21:10 12 Novembre 2018
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Il senatore espulso dal partito Piattaforma Civica per la sua intervista a Sputnik

© Sputnik . Konstantin Chalabov
Politica
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La sera del 7 agosto alla riunione del partito Piattaforma Civica è stata deliberata l’espulsione dal partito del senatore Maciej Grubski in seguito all’intervista da lui rilasciata a Sputnik. Il partito si è sdegnato per il fatto che Grubski si è permesso di “parlare come Putin”.

"È uno scandalo", ha dichiarato il segretario del partito per le questioni disciplinari Łukasz Abgarowicz. "È una manifestazione di idee che danneggiano gli interessi comuni della Polonia. In primo luogo, manifestare idee simili è una forma di irresponsabilità estrema. In secondo luogo, è un'assurdità, in qualità di parlamentare, parlare a Sputnik, ovvero il "canale propagandistico" del Cremlino che tenta di dividere l'opinione pubblica in Polonia.

Viene qui sotto presentata l'intervista rilasciata dal senatore a Sputnik e pubblicata mercoledì 5 settembre sul sito di Sputnik Polska.

— Innanzitutto, vorrei ringraziarLa per il suo coraggio. Infatti, potreste finire nella lista degli "agenti russi" per aver rilasciato un'intervista a Sputnik. Non ha paura di tali accuse?

Non ho alcun tipo di timore. Al momento Sputnik fornisce uno sguardo alternativo sul mondo. Riguardo ai rapporti tra Russia e Medio Oriente ho un mio punto di vista ormai da diverso tempo di cui parlo periodicamente sui social media. Spesso questo mio punto di vista non coincide con quello che viene detto nei dibattiti pubblici. In questo modo, posso incitare la gente a discutere di questi temi, cosa che ritengo indispensabile in questo periodo storico. Infatti, si tratta di un problema estremamente importante che sta provocando determinate tensioni a livello internazionale.

La libertà di parola deve garantire ad ogni cittadino polacco la possibilità di esprimere le proprie opinioni anche su quei temi che riguardano gli interessi dello Stato. E mi sembra che intrattenere buoni rapporti con la Russia sia negli interessi della Polonia.

Più nel concreto perché i polacchi ne hanno bisogno?

Se creassimo un clima d'odio con la Russia, non ne guadagneremmo niente. Anzi, subiremmo delle perdite, soprattutto economiche. Ad ogni costo vogliamo diventare alleati dell'America. Ma la domanda da porsi è: quali interessi ha l'America in Polonia? Gli americani considerano la Polonia un alleato o cercano solamente un modo per trarne vantaggio?

La Polonia deve considerare ogni cosa dal punto di vista economico. Ad esempio, se noi fossimo costretti ad acquistare petrolio o gas dall'Arabia Saudita o dall'America, cioè a prezzi molto più cari di quelli russi, allora dovremmo cominciare a pensare che cosa ci guadagna il cittadino polacco. I polacchi pagano un carburante più costoso. Ciò significa che ogni polacco paga di tasca propria per l'odio tra la Polonia e la Russia.

Dobbiamo ricordare che i nostri rapporti con la Russia sono più duraturi di quelli con l'America. Con gli USA noi collaboriamo solamente da qualche decennio, dal 1989. Mentre la Russia è un nostro vicino, ci uniscono rapporti plurisecolari e sarà così per sempre. Sì, ci sono stati periodi contrastanti nella nostra storia, ma io non considero la Russia contemporanea un nemico della Polonia. Anzi, potremmo avere rapporti amichevoli a livello economico e culturale.

L'ingerenza dei politici polacchi nelle rivolte del 2014 in Ucraina aveva come scopo il rovesciamento del governo legittimo. Ciò significa che è stato un tentativo di mettere mano nelle questioni interne di un'altra nazione. Ora, col senno di poi, non Le pare che sia stato un errore?

Al momento esiterei riguardo alla mia partecipazione ai movimenti rivoluzionari in Ucraina perché abbiamo visto che non c'è stato nessuno esito positivo. È triste vedere che gli ucraini hanno un atteggiamento pessimo nei confronti della Polonia su questioni storiche. Inoltre, anche i nostri rapporti con la Russia sono compromessi.

Secondo me, in questo momento sembra che il presidente Poroshenko non consideri la Polonia un proprio partner. L'Ucraina intrattiene i propri rapporti con l'America alle spalle della Polonia.

Cosa si può fare per migliorare la situazione?

Vorrei che la politica estera polacca fosse come quella di Austria, Svizzera o Svezia. Questi Paesi hanno buoni rapporti sia con gli USA sia con i Paesi vicini: conducono una politica neutrale, tranquilla e amichevole. E propria una politica del genere andrebbe adottata con i russi.

La Russia è un enorme gigante economico, è un Paese ricco di risorse naturali che, nonostante le sanzioni americane ed europee, rimane stabile e continua a funzionare senza grandi problemi. Possiamo fare affidamento sullo scambio culturale ed economico e riconoscere che i progetti geopolitici russi non includono alcun conflitto con la Polonia.

Cosa pensa di Vladimir Putin?

Lo rispetto molto. Mi sorprende molto quello che fa. In Polonia lo sottovalutiamo e talvolta ne parliamo con ironia. Ma in realtà è uno statista molto intelligente e un politico geniale. Fa gli interessi della Russia nel mondo nel migliore dei modi. Va rispettato anche perché oggi la Russia ha cominciato a parlare una nuova lingua sulla scena internazionale. Ai tempi di Brezhnev e altri, invece, la Russia aveva un altro modo di fare politica a livello internazionale, cioè con i missili.

La Russia di Putin è fiorita dal punto di vista economico e culturale. I russi si fidano di lui e lo sostengono, come hanno dimostrato le elezioni presidenziali alle quali Putin ha raccolto il 77% dei voti. Il governo polacco, invece, si è fatto da parte e non si è nemmeno complimentato con Putin per la vittoria. Penso che i russi se ne ricorderanno perché sono un popolo molto intelligente che analizza bene le situazioni prima di trarne delle conclusioni.

Mi preoccupa il fatto che oggi la Polonia, attraverso le parole del suo primo ministro e del ministro Jacek Czaputowicz, si stia esprimendo in maniera estremamente aggressiva nei confronti della Russia.

Nel giorno delle presidenziali russe alla televisione polacca è stato trasmesso un programma politico in cui i rappresentanti di tutti i partiti all'unisono discutevano del fatto che le elezioni russe non hanno niente a che fare con la democrazia. Tutti erano contenti, anche il conduttore, perché il tema delle elezioni russe "taroccate" era riuscito a mettere d'accordo i politici polacchi che solitamente sono sempre in disaccordo.

La situazione nel Paese è alquanto strana perché, quando in Polonia non vengono rispettati i principi democratici e l'Europa ne parla, la Polonia si offende. Ma noi vogliamo dire la nostra su quello che succede in Russia.

Nel frattempo, il 77% dei cittadini vota per Putin. Nessun politico polacco è in grado di raggiungere questi risultati. Critichiamo la situazione in Russia, ma i russi ne sono contenti. La Russia ormai sta attraversando un periodo di miglioramento, in primis economico. Ma adesso è di moda criticare la Russia. Per questo, credo che molti miei colleghi in Parlamento ripeteranno questo errore.

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Sputnik, Petr Poroshenko, Vladimir Putin, Medio Oriente, Polonia, USA, Russia
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