07:39 19 Settembre 2018
Thilo Sarrazin (Archivbild)

Thilo Sarrazin: “Basta immigrati musulmani!”

© AP Photo / Gero Breloer
Politica
URL abbreviato
7151

Due settimane fa ha visto la luce il nuovo controverso libro di Thilo Sarrazin “Hostile Takeover” (Feindliche Uebernahme) che ha le carte in regola per diventare l’ennesimo suo bestseller. Nel libro l’autore ammonisce riguardo ai pericoli che lui vede nell’islam.

Nell'intervista rilasciata a Sputnik Sarrazin chiede che venga posta fine ai flussi clandestini di profughi, "in extremis anche per via militare". Sarrazin ha anche espresso la propria opinione riguardo alla "politica errata" condotta dalle autorità a causa della quale si sono resi possibili la nascita del partito "Alternativa per la Germania" e i recenti eventi di Chemnitz.

— Signor Sarrazin, com'è stato accolto il suo libro "Hostile Takeover" dal pubblico? Ha notato che adesso le Sue tesi sono sostenute da un numero sempre maggiore di persone?

— Il libro è stato messo in vendita una settimana fa. La settimana prossima sarà numero uno fra i bestseller di Spiegel. Anche se i critici lo recensiscono in maniera estremamente generale e lo denigrano, sembra che i lettori non vi prestino attenzione.

— Come si evince dal titolo, Lei ammonisce il lettore riguardo all'influenza negativa dell'islam sulla società occidentale. Secondo Lei qual è l'aspetto più pericoloso dell'islam? Di cosa ha paura Lei?

— L'islam influenza le persone poiché queste cominciano a percepire tutti come "infedeli". Inoltre, l'islam limita enormemente il ruolo della donna: infatti, in quasi tutti i Paesi islamici le donne si sposano presto, dipendono dal loro marito e hanno molti figli. Alla lunga questo porterà a una predominanza sul piano demografico dei musulmani nel mondo. Ovunque vi sia una minoranza musulmana, questa cresce a ritmi più sostenuti rispetto alle popolazioni che costituiscono la maggioranza. Questa tendenza si osserva in Germania, in Russia e in tutti gli altri Paesi, anche in India. In tal modo, prende piede lo stile di vita di queste persone che negano i valori propri della nostra società. E in tal senso si presenta una minaccia: a un certo punto della storia loro potrebbero far crollare le nostre società.

— Lei scrive che la situazione oggi è peggiore di quanto Lei avesse scritto nel suo libro "La Germania si distrugge da sola", uscito nel 2010. Che cosa, in particolare, è andato peggio?

— L'islam porta con sé un'ondata di violenza e terrorismo. In Occidente si sono riversati flussi ancora più vigorosi di migranti rispetto a quelli che ci aspettavamo. Le speranze che i musulmani potessero conformarsi ai nostri valori e al nostro stile di vita non si sono rivelate fondate.

— Lei ha detto di aver letto il Corano e di averlo trovato incomprensibile, ostile nei confronti delle donne, intollerabile, pieno di inviti all'uso della violenza, ecc. Inoltre, Lei ha affermato di provenire da una famiglia cristiana conservatrice. Ciò significa che probabilmente Lei ha letto anche la Bibbia. E forse ha notato che nemmeno la Bibbia è un libro estremamente tollerante e pacifico. In essa vi sono passaggi che incitano alla violenza.

— Ma la Bibbia svolge un ruolo del tutto diverso rispetto al Corano. La Bibbia è considerata una scrittura comparsa in seguito ad eventi storici e che va interpretata considerando quegli eventi storici. Il Corano, invece, è considerato dalla stragrande maggioranza di musulmani come la rivelazione della parola di Dio dalla bocca di Allah. Dunque, il testo del Corano non viene inserito in alcun contesto ben preciso. Bisogna pensare quando e sotto quale albero a Maometto abbia avuto questa e quella rivelazione. 

— Prima, però, la Bibbia era interpretata letteralmente. Ed è servita la Riforma affinché…

— Sì, ma comunque la Bibbia può e deve essere letta e interpretata alla luce di un contesto storico critico. Del Corano non si può dire lo stesso. Perché il Corano è una rivelazione di Dio. Dunque, il suo linguaggio grossolano, il suo radicalismo, i suoi continui riferimenti alla Guerra Santa, l'evidente sottomissione della donna, ecc. sono aspetti che svolgono un ruolo del tutto diverso.

