10:47 21 Ottobre 2018
Urna elettorale

La miglior difesa è l'attacco: chi realmente "disturba" le elezioni dei Paesi balcanici?

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Politica
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In Macedonia domenica si svolgerà il referendum, in cui i cittadini voteranno se vogliono essere chiamati macedoni del nord all'interno della UE e della NATO o semplicemente macedoni al di fuori di tutte queste organizzazioni, mentre in Bosnia il 7 ottobre si svolgeranno le elezioni politiche.

Alla vigilia di questi eventi importanti della vita politica della regione, personaggi di primo piano provenienti dai Paesi della UE e dagli Stati Uniti si sono recati assiduamente nei Balcani, tuttavia per qualche motivo oscuro l'Occidente ha ancora accusato la Russia di interferire e disturbare il processo elettorale.

Mentre in Bosnia-Erzegovina vanno ancora avanti le discussioni sui finanziamenti degli Stati Uniti e del Regno Unito arrivati per influenzare le elezioni (l'Ambasciata americana avrebbero stanziato 10 e 20 milioni di dollari rispettivamente per contrastare il candidato serbo-bosniaco Milorad Dodik — ndr), la visita del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è stata bollata come "un'ingerenza negli affari interni della Bosnia-Erzegovina".

In Macedonia, la situazione è ancora più interessante: quasi ogni giorno si recano in pellegrinaggio a Skopje i protagonisti dei Paesi occidentali, che dal posto accusano di interferire negli "affari interni del nuovo Stato" ancora la Russia!

Il direttore del portale di notizie macedone Infomax Aleksandar Mitevski ha dichiarato a Sputnik di percepire le accuse di ingerenza nel referendum macedone contro la Russia unicamente come un esempio di umorismo o di satira.

"Quanto è grande l'influenza della Russia nel referendum macedone la potete vedere voi stessi. Forse Stoltenberg, la Merkel, Hahn e la Mogherini hanno ricevuto la cittadinanza russa. Altrimenti non capisco di che ingerenza si parli. Viene pompata una vera e propria psicosi. Penso che in questo modo le autorità macedoni stanno dimostrando ai loro sostenitori come lottano contro una grande potenza, cosa per cui verranno naturalmente ricompensate. Questo è tutto, nulla di più", sostiene Mitevski.

L'ex ambasciatore della Repubblica Federale di Jugoslavia in Bielorussia Srecko Djukic sostiene che le potenze occidentali da decenni influenzano le elezioni in tutto il mondo, ma ora hanno iniziato ad attribuire il ruolo di manipolatore a Mosca.

"È come gridare al lupo mentre la volpe ti prende le tue galline", dice l'ex diplomatico.

La dichiarazione del premier macedone Zoran Zaev, secondo cui non c'è alcuna prova dell'interferenza russa nel referendum  per Djukic è corretta e rispettosa, e lo vede come un segnale di coraggio del leader macedone, "tenendo conto del fatto che il suo Paese è "occupato dai politici occidentali".

"Viviamo in un'epoca in cui si specula molto sull'influenza della Russia sui processi elettorali, sebbene tutte queste discussioni siano incredibilmente lontane dalla verità", conclude l'interlocutore di Sputnik.

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Democrazia, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Occidente, Ingerenze, Unione Europea, NATO, Bosnia-Erzegovina, Balcani, Macedonia, Gran Bretagna, UE, USA, Russia
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