10:29 21 Ottobre 2018
Pristina

L’esercito come ultima speranza, “il Kosovo teme l’opposizione interna”

© Sputnik . Iliya Pitalev
Politica
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Il Kosovo non ha un esercito e non può istituirne uno perché sarebbe contrario alla costituzione. Per cambiare la costituzione bisogna che due terzi dei rappesentanti dei serbi kosovari votino a favore.

Il 28 settembre dopo un incontro con il Ministro della Difesa americano James Mattis, il Premier della Repubblica autoproclamata del Kosovo Ramush Haradinaj ha annunciato che gli USA benedicono "la trasformazione delle forze di sicurezza del Kosovo in forze armate a pieno titolo. Ha anche detto che Mattis ha espresso la volontà dell'amministrazione statale statunitense di sostenere Pristina nel processo negoziale con Belgrado.

Questo è l'unico risultato che i rappresentanti di Pristina hanno raggiunto la scorsa settimana attraverso la "diplomazia dietro le quinte" nella riunione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Se non fosse per questa dichiarazione di Haradinaj, non confermata da nessuno dei funzionari ufficiali statunitensi, tuttavia, i rappresentanti del Kosovo sarebbero tornati a casa senza niente.

L'analista politico Prefrag Rajic ricorda che gli albanesi kosovari negli anni passati hanno cercato penetrare nelle istituzioni delle Nazioni Unite "dalla porta di servizio", ma quest'anno, a suo avviso, per la prima volta hanno subito un fallimento catastrofico.

L'interlocutore di Sputnik è convinto che le dichiarazioni del Premier kosovaro servano a rafforzare la propria posizione politica e anche le attività del presidente del Kosovo Hashim Thaçi che ha deciso di fare un giro in barca sul bacino di Gazivod, situato nel nord del Kosovo, dove vivono principalmente serbi, accompagnato dalle forze armate speciali. Rajic ritiene che l'intera faccenda sia legata al nel peso politico del partito di opposizione del Kosovo Albin Kurti Autodeterminazione (Vetëvendosje).

"Dichiarando che l'America" ha benedetto la formazione dell'esercito kosovaro, Haradinaj sta cercando di convincere tutti che è la figura politica più vicina  a Washington, anche se non sono sicuro che sia vero. Sia lui che Thaçi sono stati comandanti militari, in Kosovo sono chiamati "politici forestali". Credo che abbiano paura, perché la crescente influenza della "resistenza" sta diventando sempre più ovvia. Le grandi manifestazioni del fine settimana lo hanno dimostrato ", ha detto un esperto serbo.

Rajic ritiene che l'assenza della conferma delle parole del leader kosovaro da parte degli Stati Uniti significa che questi ultimi attualmente non sono pronti ad una "avventura" del genere, che richiederebbe la violazione di molte regole, che Washington a sua volta non ha sostenuto.

"Negli utlimi anni Washington ha fatto dichiarazioni contrastanti sulla formazione dell'esercito del Kosovo. Ovviamente, gli stessi americani non sono sicuri se vogliono sostenere questo progetto ", spiega l'interlocutore di Sputnik. Parla della possibile "filipizzazione" del Kosovo:

"E se l'esercito kosovaro venisse formato, e poi in 10-15 anni accadesse qualcosa che oggi sarebbe inimmaginabile, per esempio, che il Kosovo, il più grande alleato degli Stati Uniti veda l'elezione di un presidente apertamente anti-americano, come è successo nelle Filippine con Rodrigo Duterte, che sta facendo il possibile per rompere tutti i legami con gli Stati Uniti, specialmente nel campo della sicurezza, e per avvicinarsi alla Cina".

Secondo Rajic, oggi tale situazione sembrerebbe impensabile ma a lungo termine, se il Kosovo è autorizzato a ricevere tutte le prerogative di uno stato sovrano, non si può escludere l'emergere di una nuova generazione di politici albanesi.

"Acquisendo gli attributi di uno stato a pieno titolo, con un esercito, il Kosovo avrebbe l'opportunità di riconsiderare completamente la sua politica estera e iniziare a guardare verso un'altra parte, e non solo verso Washington", conclude.

Milovan Dretsun, presidente del comitato parlamentare per il Kosovo e la Metodjia, afferma di non accettare la dichiarazione di Haradinaj come segno che gli Stati Uniti sostengono la formazione dell'esercito del Kosovo senza il consenso dei serbi.

"La posizione di Washington è che l'America sarà pronta a sostenere il piano per creare le forze armate del Kosovo solo se si osserverà la procedura prescritta dalla legge. E questo significa che Pristina ha bisogno di ottenere due terzi dei voti dei deputati che rappresentano le minoranze nazionali, vale a dire due terzi dei voti dei deputati serbi del parlamento del Kosovo, e cambiare la cosiddetta costituzione del Kosovo. Penso che gli Stati Uniti aderiscano ancora a questa posizione ", crede Dretsun.

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Politica, politica, guerra in kosovo, Politica americana, Il Ministero della Difesa, James Mattis, Hashim Thaci, Kosovo
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