15:40 22 Settembre 2018
Pristina

Negoziati Serbia-Kosovo: serve un nuovo intermediario?

© Sputnik . Iliya Pitalev
Politica
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La mediazione dell'UE nei negoziati tra Belgrado e Pristina è inefficace, mentre la comunità internazionale vuole porre fine alla situazione il prima possibile. Si valuta dunque la possibilità di ripristinare la carica del Rappresentante speciale per il Kosovo e la Metohija, che dovrebbe contribuire ad una rapida risoluzione della questione.

Fonti di Sputnik affermano che il capo della diplomazia europea Federica Mogherini vuole vedere in questa funzione il diplomatico britannico Robert Cooper, che prese parte ai negoziati sul Kosovo, e ancora sotto la direzione di Catherine Ashton.

Secondo le fonti di Sputnik, la Germania insiste sulla candidatura di Wolfgang Schäuble, noto per lo sviluppo di misure di austerità per la Grecia. Anche l'America non vuole restare con le mani in mano e offre la candidatura di Wess Mitchell, Vice Segretario di Stato USA per gli affari europei ed eurasiatici.

Il Ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic ha dichiarato che Belgrado è sotto pressione nei negoziati con Pristina. Ha detto: "Se qualcuno d'improvviso dichiarerà che è necessario decidere tutto entro un periodo di sei mesi, intenderà che dovremo riconoscere il Kosovo". Secondo lui, la Serbia, a differenza dell'altra parte dei negoziati, che trova costantemente qualcosa sulla quale non è d'accordo, è davvero pronta per i negoziati. Dacic ha anche confermato che tra gli Stati membri dell'Unione Europea aumenta lo scontento con Federica Mogherini che tira fuori sempre l'argomento della mancanza di tempo, e ci sono proposte per introdurre nel processo di negoziazione una nuova figura, un rappresentante speciale.

L'analista politico dal Kosovo e Metohija Aleksandar Stojanovic ha detto a Sputnik che, a suo parere, il rappresentante speciale non faciliterà la posizione della Serbia e non porterà nulla di fondamentalmente nuovo ai negoziati.

"L'esperienza ci dice che tutte le persone che hanno ricoperto la carica di rappresentante speciale per il Kosovo, hanno preso decisioni ingiuste, la Serbia subisce pressioni da tutte le parti. Ora le cose sono cambiate, se si tratta di una nuova conferenza internazionale e di nuovi negoziati, la Russia dovrà unirsi a loro. Se l'Europa vuole trovare una soluzione a lungo termine, che sia equa per entrambe le parti, se verrà risolta la questione nazionale albanese bisognerà risolvere quella serba" afferma l'esperto.

Egli è convinto che la posizione della Serbia nel mondo gli permette di non "firmare nulla a qualsiasi prezzo", soprattutto se nel processo verrà inclusa la Russia, ma se i "grandi giocatori" hanno concordato l'introduzione di un nuovo rappresentante speciale di negoziati, non si potrà evitare questo.

"È ovvio che sia gli albanesi che l'UE hanno fretta di trovare una soluzione per completare, infine, questo lungo processo. Al contrario, per noi è importante che i problemi tra serbi e albanesi vengano risolti in modo che questa decisione contribuisca ad una vita migliore e alla pace nella regione" dice Stojanovic.

Secondo l'esperto, in alcuni ambienti si ritiene che il nuovo formato dei negoziati possa dare alla Serbia una nuova possibilità e che contribuirà alla ripresa della discussione sullo status del Kosovo

Sulla scia di Dacic, Stojanovic ricorda che tutti i precedenti rappresentanti speciali sul Kosovo sono stati appositamente scelti per realizzare gli interessi delle forze dietro di loro. Il Ministro degli Esteri serbo ha dichiarato: "Basta con i rappresentanti speciali della Serbia, ne abbiamo visti diversi, alcuni hanno ricevuto il premio Nobel per la pace, ma non non stiamo meglio." (Martti Ahtisaari ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2008 per la soluzione del problema del Kosovo, ma il suo piano non ha portato alla stabilizzazione della situazione nella regione).

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Tags:
Politica Internazionale, politica estera, guerra in kosovo, UE, Ivica Dacic, Federica Mogherini, Kosovo, Serbia
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