— Nel Suo libro Lei solleva la questione del rimpatrio dei musulmani "in caso di necessità anche per via militare". Cosa intende? Lei davvero crede che, se si presentasse il caso, sarebbe accettabile aprire il fuoco sui migranti?

— Qui si parla di migrazione clandestina: un tema ben diverso. Chiaramente è legato al fatto che molti dei migranti che arrivano qui clandestinamente sono musulmani. Coloro i quali non hanno un permesso di soggiorno devono essere rimpatriati. Solitamente questa regola dovrebbe valere per tutti i migranti. Ciò significa che anche i russi che si trovano qui senza permesso di soggiorno devono ritornare in Russia. E queste operazioni devono essere svolte in accordo con le autorità russe, nel caso in esame. Per quanto riguarda, invece, i Paesi africani o del Medio Oriente, che non vogliono riprendersi i propri cittadini, prima o poi (quando gli accordi bilaterali diventeranno inutili) arriveremo a dire che queste persone saranno rispedite da dove vengono in ogni caso. Se per fare questo sarà necessario l'intervento dell'esercito, allora così sarà. I migranti irregolari provenienti dal Senegal non in possesso di un permesso di soggiorno in Germania dovranno ritornare in Senegal.

— Non teme che le sue tesi possano essere interpretate come un tentativo di fomentare l'odio e la violenza contro altre persone?

— Credo di no. Io sto solo cercando di analizzare criticamente la situazione e di sollevare la questione relativa al modo in cui il governo e la società debbano affrontare questi problemi. Io in nessun modo invito né direttamente né indirettamente alla violenza contro le persone. È una cosa che non accetto.

— A parte quando parla dell'intervento militare…

— Sì, mi scusi, ha ragione. Ma quando la polizia coglie un ladro in flagrante o ferma un furfante per strada, adotta determinati comportamenti. È così: lo Stato nel nostro sistema possiede il monopolio della violenza.

— Lei individua delle somiglianze tra l'islam e il terrorismo, l'atteggiamento ostile verso le donne, il peggioramento del tasso di criminalità, la riduzione del livello di istruzione della popolazione, la crescita della natalità, il rafforzamento della pressione proveniente dai migranti e l'arretratezza dei Paesi da cui provengono i migranti. Al contrario, non osserva alcun elemento positivo legato all'islam o al Corano?

— Io interpreto il Corano in base a quello che ho capito leggendolo. Tuttavia, mi pare che le mie osservazioni coincidano con quelle della maggior parte dei teologi islamici. Per il resto non faccio altro che constatare fatti e correlazioni fra di essi. Ciò non vuol dire che in casi presi fra loro separatamente i musulmani non possano essere persone simpatiche e pacifiche. Io non parlo delle singole persone.

— Ma davvero Lei non vede nulla di positivo nell'islam?

— No, penso che il mondo sarebbe migliore se l'islam non fosse mai esistito.

— Secondo Lei come sarà la Germania tra 50 anni? Dopotutto la sua tesi per cui si "sarebbe distrutta da sola" si è rivelata quasi profetica.

— Sono molto cauto nelle mie previsioni e posso solo analizzare le tendenze attuali e quelle del passato. Ma personalmente vedo i presupposti per un cambiamento nelle tendenze attuali. Chi nel 1913 cercava di prevedere il futuro della Russia, non poteva prevedere la Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Dunque, in generale potrebbe accadere qualcosa in grado di mutare la tendenza attuale. Non si possono prevedere fatti del genere. Si può solo prevedere lo sviluppo della situazione in base ai dati in nostro possesso. Io non faccio altro che descrivere ciò che vedo.

— Ma se non cambiasse nulla e se il governo per i prossimi 50 anni e oltre continuasse a condurre una politica migratoria liberale, Lei cosa penserebbe dei cambiamenti della nostra società?

— A questo tema è legato proprio il titolo del mio nuovo libro "Hostile Takeover": allora nella nostra società ci sarà una maggioranza islamica.

