06:54 22 Settembre 2018
La bandiera della Serbia

“La Serbia entrerà nella NATO solo con rovesciamento di questo governo”

© Sputnik . Evgeniya Novozhenina
Politica
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Le precedenti campagne strategiche della NATO volte a conquistare l'apprezzamento dei serbi e a creare un'immagine negativa della Russia e di Putin non hanno avuto successo. Pertanto l'Alleanza Atlantica sta preparando un nuovo piano per conquistare i serbi.

Nei media serbi è girata la notizia di una conferenza semi-segreta di rappresentanti del mondo accademico liberale ed intellettuali che presumibilmente si apprestano ad incontrarsi nel parco nazionale di Fruska Gora per discutere i metodi su come avvicinare la popolazione serba alla NATO. La data dell'evento non è stata determinata, si sa solo che è prevista per settembre e il gruppo informale di intellettuali filo-occidentali si chiamerà "Club 100" e si occuperà di convincere l'opinione pubblica in Serbia a rinunciare alla neutralità militare per spianare la strada all'ingresso nella NATO. Secondo il giornale Vecernje Novosti, le informazioni sul "Club 100" e le sue attività future trapelano dall'Ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado, in particolare dal secondo segretario della missione diplomatica John Bovermaster. La pubblicazione fa notare che nel mese scorso in Serbia si sono recati numerosi funzionari delle diverse strutture della NATO, che si sono incontrati con i rappresentanti delle organizzazioni non governative e dei movimenti di orientamento euro-atlantico per discutere le prospettive per l'integrazione di Belgrado nell'alleanza, le esercitazioni militari congiunte "Serbia 2018" e le questioni di formazione di un'immagine positiva dell'Alleanza Atlantica nella società serba.

Le prospettive della nuova iniziativa della NATO e dei diplomatici americani in Serbia sono state discusse con Sputnik dagli storici serbi Aleksandar Zivotic e Aleksandar Rakovic.

Rakovic sostiene che, indipendentemente da chi si mobiliti per promuovere la NATO in Serbia le possibilità di successo sono minime. È convinto che se le notizie sulla conferenza sono vere, organizzare un evento del genere è una perdita di tempo.

Zivotic nota che, nonostante le certezze della società serba, tutto dipende da cosa farà la NATO in futuro. Ha ricordato che tutti i metodi finora utilizzati dall'Alleanza per ottenere relazioni amichevoli con i serbi si sono rivelati completamente inefficaci, tuttavia non impedirà alla NATO di implementare una nuova campagna aggressiva.

Secondo l'esperto, le tesi per cui la NATO “bombarda” i serbi con i valori i serbi non funzionano, perché la popolazione ricorda cosa hanno portato questi valori in passato e vede cosa hanno portato ai confini della NATO e in molti Paesi di tutto il mondo, ovvero l'intervento di cui il blocco militare occidentale aveva bisogno. Zivotic dubita che i lobbisti della NATO capiscano di avere in qualche modo commesso un errore nel tentativo di conquistare le menti dei cittadini serbu e se possano ammettere il loro errore.

"Costantemente ripetono le stesse cose sui valori occidentali ed euro-atlantici, pertanto questa ripetizione perenne sta cominciando ad acquisire un carattere caricaturale", osserva l'esperto.

Rakovic ritiene che la NATO cerchi di espandersi a spese della Serbia e della Repubblica Serba di Bosnia, realizzando lo scenario avvenuto in Montenegro ed attualmente in corso in Macedonia, mentre le dichiarazioni dell'Alleanza Atlantica sul rispetto della neutralità militare di Belgrado sono puramente di facciata.

Secondo l'esperto, il principale problema della NATO potrebbe essere la mancanza di lobbisti competenti e carismatici per promuoversi in Serbia. La squadra che si radunerebbe a Fruska-Gorekak è incapace in questo senso, afferma Rakovic.

Sorge spontanea la domanda: come sarà costruita la nuova campagna della NATO in Serbia, se la gente è così predisposta negativamente al blocco militare occidentale?

Aleksandar Rakovic dice: "se l'Alleanza vuole vedere la Serbia tra i suoi membri, dovrà far cadere l'attuale governo, perché si oppone all'ingresso del Paese nella NATO. A seguito del cambio di potere, arriveranno nuove persone, quindi la Serbia entrerebbe con la forza, come nel caso dello scenario macedone".

L'esperto è convinto che se in Macedonia si fosse svolto un referendum per l'ingresso del Paese nella NATO, la maggioranza dei cittadini avrebbe votato contro, perché vogliono mantenere la denominazione attuale del Paese. "Tuttavia la Macedonia è sotto pressione, e tutti dicono che sarà accolta nella NATO sotto il suo nome ufficiale come all'ONU, ovvero ex Repubblica jugoslava di Macedonia", conclude Rakovic.

Zivotic sottolinea che stanno cercando di influenzare la Serbia da tutte le parti, esercitando pressione sulle menti e sui nervi scoperti della regione. La campagna della NATO si svilupperà in due zone: nella Repubblica Serba di Bosnia e in Kosovo, per avere un certo effetto psicologico. "E poi inizierà la seconda fase della campagna, che si svilupperà, soprattutto nei media, ci saranno pressioni per riscrivere la storia, riformare l'istruzione e attaccare l'identità serba con aggressivi lavaggi del cervello," — riassume Zivotic.

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Difesa, Sicurezza, Occidente, Geopolitica, Politica Internazionale, NATO, Balcani, Serbia
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