07:28 17 Ottobre 2018
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L’eurozona è in pericolo: le riforme non sono state sufficienti

© Sputnik . Alexey Vitvitsky
Politica
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Come ha riportato al Financial Times il Ministro delle finanze francese, il piano di bilancio franco-tedesco per l’eurozona non è messo in discussione e non deve essere un’arma da sfoderare nella controversia sulla migrazione in Europa.

Il funzionario ha inoltre sottolineato la necessità politica e finanziaria di riforme nell’eurozona, affermando che lo status quo non è più un’alternativa possibile.

Il corrispondente radio di Sputnik ha parlato di queste dichiarazioni con Gerald Schneider, professore di politica internazionale all’Università di Costanza e redattore della rivista European Union Politics.

Sputnik: In che misura è giustificato il timore del signore Le Maire sul fatto che la questione migratoria possa diventare difficile da gestire?

Gerald Schneider: Le posizioni politiche di tutte le nazioni hanno subito un giro di vite, ma, a mio avviso, è possibile che si possa arrivare a un qualche compromesso perché alcune nazioni dell’Europa orientale sono interessate a sviluppare la collaborazione economica con l’Occidente.

Questo interessa anche il governo italiano. Chiaramente le posizioni si sono inasprite a tal punto che vi è il rischio che le trattative possano fallire. Ma penso che in fin dei conti riusciranno a concludere un qualche accorso per salvare la reputazione di Merkel.

Migranti a Ventimiglia
© AFP 2018 / VALERY HACHE

Sputnik: È interessante che secondo Le Maire l’eurozona adesso è il futuro dell’Europa ma in realtà lo è sempre stata. Forse si ripete questo concetto dopo la Brexit e viste tutte le difficoltà che l’Europa sta affrontando. Cosa ne pensa?

Gerald Schneider: Penso che l’eurozona sia sempre in pericolo perché le riforme non sono state sufficienti. Vi è una serie di proposte ma è verosimile che a rafforzare l’eurozona saranno i suoi membri chiave. La posizione dell’Italia non è ancora chiara, ma, tenendo conto la sua rigida posizione in materia migratoria, è possibile che il Paese riceverà alcune concessioni dai Paesi settentrionali, fra cui la Francia.

Sputnik: Il primo ministro austriaco ha proposto che le domande dei richiedenti asilo vengano formalizzate fuori dall’Europa, il che non sarà molto pratico. In che misura questo è fattibile secondo Lei?

Gerald Schneider: Esistono già accordi simili. È il caso della Turchia. È possibile che arriveranno investimenti sui confini comuni: è un progetto d’integrazione che può avere successo. Le richieste per la creazione di una “fortezza europea” possono ricevere il sostegno di Paesi come la Germania. Non è del tutto chiaro quale sarà la decisione riguardo a questa ridistribuzione dei richiedenti asilo e dei profughi negli Stati europei perché ci potrebbero essere interessi economici in gioco.

Sputnik: Quanto è probabile che quest’idea (che l’Austria potrebbe bloccare) in materia migratoria riceva un qualche sostegno? Secondo Lei riceverà il sostegno degli altri Paesi europei? La questione migratoria suscita controversie in UE, qual è l’opinione generale dei Paesi membri riguardo l’idea austriaca?

Gerald Schneider: È chiaro che, da un lato, vi sono forze politiche che invitano a continuare con misure di contenimento. Dall’altro, i Verdi e i liberali spingono per conservare la tradizione liberale. Penso che saranno presi provvedimenti su entrambi i fronti per soddisfare entrambe le parti in causa.

Il vero problema sta nel trovare il modo di attrarre quei membri che si oppongono come l’Ungheria. La capacità di questi Paesi di minacciare il progetto di integrazione europea non è così grande in quanto dipendono in larga misura dai fondi europei e perché questi Paesi sono vittime di minacce che provengono dal centro dell’Unione.

 

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Tags:
eurozona, Intervista, Bruno Le Maire, Austria, Germania, Turchia, Ungheria, Italia, Francia
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