— Dopo il primo flusso di migranti in Germania negli anni '50 e '60 secondo Lei noi avremmo già dovuto avere una società intollerante e aggressiva. Ma se ci guardiamo intorno…

— Sì, è stato proprio così. Dobbiamo ricordarci che c'erano diversi gruppi di Gastarbeiter. Quelli provenienti da Italia, Spagna e Portogallo o sono rientrati in patria o si sono integrati senza problemi nella nostra società. Ma comunque la maggior parte di loro se n'è andata. La maggior parte dei Gastarbeiter provenienti dai Paesi islamici (prevalentemente Turchia e Marocco), invece, non è riuscita ad integrarsi. Se ci guadiamo intorno e cerchiamo i luoghi in cui vivono i migranti di terza o quarta generazione, ci rendiamo conto facilmente che senza di loro la Germania avrebbe un reddito pro capite più alto e che qui ci sarebbero molte meno tensioni.

— Comunque, la nostra società è molto più tollerante verso le donne, le persone LGBT e i migranti. Le forze di destra hanno rafforzato la propria posizione anche all'interno di molte minoranze. L'economia sta andando molto bene. Nonostante, secondo il Programma per la valutazione internazionale dello studente (PISA), la Germania non occupi i primi posti della classifica, i tedeschi svolgono un ruolo leader in molti settori scientifici.

— Tutto questo è stato raggiunto non grazie ai turchi e agli arabi, ma piuttosto nonostante la loro presenza.

— Nell'ultimo periodo alcuni rappresentanti dell'SPD Le hanno chiesto di abbandonare definitivamente il partito. Il segretario generale del partito Lars Klingbeil ha detto: "Quello che scrive Sarrazin non ha niente a che fare con le posizioni dell'SPD". Perché continua a far parte del partito?

— Ne faccio parte da ormai 45 anni e in questo periodo nulla è cambiato. Chi chiede che io abbandoni il partito dovrebbe leggere il mio libro, perché evidentemente non l'hanno letto.

— Lei si è sempre riconosciuto nell'SPD?

— Io dal momento in cui sono entrato nell'SPD non ho mutato la mia posizione sulle maggiori questioni politiche e da sempre mi batto per difenderle, questo da 45 anni.

— Lei ha anche affermato che oggi non ci sarebbe nel Bundestag Alternativa per la Germania se il Suo partito avesse almeno considerato le Sue tesi. Quindi, cosa avrebbe dovuto fare l'SPD perché Alternativa per la Germania non acquisisse così tanti consensi?

— A partire dal 2010 avrebbe dovuto leggere con attenzione tutto quello che ho scritto sulla migrazione, l'islam e l'euro. Allora non vi era la crisi dell'eurozona, non vi erano programmi per il salvataggio della Grecia, non c'era ancora la migrazione di massa del 2015. Ma nell'estate del 2015 Alternativa per la Germania ha sfruttato il sostegno di poco meno del 5% della popolazione. E alla fine questa politica errata ha portato al rafforzamento di Alternativa per la Germania.

— Se l'SPD avesse ascoltato i Suoi moniti, probabilmente non saremmo arrivati ai disordini di Chemnitz. Cosa ne pensa? Lei comprende la reazione della gente?

— Dobbiamo essere molto cauti con le valutazioni. Sono state uccise persone e questi omicidi sono stati compiuti da migranti. Dunque, è più o meno chiaro che questi omicidi non sarebbero stati commessi, se i responsabili non fossero venuti in Germania. La crescita della violenza porta all'attenzione della politica tedesca varie questioni. Chiunque dica che questo è il risultato di una politica migratoria errata ha assolutamente ragione.

— Lei parla di pericolo di islamizzazione della nostra società. Come si può evitare questo pericolo? Cosa suggerisce Lei?

— I musulmani che vivono qui devono assolutamente integrarsi nella nostra società. Di questo ho anche parlato nel mio libro. Inoltre, è necessario interrompere sostanzialmente ulteriori flussi di migranti verso la Germania.

— Interromperli definitivamente?

— Io ho scritto: "interrompere sostanzialmente". Chiaro. Per fare questo, servirà essere uniti sul piano politico e poi si potrà parlare di altri dettagli.

Correlati:

Germania, deputato: politica della Merkel colpevole dei crimini dei migranti
Slovacchia: Stop a migranti musulmani
Tags:
rifugiati, profughi, migranti, musulmani, islam, Crisi dei migranti, LGBT, Germania
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik