07:16 17 Novembre 2018
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Esperto serbo: Trattato INF blocca il “sogno americano” del mondo unipolare

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Politica
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Nel perseguire il dominio incondizionato nel mondo, gli USA vogliono sacrificare il Trattato INF e iniziare una nuova corsa agli armamenti. Washington incolpa Mosca di tutti i peccati capitali per stanziare più fondi per nuovi programmi missilistici, l'espansione della NATO ad est e altre vecchie abitudini, insensate nel moderno mondo multipolare.

Ieri, in Nevada, Donald Trump ha annunciato l'intenzione degli USA di ritirarsi dal Trattato INF, giustificando il tutto sostenendo che Mosca abbia violato i suoi termini per molti anni.

L'accordo fu firmato da Mikhail Gorbachev e Ronald Reagan nel 1987. Le parti concordarono di interrompere la produzione e i test di missili balistici e da crociera a medio raggio e a corto raggio, nonché di distruggere i sistemi missilistici esistenti corrispondenti a queste caratteristiche. Nel giugno del 1991, l'accordo fu pienamente attuato: l'URSS distrusse 1846 sistemi missilistici e 117 strutture, gli Stati Uniti 846 sistemi a 31 strutture.

Varie fonti del ministero degli Esteri russo credono che il motivo principale dietro la decisione di Trump sia il "sogno americano di un mondo unipolare".

L'esperto militare serbo, capo del Forum di sicurezza euroasiatico, il generale in congedo Mitar Kobac ritiene che, da un punto di vista militare, questo passo degli Stati Uniti sia ingiustificato: è piuttosto una questione di approccio geostrategico americano e, soprattutto, una mossa del "deep state" per accedere "alle risorse della Federazione Russa e per una ulteriore espansione della NATO ad est.

"Le vecchie scorte di missili terra-terra con un raggio da 500 a 1000 chilometri sono considerate armi operative tattiche nel teatro europeo delle operazioni". Stiamo parlando della modernizzazione o la produzione di nuovi missili di questa classe, il cui potere distruttivo supererebbe significativamente le caratteristiche degli analoghi esistenti. La loro intenzione è quella di aggiornare gradualmente l'arsenale missilistico di questa classe sul territorio europeo e quindi creare uno "spartiacque" nell'Europa orientale, dal Baltico al Medio Oriente", spiega l'esperto a Sputnik.

Kobac concorda con la tesi di Mosca secondo cui gli Stati Uniti sono guidati dal "sogno di un mondo unipolare", e che Washington sia guidata dalla logica di una forza unidirezionale ereditata dagli ultimi decenni dagli americani, secondo la quale ogni conflitto può essere risolto militarmente. "È difficile per loro abbandonare questo contesto strategico, nonostante il fatto che il mondo multipolare esista già", ha detto l'esperto militare serbo.

"Questo si osserva sia in Medio Oriente, che in Estremo Oriente, e questo è particolarmente evidente guardando alle azioni della Cina, alle aspirazioni militari americane e ai suoi tentativi di dominare il territorio. In Occidente, non comprendono la realtà, non capiscono che non c'è più il dominio di una sola forza e delle organizzazioni da essa create, come la NATO e l'Unione Europea, che da tempo ha cessato di esistere un'unione esclusivamente economica, che ora, politicamente e in termini di sicurezza, è per lo più un sottosistema della NATO ", continua Kobac.

Alla domanda da cosa potrebbe derivi esattamente questa situazione, Kobac replica che la ragione principale per la decisione degli Stati Uniti dovrebbe essere ricercata proprio nel significativo progresso tecnico-militare della Russia negli anni passati.

Se gli Stati Uniti si ritirano dal trattato sui missili a media e bassa gittata, la risposta della Russia sarà istantanea e speculare, ha detto il presidente russo Vladimir Putin.

"A causa del panico causato dallo sviluppo di armi russe, gli americani hanno iniziato ad accusare la Russia nella speranza di guadagnare più spazio di manovra nell'assegnazione dei fondi di bilancio per investire di più nei programmi missilistici e compensare per la loro arretratezza. Naturalmente, le dichiarazioni di Trump sono pensate per un pubblico interno, dal momento che non esiste una vera minaccia dalla Federazione Russa: i suoi missili occupano posizioni difensive, sono finalizzati a proteggere il territorio della Russia e dei suoi interessi ", ricorda l'interlocutore di Sputnik.

Kobac nota che non ha senso commentare le accuse infondate contro Mosca per presunta violazione sistematica del contratto. Sostiene che, nonostante i grandi budget di programmi per lo sviluppo di nuovi missili, per gli Stati Uniti sarà difficile stare dietro al progresso tecnico della Russia.

"Penso che gli americani non saranno in grado di ottenere un vantaggio strategico nel prossimo futuro, che questa logica di armamento di massa e la produzione di nuovi missili di una certa classe tattico-operativa non cambieranno gli equilibri di potere e non permetteranno alle forze occidentali di consolidare un vantaggio sul territorio europeo, specialmente tenendo conto delle caratteristiche dei moderni missili russi che sono già stati messi in servizio o saranno messi in servizio nei prossimi anni", conclude Kobac.

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