05:18 19 Dicembre 2018
Donald Trump e Kim Jong-un

Un attacco USA in Siria avrà conseguenze sui negoziati con la Corea del Nord?

© AP Photo / Evan Vucci, Wong Maye-E, File
Politica
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Risponde Jang Ji-Hyang, analista senior dell'Istituto di ricerche politiche “Asan”, esperto di Medio Oriente e membro dell'organo consultivo del ministero degli Esteri della Corea del Sud.

La Corea del Nord e la Siria non si limitano a mantenere relazioni diplomatiche, possiamo dire che sono alleati.

Sono girate notizie, secondo cui la Corea del Nord avrebbe inviato alcune unità di combattimento in Siria. Tuttavia è improbabile che l'eventuale attacco americano contro la Siria venga usato come un segnale d'avvertimento negli imminenti negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord.

Trump è seriamente orientato sulla denuclearizzazione, Kim Jong-un ha fatto capire di essere pronto a discutere pienamente questo problema nei negoziati, pertanto la crisi siriana non avrà alcun impatto.

Molto probabilmente Trump si sforzerà affinchè l'eventuale bombardamento della Siria non venga considerato come leva di pressione sulla Corea del Nord, dal momento che l'accordo per condurre il vertice bilaterale con la Corea del Nord è stato raggiunto con molte difficoltà. Anche se Pyongyang sentirà la pressione, gli Stati Uniti cercheranno di convincere i nordcoreani che non hanno intenzione esercitarla.

Sembra che fino alla fine Trump dimostrerà la sincerità delle sue intenzioni sugli imminenti negoziati e spiegherà alla parte nordcoreana che le attuali azioni militari contro la Siria non sono altro che una dimostrazione della posizione degli Stati Uniti rispetto all'uso di armi nucleari, chimiche ed altre armi di distruzione di massa.

Ciononostante, se si fossero registrati affari tra la Siria e la Corea del Nord sullo sviluppo di armi strategiche, a Pyongyang questo problema verrà preso molto seriamente.

Inoltre si prevede che il 12 maggio Trump darà il via ad importanti passi per l'eliminazione di eventuali armi nucleari iraniane. Questo può davvero avere un effetto indiretto sui negoziati della denuclearizzazione in Corea tra Washington e Pyongyang.

— Gli Stati Uniti possono ricorrere ad ultimatum simili per colpire la Corea del Nord nel caso in cui i negoziati finiscano in un vicolo cieco? Come evolverà la situazione in questo caso?

La posizione [attuale] di Pyongyang, ovviamente, differisce da quella che era prima. Se non si raggiungono compromessi, la Corea del Nord non chiuderà unilateralmente i negoziati. L'obiettivo prioritario di Pyongyang è la revoca delle sanzioni e il riconoscimento come uno Stato normale. Pertanto, a prescindere dalla giovane età e dall'imprevidibilità di Kim Jong-un, non tornerà da solo alla logica della forza in caso di difficoltà nei negoziati USA-Corea del Nord. La Corea del Nord molto probabilmente cercherà di raggiungere i suoi obiettivi, gradualmente ma certamente. Lo stesso vale per Trump. Giocherà la carta delle sanzioni e del cambio dell'opinione internazionale sulla "normalità" dello Stato, ma un ritorno alla logica della forza è impossibile. Pertanto scenari come "colpire entro 48 ore" o "guerra limitata" sembrano improbabili.

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Bombardamenti in Siria, crisi in Siria, Kim Jong-un, Donald Trump, USA, Siria, Penisola coreana, Corea del Nord
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