07:05 24 Ottobre 2018
Hashim Thaci

Gli USA hanno scelto il presidente del Kosovo perché si può ricattare facilmente

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Politica
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Gli USA hanno accolto di buon grado il proseguimento delle trattative tra Belgrado e Pristina sul Kosovo e, tramite comunicati sul portale di Pristina Zeri, hanno invitato tutte le forze politiche kosovare ad unirsi per la “prosperità futura”, la stabilità e la crescita economica.

L'ambasciata degli USA ritiene che "entrambe le parti" debbano sforzarsi per entrare nell'UE. Nel frattempo la piattaforma con cui Hashim Thaçi è giunto alla fase finale delle trattative con la Serbia non ha ottenuto l'approvazione nel parlamento della cosiddetta Repubblica del Kosovo né dai partiti di opposizione né dai rappresentanti della coalizione di governo. Ciò non ha impedito al presidente di conferirsi un mandato per il quale avrà il diritto di sottoscrivere a nome del Kosovo qualsivoglia documento.

Due esperti del Kosovo, uno serbo e uno albanese, hanno commentato la situazione per Sputnik. Behlul Beqaj, professore dell'Università di Pristina, non ritiene che le dichiarazioni dell'ambasciata americana vadano intese come una pressione di Washington sugli albanesi e ricorda che gli albanesi stessi non desiderano lasciare l'ultima parola nelle trattative a una persona il cui passato può in qualunque momento mettere a repentaglio la reputazione del Kosovo.

Secondo lui problemi per Pristina saranno l'interruzione del dialogo con Belgrado in quanto tale e la presenza di una persona concreta che condurrà questo dialogo a nome del Kosovo. L'esperto ricorda anche che il Kosovo è una repubblica parlamentare e non presidenziale e sarebbe bene ascoltare gli inviti degli americani all'unità intorno alla persona scelta dal parlamento.

"Perché le trattative si concludano con successo è necessario accordarsi su tutti i loro punti a livello parlamentare", afferma Beqaj. È convinto che l'unico ostacolo al raggiungimento del consenso dei deputati kosovari sia la figura di Hashim Thaçi. Secondo lui se gli americani punteranno su Thaçi, vi sarà un aumento delle tensioni.

"Thaçi conduce le trattative a nome del Kosovo ma, in realtà, agisce come una persona singola. Il parlamento non approverà le decisioni da lui prese, qualsiasi esse saranno. Non sarebbe né serio né responsabile e significherebbe che tutto ciò che stato fatto finora è stato vano. E se l'America lo sosterrà, che sia l'America da sola a cercare di ottenere il consenso", afferma Beqaj.

Secondo il professore di Pristina, Thaçi desidera riservarsi questa funzione facendosi muovere da interessi personali. L'esperto ricorda che Thaçi è uno dei principali sospettati di aver commesso crimini militari nell'Esercito per la liberazione del Kosovo, come riportato nel Dick Marty report dove si condannano le autorità albanesi del Kosovo di aver preso parte al contrabbando di organi umani e di droga. Nel rapporto, inoltre, vengono verificati i dati tratti dal libro dell'ex procuratore del Tribunale dell'Aia Carla Del Ponte "La caccia: io e i criminali di guerra".

"In altre parole Thaçi potrebbe firmare qualcosa che va contro agli interessi del Kosovo per proteggersi", conferma Beqaj.

Gli albanesi temono che la sua vita privata venga gestita sulla pelle dei cittadini e, in generale, della Repubblica del Kosovo. È possibile che l'America voglia avere una persona dalla sua parte che firmi tutto ciò che le serve. Tuttavia non tutto quello che desidera l'America lo vogliono anche la nostra opposizione e i partiti politici kosovari", spiega Beqaj.

Dejan Mirovic, professore dell'Università Kosovska Mitrovica, è convinto che gli inviti dell'ambasciata americana siano un grande bluff il cui obiettivo sarebbe quello di spaventare Belgrado e metterle fretta sulle decisioni relative al Kosovo.

"L'anno prossimo vi sarà il ventesimo anniversario dei bombardamenti della Repubblica Federale di Jugoslavia e l'America dovrà in qualche modo giustificare questo crimine militare e la violazione del diritto internazionale. In tal senso ci si possono aspettare diverse manipolazioni sull'unione di Kosovo e Albania", afferma Mirovic.

"Haradinaj ha affermato che il Kosovo non ha una sua politica estera perché questa è gestita dagli americani. Gli USA li ricattano per il ruolo che hanno svolto durante le guerre balcaniche degli anni '90. Perciò queste persone sono ideali per Washington. Gli americani nei Balcani preferiscono avere a che fare con qualcuno che ha partecipato alle azioni militari perché così hanno un motivo per ricattarli", dice Mirovic concordando con il collega albanese.

di Brankica Ristic

Tags:
Intervista, Hashim Thaci, USA, Kosovo, Serbia
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