23:28 18 Novembre 2018
Presidente serbo Aleksandar Vucic

Intervista esclusiva del presidente della Serbia a Sputnik

© Sputnik . Радоје Пантовић
Politica
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"Sono felice che il presidente della Russia rispetti il fatto che la piccola Serbia sia riuscita a conservare la sua indipendenza, il diritto sovrano di prendere le proprie decisioni e possa mantenerlo", - rileva il presidente serbo il giorno dopo la notizia secondo cui Vladimir Putin lo premierà con l'ordine Alexander Nevsky.

— Dopo l'incontro con Putin (2 ottobre 2018 – ndr) è trapelata nei media l'indiscrezione secondo cui avrebbe proposto la divisione del Kosovo tra la parte serba ed albanese e Putin avrebbe detto che questa opzione non viene presa in considerazione.

— Non dirò mai quello che ho discusso faccia a faccia con il presidente Putin.

— Ma si vedeva che se ne era andato soddisfatto.

— Molto soddisfatto. Il mio primo incontro con Putin è avvenuto durante la visita a Sochi con l'allora presidente serbo Tomislav Nikolic ed il premier Ivica Dacic (attuale ministro degli Esteri — ndr). Da allora, ci siamo sempre capiti bene, molto bene, sulla questione del Kosovo e Metohija. Questo è tutto ciò che posso dire.

— Cosa dice a Putin quando le chiede cosa vuole veramente la Serbia sulla questione del Kosovo e Metohija?

— Gli dico quello che vogliamo. Vogliamo ottenere il massimo di quello che possiamo ottenere per la nostra gente e il nostro Stato, perdere il meno possibile di quello che dobbiamo perdere.

— Cosa si aspetta dalla visita di Putin in Serbia a metà gennaio? Conta che sia più di una visita ufficiale di Stato?

— Mi aspetto molte cose importanti e importanti accordi. Prima di tutto economici ed infrastrutturali, spero anche politici… Siamo al cento per cento dipendenti dal gas russo. Non so quali saranno i rapporti futuri tra la Russia e l'Ucraina. Andrà bene se con la Merkel si accorderanno che i gasdotti vadano in una o due direzioni, ma il mio compito è quello di fare in modo che in Serbia non manchino gli approvvigionamenti di gas. Perché questa è la condizione del nostro sviluppo futuro. Oggi abbiamo bisogno di tre miliardi di metri cubi di gas, entro otto anni ne avremo bisogno di cinque miliardi. Perchè è la base dell'industrializzazione della Serbia. Quando costruiremo un gasdotto e due stazioni di servizio, cresceremo più velocemente.

Mi aspetto risultati eccellenti e penso che il presidente Putin sarà soddisfatto. Quando ho incontrato Putin a Sochi, siamo stati costretti ad ascoltare i rappresentanti della Russia, ma, naturalmente, non era lo stesso Putin a dire che la Serbia non rispetta i suoi obblighi nel debito verso la Russia. Oggi non dobbiamo nemmeno un dinaro. Rispettiamo tutti i nostri obblighi. Siamo un partner affidabile. Non siamo più uno Stato che ha bisogno di aiuti, ce la caviamo da soli. Vogliamo una collaborazione ancora più stretta e di successo con la Russia. E lo avremo su tutte le questioni, sia politiche che economiche.

— Pensa che l'uscita di Angela Merkel, sappiamo che la stima, sarà una circostanza positiva per la Serbia, perché difende apertamente un Kosovo indipendente?

— Temo di no. Non ha nulla a che fare con le nostre relazioni personali. Non ho diritto a curare rapporti personali. Non penso se mi piace o non piace una persona. Anche se questa è importante per la Serbia. Ricordate la crisi nei rapporti con la Croazia, quando il loro premier Milanovic, dopo aver visto il primo migrante al confine del loro Paese, aveva annunciato sanzioni contro la Serbia affermando"perché non li mandate in Ungheria?". E come li mando in Ungheria, se hanno costruito un muro, messo il filo spinato e schierato i cannoni ad acqua? Se non fosse per Angela Merkel, chissà come sarebbe finito questo scontro. Non è una questione di simpatia personale.

— Quindi non ritiene che i cambiamenti in Germania segneranno "tempi migliori" per la Serbia?

— Non lo penso. Vi farò un'altra domanda, perché so che Sputnik è capace di vedere le cose da una prospettiva diversa. Presto ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo. Quale sarà la posizione della Serbia se tutti i partiti si uniranno contro una coalizione di forze conservatrici e nazional-popolari di destra? Se i liberali, i socialdemocratici, i verdi, i socialisti, i comunisti faranno un'alleanza? In che posizione ci ritroveremo? Meglio non rispondere nemmeno. Se questo accadrà, e tutto va in questa direzione, cosa faremo allora?

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Tags:
Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Sputnik, Aleksandar Vučić, Vladimir Putin, Angela Merkel, Balcani, Kosovo, Serbia, Russia
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