12:47 18 Novembre 2018
Tallinn, Estonia

Estonia calcola “l’ammontare dei danni dell’occupazione sovietica”

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Politica
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Una commissione estone sta calcolando l’ammontare dei danni risultati dalla cosiddetta occupazione sovietica che sarebbe pari a 89 miliardi di rubli, che al tasso attuale sarebbero 1,2 miliardi di euro, ha riferito lunedì il servizio stampa del Ministero della Giustizia dell'Estonia.

In precedenza, il Ministro degli Esteri estone Sven Mikser ha dichiarato di non ritenere ragionevole chiedere un risarcimento alla Russia per i danni causati dalla cosiddetta "occupazione sovietica". Il Ministro ha aggiunto che tali iniziative non trovano comprensione tra i partner del paese.

Il rapporto della commissione indica le cifre del danno: 49.500 persone sono state vittime delle repressioni di Stalin, 24.100 persone sono morte durante la seconda guerra mondiale e 139.400 persone sono state costrette a lasciare l'Estonia a causa della perdita del distretto di Pechersk e a causa della perdita dei territori dietro Narva ha perso 213.000 persone ", ha detto in una nota il Ministero della Giustizia.

Il rapporto afferma che dal 1948 al 1985 l'Estonia ha perso un milione di ettari di terreni agricoli. L'inquinamento delle acque superficiali dal 1950 al 1990 è stato stimato in 20 miliardi di rubli, l'inquinamento delle acque sotterranee è stato stimato in 60 miliardi di rubli. La collettivizzazione forzata ha distrutto l'agricoltura del paese e causato danni per 3 miliardi di rubli. Molta manodopera è stata portata in Estonia e la quota di estoni nella composizione nazionale della repubblica è diminuita dall'89% nel 1941 al 61% nel 1989, ha detto il Ministero della Giustizia.

Secondo il Ministro della Giustizia Urmas Reinsalu, molte perdite non possono essere misurate in denaro, ad esempio la distruzione dello stato, la cultura, l'istruzione, lo sviluppo di una società libera. Reinsalu ritiene che il lavoro sul calcolo dei danni debba essere continuato.

La leadership russa ha ripetutamente affermato che non si possa assolutamente parlare di un'occupazione dei paesi baltici nel 1940 da parte dell'URSS. Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha spiegato che considera l'adesione degli stati baltici all'Unione Sovietica come conforme alle norme del diritto internazionale di quel tempo. Secondo le autorità, il termine "occupazione" non dovrebbe essere utilizzato, in quanto tra l'URSS e gli Stati Baltici non c'è stata alcuna ostilità e il dispiegamento di truppe è stato effettuato su base contrattuale, e con il consenso esplicito delle autorità esistenti nelle repubbliche. Inoltre, in Lettonia, Lituania ed Estonia, mentre facevano parte dell'Unione Sovietica (ad eccezione dell'occupazione della Germania durante la Grande Guerra Patriottica) governavano le loro autorità nazionali.

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Tags:
Economia, danni, Danni all'economia, il ministero degli Esteri, Sven Mikser, Stalin, Estonia
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