alleanza per includere la Macedonia. "In effetti, permettendo a Pristina di formare un esercito, vogliono fare pressioni su Belgrado e causare una crisi simile a quella macedone in Serbia", dice.

Si stima che l'esercito del Kosovo consisterà di 8.000 uomini, 3.000 dei quali saranno in riserva.

Le forze armate del Kosovo differiranno non solo dal punto di vista quantitativo delle attuali forze di sicurezza del Kosovo: il KSS ha il diritto di agire solo in caso di disastri o calamità naturali, ed è chiamato a "proteggere la sovranità e l'integrità territoriale del Kosovo".

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Tags:
guerra, Relazioni Internazionali, relazioni diplomatiche, Guerra, guerra in kosovo, KFOR, NATO, Alexander Vucic, Kosovo, Serbia
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