01:13 14 Dicembre 2018
Immigrati

Decreto sull’immigrazione di Trump colpisce suoi figli e nipoti e i suoi dipendenti

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Politica
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I dipendenti della Casa Bianca sono minacciati dalla politica di Donald Trump contro i migranti. Gli attivisti distribuiscono su internet i numeri di telefono dei funzionari che separano i genitori illegali e i loro figli. Su Internet ci sono attacchi al figlio e ai nipoti del presidente americano.

Le decisioni controverse del capo della Casa Bianca non danno riposo ai suoi dipendenti né al lavoro (l'ufficio del Ministero della sicurezza interna picchetti ogni giorno), né in vacanza. Il Segretario della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d'America Kirstjen Nielsen ha visto i manifestanti presentarsi davanti alla soglia di casa sua, e poi davanti ad un ristorante.

Lo stesso è successo alla portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. Semplicemente non le è stato permesso di entrare in un piccolo ristorante. L'esercizio, incidentalmente, dopo il litigio con l'impiegata dell'amministrazione, ha attirato l'attenzione del pubblico. Chi si oppone alle dure politiche di Donald Trump per quanto riguarda i migranti ritiene che il modo migliore per combattere il sistema sia quello di non dare respiro ai dipendenti della Casa Bianca.

Il membro del Congresso Maxine Waters, nell'esortare le persone con idee simili a combattere, ha persino usato una parola che fino a poco tempo fa era considerata qualcosa di inaccettabile. Il politico-democratico ora sostiene le molestie (harrassment).

"Quei membri dell'amministrazione che stanno ancora cercando di difendere il presidente, non dovrebbero avere alcuna possibilità di andare al ristorante, di fare riforrnimento alla loro automobile, passeggiare, o andare nei centri commerciali. La gente deve circondarli e protestare, e continuare fin quando non diranno al presidente: "no, non posso continuare a lavorare con lei, il modo in cui lei si rapporta ai bambini è sbagliato e inaccettabile", ha detto il membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti del Partito democratico Maxine Waters.

Riguardo i bambini, l'America liberale non ha trovato niente di meglio che rifarsi sulla famiglia del presidente, per la precisione, sul figlio e sui nipoti più giovani. Tra i vari c'è l'attore Peter Fonda. Il rappresentante della famosa dinastia di Hollywood ha scritto su Twitter su con assoluta serietà "sarebbe bello trasferire Barron Trump nelle mani degli stupratori". Il testo è rimasto sul suo profilo per pò, ma Internet, come tutti sanno, ricorda tutto.

"Dobbiamo strappare Barron Trump da sua madre e metterlo in una gabbia con pedofili e vedere se si opporrà al pazzo che ha sposato" ha detto Fonda.

Hollywood, che per un anno intero ha messo in mostra i miracoli di coordinamento e unanimità nella distruzione di Harvey Weinstein, per proteggere il bambino di 12 anni non si è mai sollevata. C'era anche chi pensava che l'idea del Fonda potesse essere implementata.

L'attore e produttore Tom Arnold anche suggerito un piano d'azione: "Amico, siamo in grado di protestare anche davanti alla Casa Bianca, Melania lo accompagna a scuola. Parleremo con lei. Ci riuniremo davanti la scuola dove vanno i bambini di Kushner. I figli di Trump già lavorano a Hooters quindi organizzeremo una protesta lì di sera".

Regolarmente Ivanka Trump viene colpita. Ognuna delle sue foto di famiglia raccoglie migliaia di commenti arrabbiati. Gli utenti di Internet incolpano la figlia del presidente per aver riconosciuto il suo amore per i suoi figli in un momento in cui le famiglie di migranti vengono separate al confine. Nei social network ogni giorno pubblicano il numero di lavoratori e telefoni personali dei dipendenti del Ministero della Sicurezza Interna. Il sito di WikiLeaks ha anche buttato benzina sul fuoco pubblicando i dati di novemila impiegati dell'agenzia sulla rete. Il Ministero è pronto a dare l'allarme: tutti i dipendenti sono stati già avvisati di essere vigili, di tenere chiuse le porte della macchina e di casa e di non far sapere a nessuno dove lavorano.

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Donald Trump, Immigrazione, Immigrati, Immigrazione illegale, immigrazione, Casa Bianca, Sarah Sanders, USA
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