08:55 18 Luglio 2018
Bandiere della Turchia e Israele

“Di fatto la Turchia non può considerarsi un membro della NATO”

© REUTERS / Baz Ratner
Politica
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Continua la tensione tra Turchia, Stati Uniti e Israele relativamente alle consegne ad Ankara dei caccia americani F-35.

I militari israeliani in una dichiarazione rilasciata alla rivista americana Breaking Defence hanno chiesto che gli Stati Uniti sospendano le consegne degli F-35 in Turchia ed hanno inoltre sostenuto la necessità di escludere la Turchia dalla NATO.

L'articolo ricorda che l'intelligence israeliana caratterizza la Turchia come "un oppositore dell'Occidente" e sottolinea che Ankara "sostiene la cooperazione con Paesi che perseguono politiche antiamericane".

Esperti e politici turchi intervistati da Sputnik hanno commentato questo articolo e in generale la tensione tra questi Paesi.

In particolare l'esperto nel campo della sicurezza internazionale Can Ünver crede che Israele, comportandosi in questo modo, "cerca di ricoprire il ruolo di unico rappresentante e portavoce degli interessi degli Stati Uniti nella regione".

Sottolineando che l'articolo pubblicato nella rivista Breaking Defence si basa su informazioni non veritiere, l'esperto ha detto:

"nell'ultimo periodo la Turchia mostra una posizione decisa e coerente in politica estera, basata sul primato degli interessi nazionali. Questo contesto desta serie preoccupazioni agli Stati Uniti ed ai Paesi occidentali, vediamo che la Turchia è bersaglio di pesanti critiche da parte loro. In questa situazione Israele rivendica il ruolo di "integerrimo portavoce degli interessi" degli Stati Uniti nella regione.

Questo articolo non contiene nulla di nuovo, si basa su informazioni non veritiere. In sintesi tutti gli argomenti degli autori si basano sulle preoccupazioni relative all'acquisto dei sistemi russi di contraerea da parte della Turchia. Credo che il problema principale sia che la Turchia, sia economicamente che geopoliticamente, spaventa Israele per la sua posizione strategica nella regione e per la cooperazione con i Paesi arabi", ha affermato Ünver.

A sua volta il presidente del partito nazionalista di sinistra non rappresentato in Parlamento "Vatan" (Patria) Doğu Perinçek ritiene che alla luce degli ultimi eventi la Turchia non può più considerarsi un membro della NATO nel pieno senso della parola, in quanto gli Stati Uniti ed Israele conducono operazioni contro l'esercito turco.

"Dagli anni '60 ci battiamo per l'uscita della Turchia dalla NATO. A sua volta l'Alleanza Atlantica considera la Turchia come un obiettivo diretto da diverso tempo.

Basta ricordare come durante le esercitazioni in Norvegia, le foto di Ataturk e del presidente della Turchia siano state usate come nemici convenzionali. Inoltre Stati Uniti, Israele, Grecia e Cipro meridionale conducono costantemente esercitazioni nel Mediterraneo orientale contro le forze armate turche. Il loro obiettivo è distruggere l'esercito turco… Tutto questo dimostra che la Turchia non è di fatto un membro della NATO, perché è considerata dall'Alleanza Atlantico un nemico".

Ricordando che il principale motivo per le minacce contro la Turchia da parte degli Stati Uniti coincida con la decisione di Ankara di acquistare i lanciamissili russi di difesa aerea S-400, Perinçek ha sottolineato: "la decisione sugli S-400 è una chiaro segnale per cui la Turchia segue una nuova strategia di difesa. Alla fine l'uscita della Turchia dalla NATO è inevitabile. Nonostante la Turchia appartenga ufficialmente alla NATO, in realtà ne è già uscita, dopo aver avviato la cooperazione con i Paesi della regione, dell'Asia occidentale e dell'Eurasia e in opposizione al piano curdo dell'America".

In conclusione Perinçek ha detto:

"appartengono ormai al passato i tempi in cui l'America ricopriva il ruolo di forza politica determinante in Turchia per dettare il corso del nostro Paese."

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Geopolitica, Politica Internazionale, Difesa, Occidente, Sicurezza, F-35, Sistema antiaereo S-400, NATO, Medio Oriente, Israele, Turchia, USA
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