05:03 18 Agosto 2018
Ex ambasciatore USA in Russia Michael McFaul

“Russia e USA non sono in guerra fredda, ma in pace calda”

© Sputnik . Alexei Filippov
Politica
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Si ritiene che la Russia e gli Stati Uniti siano ritornati nelle condizioni di guerra fredda, tuttavia, secondo l'ex ambasciatore americano in Russia Michael McFaul, si tratta di "pace calda."

La differenza del confronto odierno tra le due potenze rispetto ai conflitti dei tempi passati è nella nuova distribuzione di potere e nella minor prevedibilità, è convinto il commentatore di Globe and Mail.

Quando due anni fa, in occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, il primo ministro russo Dmitry Medvedev aveva testualmente affermato che "siamo finiti in un periodo di una nuova guerra fredda", le sue parole sono state uno "shock" per i presenti, ma oggi le sue affermazioni non sorprendono più nessuno, scrive l'ex ambasciatore statunitense in Russia Michael McFaul sulle pagine di Globe and Mail.

"Oggi molte persone si trovano d'accordo: è scoppiata una guerra fredda 2.0", è convinto McFaul. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è spinto oltre, sostenendo il mese scorso che "i rapporti con la Russia oggi non sono mai stati così peggiori, compreso il periodo della guerra fredda".

Tuttavia, secondo l'ex diplomatico e politologo, l'analogia con la guerra fredda non è del tutto precisa.

Anche se il nuovo scontro tra la Russia e l'Occidente contiene alcune delle caratteristiche della guerra fredda, "ha una nuova dinamica che può essere ancora più pericolosa della guerra fredda," — afferma l'ex ambasciatore. Lo stesso McFaul preferisce il termine "pace calda".

Inoltre la "pace calda" ha contribuito all'avvio di una nuova corsa agli armamenti nucleari tra i due Paesi: se la corsa alle armi del passato era prevalentemente "quantitativa", oggi si può definire "qualitativa". Come ricorda l'esperto, nel marzo 2018 Vladimir Putin aveva annunciato la creazione di un nuovo tipo di armi nucleari, a cui gli Stati Uniti dovranno rispondere necessariamente. Considerando lo sviluppo reciproco dei sistemi anti-missile, per i futuri attacchi militari "la guerra fredda può sembrare un periodo di stabilità", ritiene l'esperto americano.

Un'altra delle peculiarità a differenza della guerra fredda è che Mosca non è più leader di una numerosa alleanza militare, osserva McFaul. Gli obiettivi e le opportunità dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), in cui formalmente partecipa la Russia, sembrano non essere chiari all'autore. Tuttavia oggi, a differenza dei tempi della guerra fredda, Mosca ha una "partnership strategica" con la Cina che può danneggiare gli Stati Uniti, ricorda McFaul.

"Grazie ad alleati forti e fedeli, gli Stati Uniti mantengono ancora una buona superiorità militare sulla Russia, ma la forza di questi legami si sta indebolendo", osserva l'esperto.

Secondo i sondaggi, i cittadini di 9 Paesi alleati — Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Giappone, Corea del Sud, Spagna e Turchia — ora si fidano più di Putin rispetto a Donald Trump in politica internazionale.

Alla domanda se la "pace calda" sia migliore della guerra fredda, McFaul risponde: "penso di sì, ma non ne sono sicuro."

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Politica Internazionale, Occidente, Geopolitica, Michael McFaul, USA, Russia
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