18:08 18 Agosto 2018
Proteste in Macedonia

L'invito nella NATO: festeggia la Macedonia settentrionale, protesta la Macedonia

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Politica
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All'ultimo vertice della NATO di Bruxelles, Skopje ha ricevuto l'invito ufficiale per entrare nell'Alleanza Atlantica dopo la realizzazione dell'accordo per il cambio di nome delle ex repubblica jugoslava firmato dai primi ministri di Grecia e Macedonia Alexis Tsipras e Zoran Zaev, e le relative modifiche alla Costituzione.

L'invito alla Macedonia, che dovrebbe in base agli accordi chiamarsi Macedonia settentrionale, è stato sostenuto da tutti i 29 Paesi membri della NATO, ha riferito il segretario generale del blocco militare transatlantico Jens Stoltenberg.

La reazione delle varie forze politiche macedoni all'invito ufficiale nella NATO ha portato ad un'ulteriore crescita delle tensioni tra la coalizione di governo e l'opposizione. Il capo del governo macedone Zoran Zaev ha organizzato sabato scorso in 15 città del Paese concerti a festa e comizi, in cui il premier ed i membri del partito al potere Unione Socialdemocratica di Macedonia si sono congratulati con i cittadini per questo evento.

Allo stesso tempo Hristiјan Mitskoski, leader del più grande partito d'opposizione, il Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone VMRO-DPMNE, ha invitato i suoi sostenitori a manifestare di fronte al palazzo del Parlamento ed ha accusato Zaev di uso improprio di denaro pubblico per le celebrazioni in onore dell'annuncio della NATO. Mitskoski chiede le dimissioni del governo e le elezioni anticipate.

Il politologo macedone Branko Gorgevski ha spiegato a Sputnik che cosa ha irritato i rappresentanti del VMRO-DPMNE, che negli ultimi 10 anni al potere hanno sempre sostenuto l'ingresso nell'Unione Europea e nella NATO. Secondo lui, non si tratta di un cambio di visione politica sul corso filo-occidentale, ma è una differenza sulla strada da far percorrere al Paese per raggiungere questo obiettivo rispetto alla via del premier Zaev.

"Il VMRO non è contro la NATO, il partito non ha cambiato la sua posizione, ma è contro la modifica del nome del Paese, è contro l'accordo con la Grecia e le disposizioni contenute. Questo partito è del parere che l'implementazione del trattato non è il modo migliore per l'ingresso della Macedonia nella NATO e nella UE, perché per Skopje il prezzo da pagare per l'adesione è troppo alto", — afferma Gorgevski.

Ha ricordato che l'attuazione dell'accordo Tsipras-Zaev richiede non solo il cambio del nome del Paese, ma anche modifiche alla Costituzione, mentre i deputati del VMRO avevano fatto sapere sin da subito che avrebbero votato contro.

"Nessuno volta le spalle alla NATO e l'UE, il problema è la scelta del percorso d'integrazione euro-atlantico di Skopje: sono state poste condizioni inaccettabili per la maggior parte dei macedoni. Sono inaccettabili per gli stessi greci. E' improbabile un cambio di linea improvviso del VMRO", — dice l'interlocutore di Sputnik.

Il leader del VMRO-DPMNE sottolinea che l'Unione Europea non ha ancora annunciato la data di avvio dei negoziati ufficiali con la Macedonia, mentre l'invito della NATO a Skopje è estremamente subordinato a condizioni. Mitskoski accusa il governo guidato da Zaev, sostenendo che ha scelto una strada perdente, che grava sui cittadini macedoni.

Il premier macedone Zoran Zaev da parte sua ritiene di aver avuto un grande successo verso gli obiettivi dichiarati e la Macedonia dimostra in assoluto miglioramenti. Ha invitato i macedoni a "celebrare il successo", ha dichiarato che "la Macedonia diventerà un alleato delle più potenti nazioni del mondo", ed ha sottolineato che il Paese "terrà il passo con l'Europa."

Per quanto riguarda il riavvicinamento con l'Europa, di cui ha parlato Zaev, il 26 giugno il Consiglio d'Europa ha elogiato i risultati raggiunti dal Paese balcanico sulla strada delle riforme, tuttavia ha rinviato l'avvio dei negoziati d'adesione nel giugno 2019, dal momento che come condizione per le trattative si raccomanda a Skopje di presentare risultati concreti nella lotta contro la corruzione.

Per questo l'opposizione di VMRO-DPMNE vede come un buco nell'acqua i risultati sulla strada verso la UE e la NATO, evidenziando che in entrambi i casi l'invito è accompagnato da condizioni difficili da raggiungere. Mitskoski sostiene che la Macedonia ha soddisfatto tutte le condizioni per l'adesione nella NATO nel 2008.

Intanto in Grecia Panos Kammenos, leader del partito conservatore e nazionalista "Greci Indipendenti", i cui 10 deputati sono per la coalizione del governo del premier Alexis Tsipras decisivi, ha ripetutamente affermato che l'accordo sulla modifica del nome della Macedonia non sarà ratificato dal Parlamento greco e l'ex repubblica jugoslava non potrà entrare nella NATO con il nome di Macedonia settentrionale.

Il referendum sulla modifica del nome del Paese dovrebbe essere indetto in Macedonia entro la fine di settembre o all'inizio di ottobre di quest'anno.

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Tags:
Occidente, politica interna, Unione Europea, NATO, Hristiјan Mitskoski, Zoran Zaev, Balcani, UE, Macedonia
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