05:23 18 Luglio 2018
Zéphirin Diabré

Politico africano denuncia ingerenza francese nelle elezioni in Africa occidentale

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Politica
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L'oppositore del Burkina Faso Zephirin Diabré (secondo nelle elezioni presidenziali del suo Paese nel 2015), ha raccontato a Sputnik che, durante la presidenza di Hollande la Francia ha dato "un sostegno decisivo" ai capi degli Stati africani membri dell'Internazionale socialista.

La Francia, ha sottolineato Diabré, "non osserva sempre con neutralità" quando si svolgono le elezioni in Burkina Faso.

Quattro anni dopo la seconda rivoluzione in Burkina Faso. Cosa è cambiato in questo periodo?

— Nulla, tranne i cambiamenti in peggio del governo. Allo stesso tempo la popolazione è diventata più matura.

Secondo lei, il Burkina Faso ha sfruttato il mondo multipolare o il Paese è ancora vincolato alla tradizionale cooperazione del Nord con il Sud?

— Il paese non è stato lungimirante. Il Burkina Faso non è riuscito a capitalizzare la rivolta [2014]. Eppure era stato un momento storico, quando tutti vi invidiavano. A differenza della Tunisia, il nostro Paese non è riuscito ad approfittarne. Inoltre non è stato rivisto l'atteggiamento nell'economia. Ma non è sorprendente, perché lo schema classico ci spinge lontano dai nostri mentori.

Francia, USA…?

— Sì, mi sembra che siamo in qualche modo ci siamo girati verso la Cina. Questo è un ritorno alle radici (le relazioni tra Burkina Faso e Cina sono riprese a maggio 2018 dopo la rottura dei rapporti tra il Paese africano e Taiwan, ndr).

È difficile, secondo lei, uscire dagli schemi tradizionali? Non ci saranno pressioni per lasciare tutto come prima?

— Non chiediamo l'opinione di nessuno. La partecipazione della Francia è meno significativa di quanto si creda comunemente. Ad esempio, nel settore bancario. La prima banca è del Burkina, la seconda e la terza sono africane e solo dopo loro c'è la prima banca francese. Lo stesso vale per l'industria e le imprese nel nostro Paese.

In quali ambiti è emerso il ruolo della Francia in Burkina Faso?

— Nell'economia, questa influenza è inferiore a quanto comunemente si crede. Nella sfera militare, la Francia ci sostiene, collaboriamo. Per quanto riguarda la politica, il governo francese non rimane certo neutrale quando si svolgono le elezioni nel nostro Paese. So, ad esempio, che molti leader dei Paesi dell'Africa occidentale eletti durante la presidenza di Hollande hanno ricevuto un sostegno decisivo da Parigi, in quanto erano socialdemocratici e membri dell'Internazionale socialista.

Durante le elezioni?

— Certo.

Quindi, secondo lei, cosa è successo nel caso dell'elezione del presidente Kabore?

— Non ho le prove, ma è stato eletto col sostegno di Hollande. E per quanto ne so i rappresentanti delle forze di sinistra, i socialdemocratici, sostengono i membri dell'Internazionale socialista sia in Mali che in Burkina Faso.

Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Elezioni, François Hollande, Africa, Africa Occidentale, Burkina Faso, Francia
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