07:21 22 Settembre 2018
Uomo vestito da Captain America vende bandiere a Washington

Il futuro presidente USA ha cominciato a salvare l’Europa dal piano segreto della Russia

© AFP 2018 / Robyn Beck
Politica
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Alla vigilia della sua visita in Austria il presidente russo Putin ha dichiarato alla stampa locale: la Russia non intende assolutamente dividere l’Unione europea. Al contrario, alla Russia interessa che l’UE, il suo principale partner commerciale, sia unita e florida.

La cosa importante qui è la tesi, sostenuta con veemenza dagli europei, per cui la Russia stia tentando di dividere l'Europa. Nei principali media anglofoni viene presentato come un'inconfutabile verità il fatto che la Russia, così come ha ucciso il blogger Babchenko, ha ucciso anche la spia Skripal e ha abbattuto il boeing.

A tal proposito, c'è una versione ben precisa. Dopo che contro la versione "russa" dello schianto del Boeing malese si ribellò anche la Malesia stessa, sul mercato antirusso cominciò ad esserci una certa scarsità di accuse. E proprio per questo i media occidentali progrediti furono così felici di aggrapparsi al mostruoso omicidio del blogger di Kiev. Per il fatto che per tutto il giorno si erano accaniti sul defunto come su un "bambino siriano avvelenato", si affrettarono il giorno dopo a mostrarsi arrabbiati sostenendo di essere stati vittime dello spietato creativo ucraino.

Ma torniamo alla Russia. Anche se può sembrare paradossale, il maggiore flusso di ammonimenti sui progetti della Russia per dividere l'Europa proviene dalla Gran Bretagna. Cioè dal Paese che ha deciso di uscire dall'UE e che ora sta tentando di gestirne la politica.

Ecco ad esempio il capo dei servizi segreti inglesi MI5 che parla della volontà russa di dividere l'Europa.

Oppure ecco che lo European Council on Foreign Relations parla della volontà russa di dividere l'Europa. Il nome di questo ente potrebbe suonare europeo ma non è così perché in realtà si tratta di un centro di controllo finanziato e con sede a Londra.

E così via.

Il presidente statunitense Donald Trump (foto d'archivio)
© AP Photo / Manuel Balce Ceneta, File
Il problema, però, risiede nel fatto che le principali nazioni "scissionistiche" europee sono anche quelle più antirusse. Infatti, non si può sospettare né la Gran Bretagna né la Polonia di insufficiente russofobia. Inoltre entrambi i Paesi, ciascuno a modo proprio, tentano di rovinare la vita al nucleo dell'UE. Entrambe le nazioni hanno rifiutato di accogliere i profughi, entrambe combattono coraggiosamente contro i gasdotti che non le riguardano. La Polonia che riceve 17 miliardi di euro all'anno dal budget europeo richiede insolentemente alla Germania ulteriori riparazioni. La Gran Bretagna, invece, sbattendo la porta per non pagare le tasse in UE, alza la testa contro Bruxelles per salvaguardare le agevolazioni economiche "europee".

Alla luce di tutto ciò un problema sempre più grande è rappresentato dal maggiore alleato, gli USA. Quando fanno scoppiare una guerra economica contro la Russia e l'Iran perché queste nazioni sono cattive e contro i Paesi europei perché hanno bisogno di soldi, gli europei si pongono una domanda logica: ma allora in cosa consistono, porca miseria, i valori comuni?

Per tutte queste ragioni ai movimenti antirussi la situazione attuale si presenta così:

  • i principali nemici dell'UE sono come sempre la Russia e la Cina. Queste nazioni vogliono commerciare con l'Europa e promettono guadagni ma non è possibile farlo perché la Russia e la Cina conducono con l'Europa una guerra ibrida, cioè invisibile e indimostrabile. La Russia sta combattendo in modo così scaltro che non lo si può dimostrare ma bisogna crederci.
  • il principale amico dell'UE sono come sempre gli USA. Questi in realtà stanno tentando di derubare apertamente i propri amici ma di questo è responsabile solo Trump. Bisogna aver pazienza: arriverà un altro presidente che sistemerà tutto. Nessuno può prevedere quando arriverà questo futuro presidente, come si chiamerà e cosa farà. Ma tutti ricordano gli ostinati tentativi dell'amministrazione del buon Obama per schiacciare l'Europa sotto il peso del TTIP, un accordo coloniale in piena regola, ma dopo Trump tutto sarà diverso, dobbiamo crederci.

Ed ecco che questo "dobbiamo crederci" nell'ultimo periodo è diventato quasi un mantra del movimento antirusso. Per questo con la spia, il blogger e il boeing non è andata bene, le prove della colpevolezza della Russia vengono sempre fatte confluire sul piano spirituale. Come ha ben osservato The Guardian, "non è necessario vedere come la Russia perseguita le persone per capire la crescente minaccia ai valori comuni da parte dell'ostile e depravato regime di Putin".

In realtà bisognerebbe spiegare che, al contrario, la Russia ha bisogno di un'Unione europea unita, ricca e forte e possibilmente senza i vari riferimenti ai Valori e al "dobbiamo crederci".

  • La Russia ha bisogno di un'UE ricca perché un partner commerciale ricco ha un alto potere d'acquisto e la bilancia commerciale con l'UE è positiva per la Russia.
  • La Russia ha bisogno di un'UE unita perché da un'Europa unita che si preoccupa a livello comunitario della propria sicurezza avremo molti meno problemi rispetto che da una serie di instabili "amici degli USA" lungo i suoi confini occidentali.
  • La Russia ha bisogno di un'UE sovrana perché dal punto di vista economico all'UE non servono le sanzioni commerciali contro la Russia e l'acquisizione della sovranità da parte dell'Europa porterebbe con buona probabilità all'eliminazione delle sanzioni.

Non a caso la prima nazione straniera che visiterà Putin dopo l'inizio del nuovo mandato è l'Austria.

È una nazione: a) europea, b) ricca, c) neutrale e quindi non membro della NATO, d) da tempo a favore di una svolta politica europea nei confronti della Russia.

In pratica l'Austria può essere vista come modello di quell'UE indipendente con la quale la Russia vorrebbe avere a che fare nel XXI secolo.

E per questo coloro i quali oggi predicano con veemenza i Valori Comuni e l'Unità Occidentale di fronte agli infidi gasdotti e alle rotte commerciali eurasiatiche richiedono all'Europa di essere remissiva. In sostanza, i predicatori dei Valori e dell'Unità si comportano come gli antagonisti del film Garazh, uscito prima della Perestrojka.

Anche quei personaggi spinti dall'avidità piegavano con insolenza i membri della società Garazh urlando loro contro "I vostri istinti sono egoistici" e "Fate del male alla causa comune!". Questi slogan che usavano in maniera magistrale rimasero in vita solo alcuni anni.

E c'è ragione di pensare che anche gli slogan sui Valori, l'Unità e la Pazienza vivranno ancora per poco. 

Tags:
UE, USA, Russia
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